01 ottobre 2008

Un ottobre senza Yankees!

E' arrivato ottobre e dunque si è conclusa l'ennesima stagione regolare delle Major Leagues del baseball americano.
Le novità fondamentali per un tifoso di baseball della grande mela sono essenzialmente due:
  • Lo Yankee Stadium, il tempio del baseball newyorkese fondato sulle vittorie dell'era di Babe Ruth (non a caso era soprannominato "the House that Ruth Built"), ha visto la sua ultima partita e verrà presto demolito dopo tre quarti di secolo di onorata carriera e dopo aver fatto da cornice alla squadra più vincente della storia. Allo Yankee Stadium sono passati tutti i nomi più leggendari del baseball professionistico: da Babe Ruth a Joe di Maggio, Lou Gehrig, Roger Maris, Mickey Mantle, Yogi Berra, fino alla mitica squadra di Joe Torre dominatrice della fine degli anni '90 con i vari Derek Jeter, Roger Clemens, Andy Pettitte, Bernie Williams e Mariano Rivera. Pagine indimenticabili sono state scritte nel tempio del Bronx, dove sono state assegnate 16 world series e dove l'8 ottobre 1956, Don Larsen ha lanciato la sua partita perfetta nella gara 5 di finale tra gli Yankees ed i Brooklin Dodgers. Una storia durata 75 anni, dal 18 aprile 1923 con la partita tra Yankees e Red Sox (4-1 per i Bronx Bombers), fino al 7-3 con cui i deludenti Yankees del 2008 hanno battuto i Baltimore Orioles. Al posto del vecchio stadio, che diventerà presto un parcheggio, è stata costruita una nuova struttura da 1,8 miliardi di dollari. Un gioello tecnologico che però non avrà mai l'aura storica della "casa di Babe Ruth".


  • La seconda infausta novità sarà l'assenza degli Yankees dai play-offs dopo ben 13 stagioni consecutive, la seconda striscia all-time dopo le 14 apparizioni consecutive degli Atlanta Braves.
La stagione 2008 merita una attenta analisi, per comprendere quali siano stati i punti deboli della squadra di Joe Girardi, il nuovo manager dopo gli anni trionfali di Joe Torre, ma le ragioni che saltano subito all'occhio, anche senza leggere le statistiche, sono fondamentalmente 3: la debolezza sul monte di lancio, i tanti infortuni e le scarse prestazioni in battuta nei momenti topici soprattutto di alcuni giocatori come A-Rod, cun un numero impressionante di lob (eliminazioni con i corridori in 2a e 3a base).

La mancanza di partenti è stata un assillo fin da subito, quando il miglior partente degli ultimi due anni, Chien Mien Wang ha chiuso la sua stagione per infortunio dopo aver lanciato solo 95 innings (8w-2l, ERA 4.07).
Solo Mike Mussina ha avuto una stagione da asso, lanciando per più di 200 innigs ed ottenendo ben 20 vittorie a fronte di 9 sconfitte con una media ERA di 3.37.
Per il resto Pettitte ha alternato buone prestazioni ad un finale di stagione in netto calo, chiudendo con 14w e 14l ed una ERA di 4.54, un po' poco per il numero 2 della rotazione.
La speranza del popolo Yankee era stata riposta tutta sul giovanissimo Joba Chamberlain, il quale, partito come rilievo, ha dimostrato di essere una macchina da strike-out ed ha guadagnato sul campo il ruolo di partente. Peccato però che un infortunio lo abbia bloccato sul più bello, dopo solo 12 partenze con 4w e 3l, ma una media ERA di 2.60 e con 118 k a fronte di sole 39 basi ball. Un pitcher eccellente che avrà un ruolo fondamentale nella rotazione dei bombers del prossimo futuro!
Per il resto è buio pesto. Girardi ha cercato invano altri pitchers affidabili, ma i vari Ponson, Rasner, Kennedy, Hughes e compagnia bella, hanno fatto veramente piangere e ci sono costati la post season.
Anche il reparto dei rilievi non è stato all'altezza nonostante le acquisizioni estive e infra-stagionali, mentre l'unica certezza è il solito Mariano "mister automatic" Rivera, il quale ha inanellato un'altra stagione mostruosa con 39 salvezze su 40 tentativi ed una ERA di 1.40!

Per quello che riguarda gli infortuni, ho già parlato di quelli di Wang e Chamberlain, assolutamente fondamentali per la stagione di New York, ma nel 2008 sono stati praticamente tutti in infermeria: dai cronici come Pavano, fino ad A-Rod, Posada e Matsui , ma sicuramente dimentico qualcuno.

