01 dicembre 2008

Decreto Anti-Crisi e gli Interessi di Berlusconi.

E' stato appena approvato il decreto anti-crisi del governo Berlusconi che mette in pratica il metodo "Cippi", ovvero si tenta di risolvere una crisi enorme con una scorreggia (scusate il termine) di scoiattolo, come nel famoso spot della Vigorsol:

Diciamo subito che le misure pensate da Tremonti sono inadeguate se non completamente sballate.

Si parla di smuovere 80 miliardi di Euro, ma in realtà sono fondi già in bilancio a cui viene solamente cambiata destinazione e che hanno il solo pregio di non far aumentare ancora la spesa pubblica.

Nel decreto ci sono solo misure contingenziali, nessun vero taglio strutturale, ma solo un po' di elemosina, qualche aiuto alla base elettorale del centro destra ed un grande aiuto alla azienda della famiglia Berlusconi, il vero interesse del nostro premier in questo momento di crisi.

Ma procediamo con ordine nell'analisi delle misure berluscon-tremontiane:

  • Bonus Famiglie - si parla di "donare" dai 200 ai 1000 Euro (cioè da 17 a 83 Euro mensili) alle famiglie con un reddito inferiore ai 22.000 Euro annui. Certo è meglio di niente, ma aiuterà quasi solamente le famiglie monoreddito perché con due redditi bisogna guadagnare meno di 850 Euro mensili per rientrare nella categoria. Bisogna poi studiare come verrà modulata la donazione perché tra 200 e 1000 Euro annui c'è un bella differenza!
  • Social Card - Carità per i veri poveri: 40 euro al mese per chi non guadagna almeno 6000 Euro annui. Faccio notare che considerando 13 mensilità, bisogna guadagnare meno di 460 Euro mensili ed avere almeno 65 anni per poterne usufruire. Un po' di sollievo per i più bisognosi, ma sicuramente una misura che non avrà alcuna influenza sull'economia.
  • Interessi sui Mutui a Tasso Variabile - Lo Stato si impegna a pagare l'eccedenza dei mutui a tasso variabile delle famiglie nel caso in cui questi tassi superino il 4%. Sembrerebbe una scelta intelligente, se non si considerasse che i tassi sono in discesa libera proprio a causa della crisi economica e della deflazione. In pratica questa misura sarà assolutamente inefficace, poiché nel perdurare della crisi i tassi rimarranno quasi sicuramente sotto al 4%. Illusionismo puro.
  • Detassazione Straordinari e Premi Produttività - Un altro provvedimento di immagine perché in tempi di crisi non saranno molte le aziende a richiedere straordinari e si potrebbe aggravare la crisi occupazionale all'orizzonte. Sui premi di produttività si può essere d'accordo, ma bisognerebbe monitorare il settore delle piccole imprese in cui i contratti di secondo livello sono meno diffusi.
  • Bollette - Il governo promette il blocco delle tariffe di elettricità e gas e degli aiuti fiscali alle famiglie più disagiate. Ma come? Per giustificare gli aumenti tariffari ci hanno spiegato per anni che l'aumento delle bollette dipendeva dall'aumento del costo del petrolio e del gas naturale e oggi che il prezzo delle materie prime è crollato, si vogliono bloccare le tariffe? Le tariffe devono scendere non rimanere bloccate! Il prezzo del petrolio è calato del 70% rispetto a luglio e oggi ci vogliono far pagare le stesse bollette? E' chiaro che ci stanno prendendo per i fondelli senza ritegno alcuno! Vergogna.
  • Autostrade - Il governo si impegna a tenere bloccate le tariffe. Anche qui però, se ci fosse un vero mercato, le tariffe dovrebbero scendere in periodo di crisi perché ad una crisi economica dovrebbe corrispondere una diminuzione dei trasporti autostradali e quindi una diminuzione della domanda a cui dovrebbero corrispondere diminuzioni tariffarie. Il problema è che la Società Autostrade è un monopolio di fatto in mano alla famiglia Benetton e quindi può decidere le tariffe indipendentemente dal mercato e dalle leggi di domanda e offerta.
  • Revisione degli Studi di Settore - Ecco gli aiuti alla base elettorale del centro destra: si vogliono revisionare gli studi di settore per far pagare meno tasse a commercianti ed artigiani, ovvero i settori in cui già si annida l'evasione fiscale. Verrebbe da chiedersi quando mai verrà detassato il lavoro dipendente che non può evadere e che negli ultimi 7 anni è stato tartassato in maniera indegna, come ho già spiegato esaustivamente in questo articolo.
  • Pornotax - Si aumenta l'IVA sui prodotti pornografici al 25%. Sarebbe una misura condivisibile se si pensasse solo alla produzione porno-cinematografica od ai contenuti del web, ma si è voluto estenderla addirittura alla letteratura ed al cinema non pronografico. Basterà insomma una scena di sesso in un film od adirittura la sua descrizione in un libro per far applicare l'aumento dell'IVA sul prodotto. In pratica a qualsiasi libro di un autore come Ken Follett verrà applicata l'IVA al 25%. Chi non vede la longa manus del Vaticano in questo provvedimento deve essere cieco (ricordate la polemica sulla scena di sesso del film Caos Calmo?). A quando il ritorno dell'Indice dei libri proibiti?
  • Bond per le Banche - in pratica si vuole garantire il finanziamento delle banche a privati ed imprese con l'emissioni di bond statali. Giusto.
  • Ammortizzatori Sociali - si destinano 1,2 miliardi di Euro in 3 anni agli assegni di disoccupazione ed alla Cassa Integrazione. Non riesco a quantificare la portata dell'impegno, ma spero solo che non abbiano sottovalutato l'entità della crisi.
  • Investimenti Pubblici - Sbloccati 16,6 miliardi di Euro per gli investimenti in infrastrutture. Speriamo siano utilizzati in maniera rapida, ma i tempi biblici della burocrazia italiana fanno ritenere che questi soldi saranno spesi a crisi già terminata! Sostanzialmente ininfluenti.

