21 giugno 2009

Senigallia SI Complanare: le Reazioni

Non è passata neanche una settimana da quando ho creato il gruppo di Facebook "Senigallia SI Complanare" e non posso che essere soddisfatto sia per le numerose adesioni (279 utenti al 21/6), sia per il dibattito che si è acceso intorno al gruppo, nonostante i toni abbiano spesso esagerato la portata della mia iniziativa.

Le prime polemiche sono arrivate per i numeri: la Piaga di Velluto ci prende in giro perché ci mancano circa 5 milioni di adesioni per raggiungere l'unanimità degli utenti Facebook italiani (che sono appunto 5 milioni).
Kit Carson, un blogger senigalliese che si ispira al celebre compagno di Tex Willer, ritiene che 200 iscritti "non rappresentino un fronte così folto" introducendo con il termine "fronte" le prime avvisaglie del tenore bellico dei commenti, come se i 200 iscritti al gruppo fossero pronti ad imbracciare il fucile ed a scavare le trincee...
Il Messaggero del 16 giugno già citava il gruppo quando ancora vi erano 12 iscritti, mentre Vivere Senigallia parlava di 87 iscritti in 48 ore.

Pochi o tanti a me interessa relativamente, mi interessa il fatto che a Senigallia ci siano delle persone favorevoli al progetto della complanare con il diritto di esprimere la loro opinione almeno quanto quelli che la pensano in maniera diametralmente opposta.

Evidentemente però non tutti concordano con me sulla possibilità di manifestare apertamente e civilmente le proprie convinzioni e le reazioni di alcuni blogger e di vari utenti del web ne sono la conferma.

In realtà con alcune persone come Quilly si possono intraprendere discussioni interessanti e costruttive anche partendo da punti di vista opposti, mentre altri iniziano i loro commenti con frasi del tipo: "Allora....... vi ringrazierei se prima di dire certe fesserie vi informaste un pochino!".
Certo dare dell'ignorante all'interlocutore alla prima frase, non mi sembra un buon modo per avviare un dialogo, ma dimostra la spocchia di chi crede di detenere la Verità assoluta.

Kit Carson, dal suo blog Sinistrati, cerca di convincerci che "chi è coinvolto in un fatto di cronaca, non lo può raccontare e nemmeno scrivere".
Il riferimento è a Michele Pinto, uno degli aderenti a Senigallia SI Complanare, ed al suo articolo apparso su Vivere Senigallia.
Secondo il pistolero:

Nel nostro caso invece, chi ha scritto l’articolo, aveva aderito al gruppo e quindi non poteva poi descriverne la storia, appellandosi al diritto di cronaca. Ma v’è di più: tra le righe, intravediamo una certa gaiezza, quasi come si raccontasse la vittoria della propria squadra di calcio o una gita con la propria amata.

In pratica si vuole sostenere che Pinto non può scrivere sul SUO giornale perché:
Se partecipo ad una manifestazione politica. Prendo uno striscione e do una mano agli organizzatori. Il racconto che ne consegue, sia esso inserito sul blog personale, o sul giornale del partito, NON rientra secondo me nel diritto di cronaca: sì è di parte – sì è la causa e l’effetto.
partecipo ad una semplice manifestazione, come reporter. Faccio foto, intervisto. Se il resoconto viene pubblicato su un organo di partito o su un blog politico, sì è sempre nell’ambito della militanza. Se il giornale fosse apolitico, rientreremmo nel campo della pura cronaca.


Quindi, seguendo questo ragionamento, i giornalisti che partecipano agli scontri di piazza a Teheran, non potrebbero raccontarli perché sono parte in causa!
Ma le braccia mi sono cadute quando ho sentito parlare di "giornali apolitici" come se esistessero dei resoconti puramente oggettivi e come se ogni giornalista non filtrasse la cronaca tramite le sue idee personali.