La dirigenza, come al solito, non ha badato a spese per rimpiazzare i battitori infortunati, mentre ha lesinato proprio tra i pitchers, il ruolo meno coperto.
Penso che il boss Steinbrenner ed il suo braccio destro, Cashman, avessero già messo in conto una stagione di ricostruzione ed abbiano risparmiato i soldi per fare dei colpi grossi nella off season dove si dovrà accasare gente del calibro di CC Sabathia, il pitcher che ha portato praticamente da solo i Brewers ai play-offs.

La terza causa menzionata è la mancanza di clutch hitters, ovvero dei battitori da momenti importanti.
Le statistiche di squadra in battuta sono molto buone: gli Yankees sono infatti nella top ten delle majors per media battuta (settimi con .271), home runs (decimi con 180), valide (ottavi con 1512), ma sono mancati come al solito nei momenti fondamentali, nelle partite decise da pochi punti e, soprattutto, le statistiche di alcuni giocatori, tra cui A-Rod, calano drasticamente negli ultimi innings, quando la partita si fa calda.
Quella che era la forza della squadra degli anni novanta, è la perenne debolezza di quella attuale.

Se vogliamo aggiungere un'altra causa alla serie che ho già elencato, si può inserire l'annata strepitosa di Tampa Bay, una squadra considerata un materasso, ma che ha sovveritito ogni pronostico andando addirittura a vincere il pennant della American League East, piazzandosi davanti sia agli Yankees che ai Red Sox.

Dopo tutto quello che ho ricordato, gli Yankees hanno comunque ottenuto ben 89 vittorie, che le sarebbero state sufficienti a vincere alcune divisioni come la AL Central o la NL West.
Purtroppo però la strepitosa annata dei Rays e la solidità dei Red Sox hanno impedito il 14esimo viaggio consecutivo in post season.

Peccato, ci sarà da lavorare in questo inverno per rinverdire i fasti dei Bronx Bombers, ma a Steinbrenner non mancano certo i soldi (gli Yankees hanno di gran lunga il più elevato monte stipendi della lega) e in giro ci sono degli ottimi pitchers da mettere sotto contratto!

Qualche altra curiosità in giro per la lega:
-le delusioni dell'anno sono stati i soliti New York Mets, fuori dopo il consueto harakiri di fine stagione ed i Cleveland Indians, passati dai fasti del 2007, in cui sfiorarono le world series, al modesto terzo posto nella AL Central di quest'anno, senza dimenticare le finaliste della National League del 2007, i Colorado Rockies, i perdenti delle ultime world series, e gli Arizona D'Backs, che non sono arrivate neppure ai play-offs.
-le sorprese sono state senza dubbio i Tampa Bay Rays, che vanno per la prima volta nella loro storia ai play-offs ed i Milwaukee Brewers, che non facevano un viaggetto in post seaseon dai primi anni '80.

Gli accoppiamenti dei play-offs saranno i seguenti:

American League:

Tampa Bay Rays-Chicago White Sox: sulla carta i Rays sembrano stra-favoriti, ma non hanno alcuna esperienza di post season, mentre la squadra di Ozzie Guillen ha vinto il titolo appena tre anni addietro. I Rays hanno un migliore reparto di lanciatori, mentre i White Sox hanno un lineup potenzialmente devastante. Il mio pronostico va per Chicago in 4 partite.

Los Angeles Angels-Boston Red Sox: sarà la mia atavica antipatia per Boston, ma vedo favoritissimi gli Angels, l'unica squadra ad aver raggiunto le 100 vittorie in stagione e che ha dato dimostrazione di essere un gradino al di sopra di tutte le altre. Los Angeles in 3.

National League:

Chicago Cubs- Los Angeles Dodgers: i Cubs hanno la potenzialità per arrivare fino in fondo quest'anno, superando l'ultima maledizione che aleggia nel mondo del baseball. Negli ultimi anni si sono sciolti come neve al sole in post season, ma dubito che i Dodgers possano essere un duro ostacolo per la squadra del North Side di Chicago. Cubs in 4.

Philadelphia Phillies-Milwaukee Brewers: questa è senza dubbio la sfida più serrata del bracket. I Phillies sembrano una squadra più quadrata, ma forse Milwaukee ha qualcosa di più sul monte di lancio. Nel pronostico vado molto per simpatia, Milwaukee in 5.

Non resta che goderci questo finale di stagione, purtroppo senza Yankees, aspettando qualche grosso colpo nella off-season e preparandoci per la prima stagione senza Yankee Stadium.

Buon baseball a tutti i lettori!

25 settembre 2008

Dica 33!



Azz, ho già un terzo di secolo, incomincio a sentirmi vecchio!

L'unica nota positiva è che ho ancora 32 anni da vivere prima di entrare nelle grinfie di Redz!

P.S. per i puritani della matematica: il resto mancia!!!

20 settembre 2008

Breccia di Porta Pia, la fine dello Stato della Chiesa


20 settembre 1870: con la breccia di Porta Pia, i Bersaglieri pongono fine al potere temporale dei Papi e consegnano Roma al neonato stato italiano.