Ho lasciato per ultima la vera chicca contenuta nel decreto, ovvero il raddoppio dell'IVA sulle TV a pagamento sulle pay-tv satellitari, come Sky per intenderci, mentre la UE suggeriva all'Italia di uniformare le aliquote al 10% a tutte le TV a pagamento, compreso il digitale terrestre di Mediaset Premium.

In pratica Berlusconi alza le tasse sui prodotti dei suoi concorrenti per favorire, ancora una volta, i suoi interessi particolari. L'ennesima legge ad personam, o meglio ad aziendam.

L'ennesima presa per i fondelli dei consumatori, che si tramuterà in un aumento di tasse per le 4,7 milioni di famiglie che hanno un abbonamento a Sky, altro che diminuzione della pressione fiscale!

Ormai Berlusconi non ci stupisce più, non sa governare e non riesce a prendere quei provvedimenti fondamentali per l'Italia, che un governo di centro destra con una maggioranza così amplia non dovrebbe aver difficoltà ad attuare, ovvero il taglio della Spesa Pubblica e la liberalizzazione dell'economia, ma si adopera solamente a difendere i suoi interessi economico-giudiziari.

Uno schifo.

9 commenti:

maddeche ha detto...

sono parecchio d'accordo, vorrei solo farti notare che per i mutui gli ultimi tre ribassi della BCE non hanno avuto alcun effetto, dato che i tassi interbancari sono diminuiti di un'inezia

gli effetti delle manovre BCE al ribasso sono lentissimi, rapidissimi quelli al rialzo e un provvedimento che costringa le banche a tenerne conto in tempo reale è sacrosanto

era un provvedimento in fase di studio e non so che fine abbia fatto

inoltre coloro che hanno stipulato un mutuo a tasso fisso (6 - 6,5 - 7%) sembra rimangano fuori da questo beneficio, a dimostrazione del fatto che l'improvvisazione regna sovrana

il periodo congiunturale di ribasso dei tassi potrebbe durare 3 - 5 anni, ma inevitabilmente, con un probabile miglioramento dell'economia, i tassi torneranno a salire e c'è il rischio concreto che in una futura finanziaria il provvedimento dei mutui al 4% venga annullato o ridimensionato, così come sono stati ridimensionati gli incentivi al risparmio energetico

sembra non vi siano certezze sul fatto che il provvedimento sarà permanente

fra l'altro il Governo ha già dato pessima prova sul tema mutui con la ricontrattazione della "finanziaria dei 9 minuti" a cui fortunatamente quasi nessuno ha aderito

la pornotax è l'ennesimo capitolo di quell'ipocrisia che ci fa ignorare la prostituzione come fonte di ricchezza, attualmente in mano alla criminalità e che costituisce una colossale evasione fiscale, forse la più grande dall'Unità d'Italia

se il Vaticano scucisse di tasca sua gli 1,2 mld stimati di fatturato della prostituzione, sarei anche disponibile a considerarla una vergogna sociale, ma attualmente la vedo come una mancata fonte di entrate per lo stato che arricchisce la criminalità organizzata

Gaspa ha detto...

dal Corriere della Sera:

SCENDONO I MUTUI - Tassi interbancari ancora in calo. L'Euribor a tre mesi, su cui sono indicizzati i mutui sull'acquisto delle case, ha toccato i minimi da due anni al 3,669% mentre l'equivalente a una settimana è sceso al 2,868% e quello a sei mesi ha toccato il 3,710%, il livello più basso dal novembre 2006.

Anonimo ha detto...

ciao, non voglio assolutamente fare polemica, ma potresti postare un documento che attesti ufficialmente che verranno tassate solo le pay-tv satellitari e non quelle del digitale terrestre?
sono d'accordo su tutto, ma non sono ancora riuscito a trovare niente di ufficiale che confermi questa notizia... grazie!!!