Il giornale oggettivo è una mera utopia! A me basterebbe che l'informazione non ci raccontasse cose platealmente false come è successo a Studio Aperto quando ci ha informato che Berlsuconi è stato "assolto nel processo Mills" (dove non era neanche imputato a causa del Lodo Alfano).



Altre reazioni hanno avuto dei toni apocalittici, come se la costruzione di una strada segnasse la fine del mondo od addirittura dell'universo!

La più dura ed inaspettata è venuta però dalla "Piaga di Velluto" da cui sono stato accusato addirittura di avere iniziato una "guerra tra poveri".

In realtà la mia intenzione non è affatto quella di fare la guerra col comitato NO Complanare e non ho istituito né comitati di quartiere, né ronde padane armate di manganello.

Sono stato in silenzio per diversi mesi, ascoltando le proteste ed assistendo alle manifestazioni dei contrari e, ad un certo punto, mi sono stancato di sentire una sola voce ed ho voluto constatare se a Senigallia vi fossero anche persone favorevoli alla realizzazione di questo progetto.

Un progetto che potrà non essere perfetto, ma che, dal mio punto di vista, rappresenta un miglioramento complessivo della città e permetterà in futuro di gestire il traffico cittadino in maniera più razionale.

Potrò anche sbagliarmi, ma rivendico il diritto di esprimere liberamente la mia opinione senza per questo dover essere schedato come un pericoloso guerrafondaio!

PS. Ho linkato tutti gli articoli citati in modo tale che tutti possano farsi liberamente la loro idea.

08 giugno 2009

Europee 2009: in Italia Vincono l'Estrema Destra e l'Astensionismo.


Dai dati emersi da queste elezioni europee, si possono trarre due conclusioni fondamentali:
  1. Vince il partito astensionista che supera il 35% degli elettori (contando anche le schede bianche e nulle), attestandosi ai livelli del PDL. Nei vari dibattiti televisivi si è discusso molto di questo risultato, ma le risposte fornite dai vari commentatori non mi hanno convinto appieno. La vera spiegazione dell'astensionismo sta nel fatto che nessun elettore capiva per cosa stava votando! Nessun partito, o quasi, ha spiegato cosa avrebbe fatto in Europa, ma ci si è accapigliati su temi futili e si è dato alle elezioni europee il valore di un sondaggio sull'operato del governo e dell'opposizione. Per questa ragione gli animi degli elettori non si sono scaldati più di tanto e neanche il brutto tempo li ha persuasi a recarsi in massa alle urne.
  2. Vince l'estrema destra. No, non parlo dei fascisti dichiarati, come Forza Nuova o la Fiamma Tricolore, partiti residuali, ma parlo della Lega Nord, che è riuscita a stravincere al Nord ed a sfondare anche al centro Italia con un programma tecnicamente xenofobo e fascista. Un programma che, in tempo di crisi, ha individuato il capro espiatorio dei problemi italiani nell'immigrazione. I punti forti e chiari del partito leghista, ovvero la lotta all'immigrazione, la sicurezza (anche tramite le ronde padane), l'islamofobia ed il No all'entrata della Turchia nell'Unione, hanno centrato l'obbiettivo ed attirato il consenso verso il carroccio.

Il PDL ha sostanzialmente fallito il traguardo che Berlusconi aveva posto al 40%, ma è comunque il primo partito italiano ed ha tenuto nonostante le ultime traversie del suo leader, il quale, con i suoi rapporti con Noemi, i voli di stato per i suoi amichetti, le orge a villa Certosa e la corruzione nel caso Mills, ha forse smarrito il tocco di Re Mida.

Il PD ha ottenuto un risultato pessimo, perdendo oltre 6 punti rispetto alle politiche del 2008, dando l'impressione di non avere nessuna identità politica e nessuna proposta forte per attirare l'elettorato. Franceschini ha cercato di dare una svolta rispetto all'apatia veltroniana, ma se non si darà un substrato politico chiaro, la gente continuerà a snobbare il Partito Democratico. Chi sa dire cos'è il PD oggi? E' un partito statalista o liberale, laico o catto-clericale? Quali sono i suoi valori e le sue proposte? Ce lo facciano sapere prima di arrivare allo 0%.