Una ricorrenza che è bene celebrare per ricordarci che stiamo ancora vivendo in uno stato laico!

18 settembre 2008

Differenti Persone, Differenti Democrazie.

  • Israele: Ehud Olmert, capo del governo si dimette perché accusato di corruzione. Nel suo partito si sono già tenute le elezioni primarie per eleggere il candidato alle prossime elezioni.
  • Italia: Silvio Berlusconi emana il Lodo Alfano (praticamente si auto-immunizza) per non essere accusato di corruzione nonostante questa telefonata (una fra tante):




Chi nota qualche differenza?

P.S. Segnalo anche che nel silenzio generale sta procedendo il "processo Mills" in cui Berlusconi è processato sempre per corruzione di giudici ed in cui a difenderlo sarà un AVVOCATO d'UFFICIO.
Basta un avvocato qualsiasi a difendere un uomo che si è auto-immunizzato da tutti i reati!

Tremonti: Dio, Patria e Famiglia!


Leggendo il libro di Tremonti "La Paura e la Speranza" si evinceva chiaramente il pensiero catto-fascista del nostro Ministro delle Finanze.

Avevo già espresso questa convinzione nella mia recensione pubblicata solo qualche giorno addietro.

Ebbene oggi tutto viene chiarito esplicitamente dallo stesso Ministro in una intervista al Corriere della Sera, di cui riporto qualche stralcio significativo.

  • "In Europa si sta accreditando l'idea che dalla crisi si esce soprattutto con grandi investimenti pubblici, o comunque con politiche basate sul disegno pubblico di grandi opere. Politiche keynesiane. Il ritorno alle regole accompagna il ritorno del pubblico. Sotto il dominio della morale, sarà il ritorno alla manifattura. Il ritorno della morale del lavoro."
  • "Maestro unico, libro unico, voto unico (anche "pensiero unico"?, ndr) sono parte di un progetto che io sento e vivo e sintetizzo con Dio, Patria e Famiglia."

Si parla spesso di fascismo e valori democratici e, quando giungono delle farneticanti dichiarazioni da fonti di estrema destra, molti "democratici" si indignano giustamente.

Non riesco però a capire perché nessuno si indigni altrettanto di fronte alle dichiarazioni di un signore, che ripropone per filo e per segno il programma politico-economico del fascismo: Statalismo-Corporativismo-Italianità e Dio-Patria e Famiglia.

E' proprio necessario che, per far fronte alla crisi attuale dell'Italia, l'unica ricetta sia quella fascista?
La situazione non ricorda sinistramente il primo dopoguerra in cui andarono di pari passo la crisi ecoonomica e quella politica?

Confesso che incomincio ad avere un po' di paura!

14 settembre 2008

Mourinho: il Segreto dello "Special One"

Sono bastate due partite di campionato per svelare il segreto del nuovo allenatore dell'Inter, Jose Mourinho.
Eccolo in anteprima per i lettori di Gaspatcho:



D'altronde se il Catania fa 3 gol su 3 e l'Inter si prende i 3 punti, un motivo ci sarà...
Un culo da 9 milioni di Euro annui!

12 settembre 2008

La Carfagna contro la Prostituzione



Il governo, nella persona del ministro alle Pari Opportunità Mara Carafagna, ha licenziato un disegno di legge per combattere la prostituzione nelle strade italiane.

Ben fatto, ma speriamo che dalle discussioni parlamentari emerga un emendamento per eliminare la prostituzione anche nel suddetto ministero (Boniver Dixit)!

11 settembre 2008

10 settembre 2008

La Paura e la Speranza

Immagine di La paura e la speranza.



Autore: Giulio Tremonti
Argomento: saggio politico-economico
Voto: 3 (6 per l'analisi, 0 per le soluzioni)
Leggere questo libro è stato molto utile per capire le linee guida del governo Berlusconi IV, dettate dal vero ideologo della destra italiana, il ministro dell'economia Giulio Tremonti.
L'opera di Tremonti è divisa in due parti:
  1. "La Paura" non è altro che l'analisi del recente passato ed, in particolar modo, della globalizzazione dell'economia e dei mercati finanziari.
  2. "La Speranza" sono invece le risposte di Tremonti per superare la crisi italiana ed europea.

L'analisi cerca di spiegare quello che è successo al mondo dopo l'introduzione del WTO (organizzazione mondiale del commercio) e soprattutto dopo l'ingresso della Cina e dei paesi emergenti in questa organizzazione.

In più Tremonti sottolinea la degenerazione della finanza che ha portato l'Occidente sull'orlo della bancarotta, soprattutto con l'ultima crisi dei mutui sub-prime americana, alimentata da speculazioni con gli strumenti derivati anche su titoli di debito come i mutui.