Gaspa ha detto...

Semplicemente perché il DTT ha già una aliquota del 20%.

Il problema è che l'unione europea chiedeva di applicare un'IVA ridotta identica a tutte le TV a pagamento.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/economia/crisi-4/parla-ue/parla-ue.html

Il fatto è che Sky rappresenta più del 90% di questo mercato, mentre Mediaset Premium non arriva al 5%.

Abbassare l'IVA sul DTT non avrebbe avuto grosse ripercussioni sui bilanci dello Stato e quindi sarebbe stato preferibile, soprattutto in un momento di recessione.

Perché allora Berlusconi ha voluto alzare l'IVA su SKY? Per il governo si tratta di intascare soldi in più, ma a voler pensar male si può dire che la forte espansione di SKY stia erodendo le quote di mercato delle TV generaliste commerciali (vero core business di Mediaset) e quindi, a Berlusconi sia convenuto dare una bella stangata ai suoi concorrenti, piuttosto che incentivare la sua marginale Pay-tv.

Effettivamente rileggendo il mio post, mi sono spiegato male.

Modifico subito.

Anonimo ha detto...

grazie, ora mi è più chiaro il discorso.
premetto che non ho assolutamente simpatie per berlusconi, però ho l'impressione che alla fine ogni azione può essere strumentalizzata a piacimento da una parte o dall'altra; siamo d'accordo che questo decreto dia in effetti maggiori risorse a mediaset e ne tolga a SKY, comunque mi chiedo:
se avessero abbassato anche l'IVA del digitale al 10% siamo sicuri che nessuno avrebbe obiettato un ulteriore conflitto di interessi perchè berlusconi, così facendo, avrebbe fatto pagare meno tasse alla sua società?
Secondo me l'attacco sarebbe stato maggiore perchè sarebbe stata una mossa più palese(avrebbe direttamente abbassato le tasse a mediaset)!
io mi sarei accanito di più sulla vicenda europa 7 VS rete 4! nonostante anche questa vicenda sia altrettanto controversa...

Gaspa ha detto...

Beh, il core business di Mediaset non è certo la pay-tv, quindi hanno preferito dare una botta all'unica televisione che ancora non controllano, piuttosto che avere un vantaggio minimo seguendo le direttive della comunità europea.

In più, aumentare le tasse a quasi 5 milioni di famiglie in un momento di crisi economica, non mi sembra una grande idea, soprattutto per coloro che hanno fatto del taglio delle tasse la loro bandiera.

Anonimo ha detto...

bè io devo dire di non essere tanto contrario a questo aumento, è stata una furberia, effettivamente, l'hanno venduta bene perchè in sostanza non stai tassando tutti e non lo stanno facendo su di un bene di prima necessità;
si potrebbe dire che stiano tassando dei "ricchi" anche se scelti con un metro di giudizio poco specifico(in teoria è una grossa spesa aggiunta e a farla dovrebbero essere più che altro coloro che hanno dei mezzi finanziari adeguati, anche se alla fine non è proprio così).
comunque secondo me non è tanto sbagliata, però ci sono tante altre cose che potrebbero fare di cui se ne è parlato tanto in campagna elettorale e ora non ne parla più nessuno e noi italiani sempre i soliti fessi a farci fregare in questo modo...

Gaspa ha detto...

La storia dei ricchi che piangono è stata una delle tante baggianate del governo Prodi.

Secondo me le tasse in Italia sono già troppo alte e bisognerebbe calarle, non alzarle.

Certo per ogni governo è più facile aumentare la pressione fiscale piuttosto che calarla ed i modi per farlo sono molteplici (tasse dirette, indirette, accise e chi più ne ha più ne metta).

In questa maniera l'Italia è in crisi strutturale da almeno 15 anni, cioè da quando è finita la politica della svalutazione e quella della proliferazione del debito pubblico.

Anonimo ha detto...

certo, anche se di finanza non ne capisco un ficco secco, posso essere d'accordo che alzando le tasse non si risolve nulla, tanto i soldi restano sempre li stessi, poi ci si lamenta che le industrie falliscono perchè nessuno ha più soldi per comprare.
per questo dico: possibile che giornali TV...(non dico pubbliche o di berlusconi, ma la7 per esempio) non parlano più di ridurre gli sprechi, dimezzare i nostri politici, abbassare lo stipendio sia dei nazionali che dei regionali, ridurre le comunità montane o di abolirle direttamente!
e la lotta all'evasione, tutte queste cose di cui si era parlato tanto in campagna elettorale ora non ne parla più nessuno; possibile che non si possa smuovere qualcosa da parte dell'opinione pubblica come è successo per il decreto 133...
non riesco a credere che riescano a prenderci sempre in giro!!!