L'Italia dei Valori ha fatto la scelta opposta a quella del PD, qualificandosi su valori concreti come la difesa della legalità e sull'opposizione dura e senza sconti all'operato di Berlusconi e per questo ha ottenuto un ottimo risultato sfiorando quasi l'otto per cento.

I comunisti vanno verso l'estinzione politica pur avendo un bacino di elettorato che si attesta sul 7%. Ormai ci sono quasi più partiti comunisti che comunisti ed un certa vocazione masochista ha portato all'esclusione della sinistra radicale italiana anche dal parlamento europeo, dopo che il distacco forzato dal PD li aveva esculsi da quello nazionale. Se la sinistra radicale lasciasse perdere i simboli superati del novecento e cercasse una via moderna al socialismo, puntando su facce nuove, forse avrebbe dei risultati migliori!

L'unico partito veramente laico e liberale nel panorama politico nazionale, ovvero i Radicali di Pannella e della Bonino, non vanno oltre il 2,4%, mentre i partiti liberali europei hanno avuto tutti una buona affermazione. Anche qui si potrebbe parlare di rinnovamento almeno dell'immagine, mettendo da parte i ferri vecchi come Pannella e puntando più sul futuro che sul passato.

Un'altra valutazione riguarda i Verdi. In tutta Europa i partiti ecologisti hanno ottenuto un ottimo risultato, tanto che in Francia hanno sfiorato il 15% ed in Germania sono intorno al 10%. In Italia, purtroppo, i Verdi sono tutto tranne che ecologisti ed infatti si alleano costantemente con i partitini comunisti, alienandosi le simpatie degli ambientalisti moderati, i quali potrebbero rappresentare un bacino elettorale molto ampio!

In definitiva l'Europa sembra svoltare a destra, a causa delle paure portate dai venti della crisi economica ed il successo dei partiti euroscettici o nazionalisti fa presupporre che l'Unione debba rafforzarsi a livello politico se non vuole diventare un'accozzaglia di nazioni unite solamente dall'interesse economico.

06 giugno 2009

Il Nuovo Logo del PDL!

Viste le eccezionali performance del nostro premier a villa Certosa, abbiamo scoperto il nuovo logo del PDL!

Eccolo in esclusiva mondiale per i nostri lettori:

01 giugno 2009

Cronache Inglesi, Cap. II: Newcastle, Durham, Hadrian's Wall.

La nostra avventura inglese inizia all'aeroporto di Newcastle alle 22:30 del 24 aprile, dopo 3 ore e mezza di viaggio da Roma Ciampino.
Il primo problema a presentarsi è quello di riuscire a prendere l'ultima corsa della metropolitana che parte alle 23, ma, fortunatamente, il nostro è l'ultimo volo atterrato in serata e dunque i controlli sono rapidi e lo è anche il ritiro dei bagagli.
Alle 22:55 siamo davanti alla macchinetta dei biglietti, ma a causa della cocciutaggine inglese nel tenersi la Sterlina, ci tocca trovare un bancomat per cambiare l'amato Euro in valuta isolana.
Riusciamo comunque ad acciuffare la metro che in una mezz'oretta (cosa impensabile per gli standard italiani) ci porta a Jesmond Road, proprio la via del nostro ostello.

Grazie alla mappa stampata in precedenza da Carlino, troviamo facilmente il numero 107 dove ci accoglie un gentile signore, che comincia a chiamarmi Franco.
Il problema è che io mi chiamo Francesco e gli altri miei nomi di battesimo sono Giorgio e Stefano; Franco è una novità che accetto senza problemi perché l'importante è capirsi.
Adempiute le formalità burocratiche e fatta la tessera della YHA (costa 10 L), saliamo verso la camerata su una scalinata in legno molto stretta e non esattamente comoda per chi trasporta una valigia di 15 Kg.