Tremonti è chiaramente un no-global illiberale e colbertiano, ma la sua analisi è sostanzialmente corretta e condivisibile. Il ministro ha infatti capito quali sono i pericoli della globalizzazione per una Europa che esporta ricchezza ed importa disoccupazione e povertà.

Questo lo pone ad un livello sicuramente più elevato rispetto ai no-global di sinistra che criticano la globalizzazione pur non avendone capito i meccanismi ed i pericoli.

L'analisi è però chiaramente illiberale perché ripropone il rafforzamento delle autorità statali e comunitarie per sopperire ai difetti del mercato.

La sua differenziazione tra "liberismo" e "mercatismo" mi ha lasciato abbastanza perplesso, poiché la teoria liberale classica si basa appunto sulla preminenza del mercato e sul ruolo marginale dello Stato nell'economia.

La ricetta tremontiana è invece opposta, tanto che il ministro del tesoro vede nel ritorno in auge della "politica" e dei "valori" l'unico modo per superare la crisi di stagnazione, che pervade l'Europa da ormai molti anni.

Paradossalmente Tremonti affibbia tutte le colpe alla sinistra, sia quando si è comportata in maniera statalista, sia quando si è comportata in modo liberale, cercando di esportare a tutto il mondo l'economia capitalista di mercato.

La maggiore critica è proprio quella di aver fatto entrare i paesi in via di sviluppo nel WTO troppo in fretta, se si confronta col cinquantennio necessario per maturare il mercato comune europeo.

Mercatismo sfrenato e degenerazione della finanza sono quindi i mali che hanno portato l'Europa sul baratro, ma quali sono le risposte per uscire dalla crisi?

Tremonti, da buon liberale a parole, propone la classica ricetta fascista del Dio, Patria e Famiglia, rivisitata e rimodernata in 7 parole d'ordine: Valori, Famiglia e Identità, Autorità, Ordine, Responsabilità, Federalismo.

Per i primi tre termini è chiara la volontà di uniformarsi alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e Tremonti dichiara apertamente che non esiste speranza senza spiritualità e senza il ritorno di Dio al centro della vita pubblica italiana ed europea.

Chiaramente il nostro buon Giulio si è studiato il programma che ha portato George W. Bush alla rielezione sfruttando proprio il richiamo a Dio, molto sentito anche nel nostro paese a causa della prossimità del Vaticano.

Dio dunque è il punto di riferimento spirituale, i valori giudaico-cristiani sono la base della civiltà e della identità europea e la famiglia è vista esclusivamente nel modello classico.

Niente Dico, Pacs o convivenze etero od omosessuali sono contemplate nel piano tremontiano.

Su Ordine ed Autorità c'è poco da dire, se non che il pensiero parte proprio da una critica del '68, responsabile di aver abbattuto questi due cardini della società auspicata dal Nostro.

Responsabilità e Federalismo sono in pratica due facce della stessa medaglia, dato che il federalismo fiscale si dovrebbe basare proprio sulla volontà di responsabilizzare la spesa degli enti locali.

Ma la vera chicca del libro, Tremonti la riserva proprio al finale: dopo aver criticato la sinistra per lo statalismo e per lo sviluppo drogato dalla spesa pubblica, cosa propone il ministro lombardo per dare una boccata d'aria alla sfiatata Europa? La emissione di Euro Bonds, ovvero per diminuire i debiti pubblici dei paesi europei, bisognerebbe fare indebitare l'Europa stessa.

Magnifico!

Non ci resta che toglierci il cappello davanti all'ideatore di un nuovo modello politico-economico: si unisce un pizzico di mercato a due cucchiaiate di statalismo. Si mescola il tutto con un substrato catto-fascista e la zuppa è pronta.

Povera Italia.



Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

01 settembre 2008

29 agosto 2008

Alitalia Bad Company

Non so come definire questo governo Berlusconi, ma so come non definirlo: liberista.

Il piano presentato per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera è essenzialmente una presa per i fondelli:
  • Viene creata una società, denominata "Bad Company" in cui confluiscono tutti i debiti di Alitalia ed Air One (chissà perché lo stato si deve accollare anche i debiti di Toto, bisognerebbe spiegarlo) ed in cui verranno inseriti tutti gli esuberi, pronti ad essere assunti in altri enti pubblici, dalle Poste ai ministeri.
  • I nuovi soci, una ventina tra i maggiori industriali italiani, tireranno fuori 1 miliardo di Euro (molto meno di quanto offerto da AirFrance) per ricapitalizzare la nuova società, la quale appare bella linda, visto che i debiti li pagheranno per intero gli italiani. I soci si sono imposti di rimanere almeno 5 anni nel capitale Alitalia.
  • Si ricerca una alleanza internazionale con Lufthansa o AirFrance, le quali, presumibilmente, saranno molto attratte dal potersi arraffare una azienda senza più debiti e già ricapitalizzata!
  • Non si parla più di Hub; Malpensa andrà per i fatti suoi senza l'Alitalia e Roma dovrà sorbirsi il ridimensionamento della compagnia, che vedrà un drastico taglio ai voli di lunga percorrenza. I leghisti ed Alemanno sembrano già sul piede di guerra!

