03 febbraio 2008

Into The Wild



Non è la meta che conta, ma il viaggio.

Forse qui sta il senso della storia di Chris McCandless, un ragazzo appena laureato e di "buona famiglia" che sceglie di rompere gli schemi di una vita "normale", con un futuro già scritto, per iniziare un viaggio verso l'ignoto con una sola meta: l'Alaska.

In realtà l'unico scopo di Chris è quello di non ripercorrere i passi compiuti dai suoi genitori, che dietro una maschera di ricchezza, benessere e normalità nascondono una storia di falsità, violenza, indifferenza e cinismo.

Chris abbandona il suo mondo e la sua identità per sfuggire agli orrori familiari, pensando che solo la fuga, la solitudine ed il contatto con la natura incontaminata possano dargli la felicità.

Durante il suo viaggio si ritrova però a contatto con delle persone che per lui si rivelano delle vere famiglie e si ritrova a dover fronteggiare l'amore.

Nella sua cocciuta ricerca della solitudine ed a causa della sua paura di ripercorrere i binari dei suoi genitori, Chris, o Alex Super Tramper (il suo nuovo nome di fantasia) rinucia ad ogni contatto umano fino a raggiungere una valle solitaria nel bel mezzo di una catena montuosa nel cuore dell'Alaska.

In questo luogo bellissimo, incontaminato ma difficile da domare, Chris crede di aver trovato la felicità, ma la natura ha il sopravvento su di lui e purtroppo, solo ed in fin di vita, capisce la più dolorosa delle verità e cioè che la felicità ha un senso solo se condivisa con gli altri.

Una fine tragica per una persona che credeva di trovare la felicità solamente nel solitario contatto con la natura.

Sean Penn ci racconta la storia vera di una persona, ma nel farlo ci mostra tutte le facce di una America bellissima, con paesaggi da sogno, con deserti, fiumi, l'Oceano, le montagne, ma anche dalle molte facce contrastanti: la ricchezza e la povertà, l'ipocrisia e la sincerità, le grandi città e le sconfinate campagne, tutte le facce di una unica grande nazione.

Una storia sicuramente affascinante e trascinante, ma che lascia in bocca l'amarezza di una sconfitta.

Ma in fondo non è la meta che conta, ma il viaggio.

Bravo Penn, un film che vale la pena di essere visto.

Bellisima anche la colonna sonora, assolutamente di atmosfera ed adeguata alla stupenda fotografia.

1 commento:

terronista ha detto...

Bello. Peccato solo per la lunga durata.