Abbandonati i bagagli, decidiamo di uscire per cercare qualcosa da mangiare, ma Jesmond Road a mezzanotte è deserta come il lungomare di Senigallia a gennaio e ci tocca camminare parecchio prima di trovare un ristorante indiano aperto 24h su 24, che ci serve una porzione di chips da circa un Kg, grondanti d'olio e condite con dei chiodi di garofano (o almeno speriamo siano chiodi di garofano!).

La camminata di ritorno ci serve per smaltire l'olio delle patatine, ma appena arrivati troviamo la prima sorpresa: nella camerata c'è solo un altro avventore oltre a noi; un vecchio scozzese che dorme nudo in maniera non troppo elegante.
Io prendo immediatamente la decisione di dormire con due paia di mutande ed un paio di calzoni perché prevenire è meglio che curare!

Forrest Gump direbbe che gli ostelli sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita!
In effetti nel mio ultimo viaggio a Londra ho dormito insieme a tre spagnole e quindi il jolly l'avevo già giocato e la sorte doveva per forza girare.
Fortunatamente lo scozzese è solamente maleducato e quindi al risveglio scopriamo di non aver perso la nostra verginità rettale.

Dopo una lauta colazione, consumata davanti ad un altro vecchietto scaccoloso che ingurgitava tazze di cereali innaffiate con due gocce di latte, ansimando come un maratoneta dopo 40 Km di corsa, ci incamminiamo verso il centro città.

Da Jesmond Road servono circa 30 minuti per raggiungere a piedi la stazione centrale, passando per una zona molto moderna che dovrebbe essere il quartiere universitario.
In meno di mezz'ora di treno raggiungiamo la nostra prima meta:


DURHAM (*****)

Il centro storico di Durham è situato in una penisola collinare circondata dal fiume Wear e da un bosco lussurreggiante.
Agli antichi colonizzatori, deve essere sembrato un posto ideale per allestire le difese contro le tribù celtiche provenienti dalla Scozia.

Il borgo medievale è molto suggestivo e ben curato, ma le vere attrazioni sono la cattedrale, dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 1986, ed il castello, oggi sede dell'università più prestigiosa della città.

La cattedrale di San Cutberto è uno degli esempi più antichi di architettura anglo-normanna ed all'interno si può notare il passaggio dallo stile romanico ai primi vagiti del gotico.


Interessanti sono le decorazioni geometriche delle colonne, la Galilee Chapel con la tomba del Venerabile Beda (l'autore dell' Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum), la tomba di San Cuthbert, a cui è dedicata la chiesa, e l'altare maggiore dietro al Neville Screen.
Purtroppo non ho foto perché in questa chiesa erano vietate.

Dalla torre del campanile, saliti i 325 claustrofobici gradini, si può godere di una bellissima vista dall'alto della città.

Dopo la cattedrale ci rechiamo al vicino castello, dove una giovane togata ci guida nella visita a quello che ora è il suo college.

La ragazza è preparata e loquace, ma le sue battute mi lasciano alquanto perplesso e chiedo a Carlino se il problema sia che io non capisco la lingua o che lo humor della fanciulla lasci a desiderare.

Stabiliamo che la colpa è dell'umorismo inglese e decidiamo di unirci forzatamente alle risate di gruppo per non turbare il clima idilliaco della visita.

Terminata la visita al castello, ci dirigiamo verso Sud e seguiamo la passeggiata lungo il fiume per goderci la splendida vista dal basso della cattedrale.


Verso le 16 uno scroscio improvviso di pioggia ci costringe a ritornare alla stazione ed a fare ritorno a Newcastle.