In definitiva, il nuovo ideologo della destra italiana, Giulio Tremonti, ha messo in atto il suo piano di ritorno allo statalismo come risposta alla globalizzazione ed al mercatismo.

Una risposta magari lecita, ma che non può essere annoverata tra le ricette del liberismo classico e che pone una pesante etichetta a questo governo: se si sommano il corporativismo, lo statalismo, l'esercito nelle strade, la voglia matta di italianità, la forza politica e mediatica del leader, il risultato ricorda molto da vicino il governo di un altro pelato, che rimase al potere per un ventennio in modo tutt'altro che liberale.

Tornando ad Alitalia, mi preme riaffermare che le passività saranno pagate per intero dagli italiani, mentre le attività se le spartiranno i soliti noti, alla cui testa ci sarà un certo Colaninno che all'epoca guadagnò svariati miliardi con la compravendita di Telecom, privatizzata in modo indecente dall'allora governo Prodi.

Quanto ci costerà mantenere l'italianità dell'Alitalia? Se avessimo concluso l'affare con AirFrance nella scorsa primavera, i francesi si sarebbero accollati i debiti e le eccedenze sarebbero state solo 1500.

Dopo 4 mesi, abbiamo già pagato 300 milioni di Euro solo per evitare il fallimento, la Bad Company graverà sulle tasche dei contribuenti e lo Stato dovrà assumere ben 7000 nuovi dipendenti, i quali, con il precendente accordo, sarebbero passati alla compagnia francese.

Un vero trionfo dello statalismo che rischia pure di infrangersi sugli scogli della Commissione Europea, che non penso veda di buon occhio questo ennesimo papocchio all'italiana!


06 agosto 2008

Candle for Tibet



Candle for Tibet

http://www.candle4tibet.org/
la più grande protesta luminosa del mondo a Senigallia



Giovedì 7 agosto a partire dalle ore 20.30 davanti alla Rotonda a Mare di Senigallia, in Piazzale della Libertà, veglia pubblica in solidarietà del popolo tibetano.

Senigallia, insieme a Roma, Milano, Trieste e Vicenza, in Italia, sarà uno dei numerosissimi luoghi
al mondo in cui persone sensibili al tema dei diritti umani si incontreranno liberamente e
pacificamente per accendere le candele che porteranno con sé in segno di protesta contro la
violazione dei diritti umani in Tibet.

La vigilia dell'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino sarà l'occasione per manifestare tutti insieme con una veglia collettiva che si terrà in contemporanea con il resto del mondo: l'accensione generale delle candele è prevista per le 21 ora locale.

Si prevede che non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e
diranno SI alla libertà in Tibet!

I bloggers senigalliesi credono fortemente in questa iniziativa, per questo hanno deciso di portarla a Senigallia.

Confidiamo nella partecipazione della cittadinanza e degli ospiti della città di Senigallia.

Chi non potrà partecipare alla veglia pubblica è invitato comunque ad accendere una candela il 7
agosto alle 21, ora locale.

Foto: Rickydavid

01 agosto 2008

Senigallia: la Complanare si Farà!

Dalla conferenza stampa, tenuta dal sindaco Angeloni insieme ad alcuni assessori, è emersa la chiara volontà dell'amministrazione di portare avanti un progetto ormai definitivamente approvato e di cui non rimane che attendere le procedure esecutive.

Senigallia avrà dunque la sua complanare, completamente pagata dall'ANAS e pensata in modo da recare il meno disturbo possibile alle famiglie residenti nelle zone dei lavori.

Ecco il filmato completo:

31 luglio 2008

La Canzone dell'Estate Senigalliese

Come segnalato prontamente da Valeria, la canzone dell'estate senigalliese e prossima hit italiana e mondiale sarà "Aiutami Ronda" (Help me Rhonda), cantata dal Coordinamento Civico (conosciuti anche come Beach Boys) su testi di Bob Heavens e Fab Marc-Anthony e con l'autorizzazione del più grande sindacato di Polizia del mondo (il CiS, Celerini in Spiaggia).



Non lasciatevi ingannare dal look retrò dei cantanti, con camicia a righette e calzoni chiari, il contenuto ed il messaggio della canzone sono strettamente attuali, visto il degrado della cara spiaggia di velluto e la numerosa presenza di vandali che sfasciano ombrelloni e lettini, mettendo a repentaglio il duro lavoro degli onesti concessionari che gestiscono l'arenile senigalliese.

Help Me Rhonda dunque, perché in questo caldo 2008 c'è un gran bisogno di ronde (anomale e non).

24 luglio 2008

Cavalca la RONDA ANOMALA!