NEWCASTLE UPON TYNE (***)

Castelnuovo sul Tino è una città moderna ed il passaggio tra il borgo medievale di Durham e i ponti sul Tyne ci lascia alquanto sconcertati.

In effetti la maggiore attrazione architettonica della città sono proprio i ponti, tra cui spiccano il Tyne Bridge, molto simile e contemporaneo a quello costruito sulla baia di Sydney,



ed il Millennium Bridge, ponte pedonale con la sua originale apertura a "palpebra".



Degno di nota è anche il Gateshead Sage, che si staglia con la sua silhouette da lombrico sulla riva meridionale del fiume.

Delle sculture moderne e alquanto kitsch sono sparpagliate in ogni angolo della città, conferendole un tocco di originalità e di cattivo gusto.

Quello che mi ha impressionato di più di Newcastle è la vivacità della gente: alle 19 di sabato i giovani sono già tutti radunati nei locali del centro a bere birra ed a fare baldoria, vestiti con uno stile che rispecchia il resto della città, ovvero originale ma kitsch.

Per gli amanti della movida notturna, Newcastle dev'essere un vero sballo, mentre noi turisti nerd ci tiriamo fuori dalla calca e torniamo all'ostello abbastanza presto.

Dilaniato dai morsi della fame, mi avvicino ad un distributore di merendine dove trovo una vera chicca: lo Yorkie, ovvero il primo snack sessista!



Dopo essermi gustato il cioccolato per soli maschi obesi, me ne vado a letto prendendo le consuete precauzioni contro il vecchio scozzese.

La mattina seguente è proprio lo spudorato celtico a svegliarci verso le sei di mattina, facendo un baccano insopportabile con le sue bustine di plastica, fin quando un altro avventore lo redarguisce con male parole e lo invita gentilmente a togliersi dai maroni as soon as possible.

Alle 7 e mezza scendiamo a fare colazione, cercando di evitare lo scaccoloso ansimante della mattina precedente, e partiamo in direzione della stazione degli autobus di Gallowgate per andare al Vallo di Adriano.

Bene, arrivati nel luogo esatto indicato dalla Lonely Planet, notiamo che non c'è alcuna stazione degli autobus e quindi giriamo per mezza giornata tra lo stadio, la Chinatown e le mura cittadine alla ricerca di questa fottuta Gallowgate Station.

Ad un certo punto ci rendiamo conto che la suddetta stazione esiste solo nella malata fantasia dei redattori della Lonely e quindi chiediamo informazioni ad un gentile passante, il quale ci indica di andare a Eldon Square.

Un ragazzo ci suggerisce di prendere un autobus per Hexham e poi prendere la linea per il Vallo e noi seguiamo il suo consiglio.


HEXHAM (***)

Hexham ha il fascino dell'inaspettato; ci siamo capitati per puro caso, ma fortunatamente la cittadina merita di essere visitata soprattutto per la sua magnifica cattedrale.

La linea di bus per il Vallo parte dalla stazione ferroviaria e certamente non potete sbagliare visto che i pulmini sono decorati con vistose scritte ed immagini.


HADRIAN'S WALL (*****)

Decidiamo di fare solo una piccola passeggiata da Once Brewed fino al sicomoro reso famoso dal film "Robin Hood" con Kevin Kostner e Morgan Freeman.

Al nostro arrivo il clima non è certo dei migliori, con dei nuvoloni carichi di pioggia all'orizzonte ed un vento freddo che spazza la spoglia campagna intorno al muro, non più imponente come un tempo, che si innalza per un metro o poco più dal terreno.

La camminata non è molto agevole poiché è necessario scalare degli speroni rocciosi, ma il panorama è impareggiabile e la vista di un gruppo di giovani baghine ci sprona a camminare speditamente verso l'agognato sicomoro.

Dopo innumerevoli salite e discese arriviamo finalmente al Sycamore Gap, dove le baghine stanno facendo una sessione fotografica completa che sembra poter durare per ore.