-Vuoi riprenderti la spiaggia?
-Non ne puoi più delle sparate dei soliti demagoghi perennemente in campagna elettorale?
-Hai voglia di baciare la tua ragazza in riva al mare senza rischiare di essere internato a Guantánamo?

Partecipa anche tu alla

RONDA ANOMALA


Senigallia, P.le della Libertà (davanti alla Rotonda)
Sabato 26 luglio 2008, ore 22:30


Anomala, rispetto a chi pensa che a Senigallia ci sia la piaga del vandalismo in spiaggia;
Anomala, perché chiedere legalità non significa farsi giustizia da soli;
Anomala, perché chi grida al vandalismo vuole solo proteggere i propri stabilimenti (peraltro assicurati) e le proprie concessioni d’oro (rinnovate in eterno) senza pagarsi la vigilanza privata, se proprio non si fida delle forze dell’ordine;
Anomala, perché il rispetto della spiaggia non finisce con la stagione estiva (finché c’è da far soldi), ma deve continuare anche d’inverno. E invece d’inverno l’arenile sembra una discarica, abbandonato proprio da quelli che ora vanno a caccia di vandali;
Anomala, perché se, come dicono quelli del Coordinamento Civico, la “gente per bene” è con le loro ronde, allora i deviati siamo noi, che le consideriamo delle sceneggiate.

GASPATCHO aderisce all'iniziativa lanciata da Popinga e da altri bloggers senigalliesi.

Cavalca anche tu la RONDA ANOMALA e libera la spiaggia di velluto!

15 luglio 2008

Bolzaneto: nessuna tortura, ma lo Stato paga.

Un'altra sentenza paradossale in questa Italia sempre più balorda.
Dopo 7 anni di indagini e processi, il tribunale penale di Genova ha stabilito che nella caserma di Bolzaneto, dove furono rinchiusi i fermati al G8 di Genova del 2001, non vi fu nessuna tortura, ma solo lesioni, maltrattamenti e false dichiarazioni dei presunti tutori dell'ordine.

Il suddetto tribunale ha stabilito 15 condanne e 30 assoluzioni, ma nessun imputato andrà in carcere grazie ad indulti e prescrizioni varie.
Nelle pene accessorie per i condannati si parla solo di TEMPORANEA sospensione dai pubblici uffici e quindi, finita questa temporaneità, i colpevoli potranno tornare a fare ciò che facevano prima, senza nessun problema.

Ma siccome un contentino non lo si nega mai a nessuno, il tribunale ha condannato il ministero dell'Interno e quello della Giustizia (in sostanza lo Stato Italiano) a pagare i danni morali e materiali alle vittime dei pestaggi.

In pratica non c'è stata nessuna tortura, nessuno andrà in galera, ma i veri colpevoli sono i cittadini coglioni che ancora si ostinano a pagare le tasse, non solo per elargire gli stipendi a certi "tutori dell'ordine", ma anche per pagare i danni che essi fanno.

Standing ovation!

09 luglio 2008

Wi-Fi a Senigallia!

Ecco le riprese fatte alla conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio di Wi-Fi gratuito fornito dal Comune e del servizio di podcast per il consiglio comunale.
Le premesse (e le promesse) per avere dei buoni servizi ci sono tutte, vediamo come verranno implementate in futuro!

08 luglio 2008

W gli Inglesi!

Ecco un altro motivo per amare la cultura anglosassone:


Nella chiesa anglicana le donne potevano già esercitare il pastorato, oggi possono accedere anche ai livelli maggiori della gerarchia ecclesiastica.
Sembrava un paradosso il fatto che il capo della chiesa inglese fosse una donna, la regina Elisabetta II, mentre i ruoli intermedi non potevano essere ricoperti da membri di sesso femminile.
Oggi anche questa discriminazione è stata abbattuta e le donne hanno realmente gli stessi diritti degli uomini, dopo 1700 anni di cristiana prevaricazione maschilista post concilio di Nicea.
Il Vaticano ha già dichiarato che questo è un "gravissimo strappo alla tradizione" che pregiudica fortemente i rapporti tra cattolici ed anglicani.
Secondo me, invece, la chiesa protestante può dare lezioni al Vaticano, che permane sul fronte retrogrado dai tempi della Contro-Riforma.
Non si può insistere, come è solito fare il Papa, nel condannare la discriminazione della donna, soprattutto nel mondo musulmano, e poi discriminarla di fatto nelle proprie istituzioni!

W le donne, siano esse laiche, atee, preti, vescovi e magari, in futuro, Papi!

Sarebbe un piccolo passo indietro per l'uomo, ma un grande passo avanti per l'Umanità!

27 giugno 2008

Milano-New York sola andata!


Nella notte si è svolto il draft 2008 della NBA, la lega professionistica americana di basket.

E' stato scelto il terzo italiano in tre anni: dopo Bargnani, prima scelta assoluta nel 2006, e Belinelli, al 18 nel 2007, è Danilo Gallinari, classe 1988, a varcare l'oceano per aggregarsi alla squadra dei New York Knicks nella città più italiana d'America.

Gallinari si aggrega ad una squadra storica, ma che negli ultimi anni, sotto la guida di Isiah Thomas ha toccato il fondo nei ratings NBA e non arriva ai play-offs da più di un lustro.

Quest'anno i Knicks stanno cercando di invertire la rotta con un nuovo general manager, Donnie Walsh, con un nuovo allenatore, Mike D'Antoni, già compagno del padre di Gallinari ai tempi di Milano, e con la 6a scelta assoluta, il nostro wonder-boy, Danilo Gallinari.

Danilo, dato per 6 piedi e 11, giocherà come ala e D'Antoni di lui dice: "tira bene da 3 punti, corre, passa e gestisce la palla bene, speriamo che qualcuno gli insegni anche a difendere".

La speranza è anche la nostra, ma conoscendo il grande carattere del "Gallo", non dubitiamo sulle sue possibilità di ottenere un ruolo di primo piano anche nel basket d'oltre-oceano.

I newyorkesi hanno fischiato la scelta di Gallinari, perché preferivano giocatori più conosciuti del torneo NCAA, ma D'Antoni ha affermato che questo non è assolutamente un problema. Lo sarà solo se i fischi perdureranno anche all'inizio del prossimo anno.

A noi italiani non resta che fare il tifo per Danilo e per i New York Knicks di Mike D'Antoni!


26 giugno 2008

Armando Pierucci: monaco della pace o ciarlatano?


Prima di intraprendere la visita della Terra Santa non avevo mai sentito parlare del "monaco della pace" ovvero Armando Pierucci.
In un articolo su Popinga, Enrico Filonzi ne ha delineato brevemente il curriculum vitae che l'ha portato al premio di marchigiano dell'anno ed a ritenerlo degno addirittura del premio Nobel.
Secondo la biografia di Filonzi, Armando Pierucci è un frate francescano settantenne, nato a Maiolati e residente in terra santa da più di 20 anni.
E' l'organista ufficiale del Santo Sepolcro e della chiesa della Natività di Betlemme.
Diplomato al conservatorio di Pesaro è considerato uno dei maggiori organisti viventi.
La sua fama recente deriva dalla scuola musicale del Magnificat, da lui creata ben 15 anni addietro, allo scopo di trovare dei successori per quando padre Armando sarà costretto a ritirarsi dalla sua attività.
La suddetta scuola è situata nei sotterranei del convento francescano nel bel mezzo della città vecchia di Gerusalemme, in locali umidi ed angusti, dove studiano bambini cristiani, ebrei e palestinesi.
Secondo Filonzi si tratta di un raro esempio di convivenza che merita tutta l'attenzione riservata al frate francescano.
Fin qui non ci sarebbe nulla da eccepire rispetto alla figura di frate Armando, ma dal blog Cabbagejuice sono arrivate delle critiche perentorie e circostanziate che mettono in dubbio la credibilità del frate, della sua scuola ed il suo ruolo di pacifista tra le varie comunità.
Ammetto candidamente di non aver trovato molto materiale su frate Armando e quindi mi limiterò a riportare le critiche mosse da Cabbagejuice, per iniziare un dibattito al fine di capire se il francescano sia veramente un "monaco della pace" o al contrario un vero e proprio ciarlatano, che usa una iniziativa di facciata per raggranellare soldi in giro per il mondo.
Innanzitutto bisogna ricordare che Armando Pierucci è il direttore del periodico Terra Santa, la rivista dei francescani stampata a Gerusalemme.
Da queste colonne, frate Armando si attirò le critiche della comunità ebrea internazionale per aver scritto deliranti frasi anti-ebraiche, tra cui una profezia sulla "sparizione del popolo ebraico".
Il presidente della associazione degli ebrei di origine italiana in Israele, Beniamino Lazar, gli rispose dalle colonne del Corriere della Sera affermando che il periodico francescano è "una pubblicazione anti-semita, dai toni sempre ostili, che ora ha davvero toccato il fondo".
Già da questo si può desumere che padre Armando sia un pacifista molto sui generis.
Ma andiamo avanti riportando le critiche di Cabbajuice sull'attività della scuola di musica.
Nel post "bridge of dreams to musical utopia" si afferma che Pierucci stia portando avanti una opera di auto-promozione con una iniziativa di facciata che dà alla gente quello che la gente vuole, ovvero essere coinvolta in un progetto meritorio per cui valga la pena elargire denaro.
In questa opera sembra che Pierucci sia un vero maestro perché viene visto come un novello Gesù Cristo, oppure una via di mezzo tra Madre Teresa e Johann Sebastian Bach.
In realtà il fine ultimo è quello di raccogliere fondi per la "Custodia della Terra Santa" che non dovrebbe avere questi grandi problemi finanziari, poiché solamente nel 2006 ha ricevuto 1 milione di Euro direttamente dal Vaticano.
Ma nessuno chiede agli enti religiosi di emanare un rendiconto delle entrate e delle uscite e quindi non è possibile sapere quanti soldi riescano a raggranellare i francescani e come questi soldi vengano spesi.
Tutti però sembrano propensi a donare i loro soldi per un progetto di pace e dialogo tra i popoli!
Nell'ultimo periodo è inizata una nuova raccolta fondi con lo scopo di restaurare i locali umidi, fatiscenti, senza aria ed a rischio di allagamenti, della scuola in cui i 200 bambini sono costretti a vivere.