Decidiamo dunque di procedere per un altro breve tratto, ma poi torniamo sui nostri passi a causa del freddo, della paura della pioggia e dello scarso tempo a nostra disposizione.

In effetti in sole due ore siamo arrivati al sicomoro e siamo tornati passando anche per il forte 39, ovvero la torre meglio conservata dell'intero Vallo.

La passeggiata è meravigliosa soprattutto per i panorami che si possono osservare e meriterebbe sicuramente più tempo di quello che le abbiamo dedicato, ma purtroppo abbiamo un appuntamento improrogabile ad Hexham con un treno che parte per Middlesbrough.

Finisce così la prima parte del viaggio, con il dynamic-duo Gasparetti-Paternoster diretti verso Whitby, la città di Dracula!

Ma di questo parleremo nel capitolo III, se mai ci sarà un capitolo III!

25 maggio 2009

Cronaca di un Viaggio in Inghilterra. Cap I

Capitolo I: Preambolo
E' passato già un mese dal mio ultimo viaggio nella perfida albione e non ho ancora mantenuto la promessa fatta a diversi amici di scrivere un dettagliato resoconto dell'avventura.
In realtà la voglia di scrivere, in questo torrido maggio senigalliese, è veramente scarsa, ma cercherò di vincere l'afa e di non mandare in corto circuito il mio portatile con il sudore che cola dalle dita, ricordando i bei momenti passati al fresco del Nord dell'Inghilterra.
Trasporti:
In precedenza ho parlato di avventura a ragion veduta, poiché l'agenzia turistica Gasparetti-Paternoster offre solo pacchetti a basso costo, ma ricchi di camminate, sfacchinate e abuso dei mezzi pubblici locali.
Bisogna dire che l'organizzazione dei trasporti inglesi è veramente ottima ed efficiente, anche se abbastanza costosa (ma con la svalutazione della Sterlina i prezzi in Euro si sono abbassati di molto).
Siamo atterrati all'aeroporto di Newcastle che è collegato alla città con una metropolitana veloce (a Malpensa se la sognano) al prezzo di 2.90 Pounds.
Le ferrovie sono molto ben organizzate, con treni molto numerosi e puntuali.
Conviene fare i biglietti andata e ritorno (return ticket) perché costano molto meno rispetto a due biglietti singoli.
Da Newcastle a Durham e ritorno il biglietto costa 5.60 L, da Hexham a Middlesbrough 13.40 L (sola andata), da York a Skipton 17.90 L, da Skipton a Liverpool 27.90 L.
Per andare nei centri più piccoli come Whitby o Helmsley abbiamo usato l'autobus: per esempio da Whitby a Pickering, per sole 5.20 Sterline, un autobus a due piani ci ha portato attraverso il North York Moors Natural Park, facendoci osservare lo strano paesaggio della brughiera; una distesa senza senza soluzione di continuità di colore rosso-brunastro tagliata solamente dalla linea d'asfalto della strada.
Nessun albero, nessun animale, nessuna casa; solo questo basso arbusto rossiccio fin dove lo sguardo può spaziare.
Siamo passati anche a Goathland, che dovrebbe essere la stazione ferroviaria da cui partono i treni verso la scuola di Harry Potter.
In una sola occasione ci siamo dovuti servire del Taxi: per andare da Skipton al paesino di Malham (120 abitanti nel parco delle Yorkshire Dales), c'erano solo due autobus ad orari impossibili ed abbiamo speso 18 sterline per fare una ventina di Km tra stradine di campagna.
Attenzione alle indicazioni di guide come la Lonely Planet che non siano ultra-aggiornate: abbiamo rischiato di perdere l'escursione al vallo di Adriano perché la Lonely indicava la stazione degli autobus in un punto in cui non c'era nulla, mentre gli autobus erano da tutt'altra parte!
Ostelli:
Come già ricordato in precedenza, la ditta Gasparetti-Paternoster preferisce scegliere alloggi economici e l'Inghilterra è ricca di ostelli di qualità media abbastanza alta.
Tutti quelli targati YHA ci hanno soddisfatto a pieno, anche se in alcuni la colazione è compresa nel prezzo, mentre in altri è a pagamento.
L'unico ostello non YHA, ci ha invece riservato delle spiacevoli sorprese di cui parlerò in seguito.
Una menzione particolare merita l'ostello di Whitby (19.95 L, colazione inclusa), situato in una posizione magnifica tra l'abbazia (che è gratis per i clienti dell'ostello) e la chiesa di St.Mary con il cimitero di Dracula.
La vista dall'alto dell'East Cliff è magnifica e si può facilmente seguire la Cleveland Way per andare verso Robin Hood's Bay.
Bellissimo anche l'ostello di York (21.45 L, colazione inclusa), da cui si può raggiungere il centro città con una camminata di 15 minuti sulla riva verde del fiume Ouse.
L'ostello di Malham (15.95 L, colazione esclusa) è l'ideale punto di partenza per le camminate nella parte Sud del parco nazionale delle Yorkshire Dales (posti magnifici).
L'unico ostello non YHA, l'abbiamo prenotato tramite HostelBookers, ed è stato il più deludente.
La storia di Magic (ovvero come fare soldi con due camere ed una cucina):
La storia di Magic inizia il I maggio alla stazione ferroviaria di Liverpool Lime Street.
Appena usciti dalla stazione ci troviamo di fronte ad un vero e proprio dilemma: dov'è la stazione degli autobus per raggiungere il Brogan Hall Hostel in Smithdown Road?
Potrebbe sembrare una cosa semplice, ma ci sono almeno 5 stazioni degli autobus nei pressi di Lime Street ed a Liverpool si parla una lingua che con l'inglese ha ben poco in comune.
Se chiedete informazioni, preparatevi a farvi ripetere le cose almeno 10 volte prima di captare qualche suono vagamente conosciuto come "Paradise Street".
Ok, ci dirigiamo verso Paradise Street passando per un corso super affollato e vitale, quando, fermi ad un incrocio per capire da che parte andare, una signora brasiliana si ferma per aiutarci:
Signora: May I help you?
Carlino: We would like to go to Paradise Street
Signora: Paradise Street? mmmm... -si gira e chiede informazioni ad un tassita fermo lì vicino e poi torna da noi dicendoci di andare fino al McDonald's e poi girare a destra-.
Noi la ringraziamo e ci incamminiamo, ma questa ci tampina da presso tempestandoci di domande e raccontandoci la storia della sua vita.
Arrivati a Paradise Street finalmente si stacca (dai nostri maroni) augurandoci buona fortuna e noi corriamo subito al riparo sperando che la simpatica (come un'unghia incarnita) babbiona non torni sui suoi passi.
Dopo mezz'ora di ricerche troviamo finalmente la stazione degli autobus e dopo un'altra mezz'oretta siamo a Smithdown Road, in un quartiere ultra popolare tra un cimitero e due centri commerciali.
Troviamo facilmente il Brogan Hall, ma subito notiamo che non è affatto un ostello e non c'è alcuna reception od un campanello a cui suonare.
Carlino, grazie al suo occhio aquilino, vede un adesivo con la scritta HostelBookers ed un numero di telefono.
Proviamo a chiamare, ma ovviamente il numero non risponde ai nostri cellulari italiani.
Dopo 10 minuti di prove con diversi prefissi, riusciamo a parlare con una signorina che comunica tramite la solita lingua del Merseyside, simile all'inglese così come l'italiano è simile al rumeno.
Carlino riesce fortunamente a captare le parole "underneath the bin" e siccome vediamo un grosso bidone, proviamo ad alzarlo e troviamo una chiave!
Bene, ora abbiamo la chiave, ma dobbiamo cercare la porta da aprire e dunque saliamo per una scalinata provando tutte le toppe per trovarne una adeguata alla nostra chiave.
Le toppe però sono tutte sbagliate e la gente che troviamo dentro alcune stanze sembra abbastanza infastidita dalla nostra presenza.
In realtà la porta giusta era subito dietro al famoso bidone sotto cui abbiamo trovato la chiave, ma, essendo adeguatamente mimetizzata, noi non l'avevamo assolutamente notata.
Giriamo la chiave nella toppa ed il mondo che si presenta davanti a noi ha le sembianze di una vera topaia: una squallida cucina piena di pentole, arnesi vari ed un tavolino con due sedie (di cui una talmente sgangherata da sembrare una trappola per gente sovrappeso) è il preludio ad un corridoio con tre porte.
Davanti ad una delle tre c'è una busta di carta con scritto "Mr. Gasparetti".
Con il mio indiscutibile intuito, capisco immediatamente che la busta è destinata a me e la apro senza esitazioni trovando una chiave che si adatta perfettamente al lucchetto sulla porta.
La vista della camera doppia ci convince completamente che le 21.55 sterline spese per cotanto tugurio siano una vera inculata (scusate la perifrasi).
Intanto sul retro della busta scorgo un'altra frase sibillina: "to pay the remaining 72 L, call Magic" (segue un numero di telefono).
Chiamo subito Magic, cercando di farlo parlare il meno possibile, e riesco a capire che sarebbe passato la mattina seguente alle 8 e un quarto per ricevere il saldo.
Ovviamente la mattina seguente, all'ora prevista, non si presenta nessuno e noi facciamo colazione nella cucina dove metto a repentaglio la mia vita sulla sedia sgangherata.
Ormai sono quasi le 9 e, quando siamo decisi a partire, ecco che arriva finalmente un biondo giovanotto che si presenta con la frase: "hi, I'm Magic".
Cercando di reprimere le risate io e Carlino tiriamo fuori i soldi, ma Magic ce li spilla letteralmente dalle mani e toglie il disturbo prima che potessimo dire A.
Da lì abbiamo dedotto la sua magia, ovvero fare soldi senza fare un cazzo!
Morale della favola: se andate a Liverpool, evitate Magic e la topaia nota col nome di Brogan Hall!
Clima:
L'inghilterra è indiscutibilmente a Nord e, nonostante la Corrente del Golfo, è fredda!
Il tempo è variabile come le personalità di uno schizofrenico: a Newcastle abbiamo trovato sole e gente con le maniche corte, mentre noi indossavamo piumini e cuffie di lana (i matti erano loro).
A Durham siamo passati da una mattinata soleggiata ad un pomeriggio con Heavy Rain che ci ha costretto ad una ritirata anticipata verso Newcastle.
A Whitby ed Helmsley abbiamo passato due bei giorni sotto una pioggia incessante che ci stava facendo pentire della decisione di passare le ferie nella terra della "rosa bianca".
A York abbiamo rivisto il sole, mentre nelle Yorkshire Dales abbiamo camminato complessivamente 10 ore sotto light rain, heavy rain, fucked rain, cloudy & windy ed un solettino finale che ha asciugato le nostre stanche italiche membra.
Liverpool l'abbiamo trovata grigia e con un vento che "boccava n'ti ossi" (definizione in perfetto senigalliese) mentre a Chester un bel sole caldo ci ha fatto raggiungere la pace dei sensi su una panchina lungo il fiume Dee (con dei pazzi in mutande che si tuffavano dentro alle acque melmose, in barba al pericolo di prendersi una leptospirosi fulminante).

Prossimamente le cronache città per città, stay tuned!

17 maggio 2009

Omaggio di Bob Dylan al Nostro Premier:



Silvio
Stake my future on a hell of a past
Looks like tomorrow is coming on fast
Ain't complaining 'bout what I got
Seen better times, but who has not?