Cabbagejuice confuta la veridicità di questo invito per i seguenti motivi:
  • i locali non sono poi così fatiscenti come si vorrebbe far credere perché altrimenti il comune di Gerusalemme non concederebbe mai il permesso di tenervi una scuola. In realtà il seminterrato è dotato di finestre ed è fresco in estate e ben riscaldato d'inverno.

  • l'allagamento di cui si è parlato nella stampa italiana nell'agosto del 2007 non è dovuto sicuramente alla pioggia (visto che a Gerusalemme non piove mai in estate), ma ad un tubo dell'acqua rotto nei lavori di restauro del sito.

Ci si chiede anche perché si debba donare soldi per restaurare una proprietà del Vaticano quando si sa che la scuola sta per essere spostata in qualche altro complesso della Custodia. Sicuramente un bell'interrogativo!
La cosa che scalda di più Cabbagejuice è però la definizione della scuola come luogo di pace e dialogo.
La scuola è infatti posta nel quartiere arabo della città vecchia, in particolare nel quartiere cristiano. Un luogo in cui solo pochi mesi fa un ebreo israeliano è stato accoltellato ed in cui gli ebrei non si fidano certamente a mandare i loro figli da soli.
Infatti tra i 100 (non 200 come pomposamente afferma la propaganda francescana) studenti, gli ebrei sono come mosche bianche tanto che i corsi vengono tenuti solamente in arabo ed inglese.
Le tasse scolastiche vengono tenute volontariamente ad un basso livello per poter chiedere ulteriori finanziamenti, più che per venire incontro alle esigenze delle famiglie povere.
Questo è provato dal fatto che vengono elargite delle borse di studio che sono il doppio od il triplo di quanto è realmente necessario per pagare le spese della scuola.
Ma il fatto più stupefacente si può notare se si passa all'analisi della composizione etnica di studenti ed insegnanti.
Si parla infatti di pace tra le comunità e di dialogo interreligioso, ma gli studenti sono in massima parte arabi cristiani, mentre i maestri sono cristiani russi ed ucraini. In pratica nella scuola ci sono quasi esclusivamente dei cristiani, diversi solo per lingua e provenienza.
Un bell'esempio di multiculturalismo ed interreligiosità!
La posizione di Cabbajuice è quindi molto chiara e le sue critiche sono molto circostanziate, ai sostenitori di padre Armando non rimane dunque che replicare a questo post per difendere l'opera del francescano con argomenti altrettanto seri.

22 giugno 2008

Marco Travaglio a Senigallia!

Ecco il discorso di Travaglio ai giardini della Rocca Roveresca!

Purtroppo per fare l'upload su You Tube ho dovuto spezzettare il video in 7 parti e la qualità non è il massimo a causa delle due babbione che mi sedevano davanti e che non trovavano pace.













18 giugno 2008

Adieu les Bleus!


Non sono mai stato un amante dei francesi, principalmente per il loro sciovinismo e perché parlano spesso con disprezzo degli italiani (les italiens...).

A maggior ragione non mi è mai piaciuto Domenech, l'allenatore della nazionale di calcio transalpina per due motivi principali, uno personale ed uno tecnico:
  1. parla spesso a sproposito dei suoi avversari, dimostrando arroganza ed accendendo gli animi.
  2. non convoca i suoi giocatori migliori per motivi inspiegabili (Trezeguet e Mexes su tutti) e si affida agli oroscopi per giudicare le persone.
Così questo DUE A ZERO è caduto a fagiolo facendoci prendere tre piccioni con una fava!

-I beneamati cuginetti d'oltralpe se ne tornano mestamente a casa con le pive nel sacco, dopo due sconfitte ed un pareggio e sei gol subiti contro uno solo all'attivo.

-Domenech sembra arrivato al capolinea, dopo la sconfitta alla finale mondiale e queste figuracce rimediate in Svizzera.

-L'Italia passa ai quarti, grazie ad una prestazione finalmente convincente e grazie all'aiuto dell'Olanda che ha evitato di farci ingoiare un altro biscotto amaro (dopo il 2-2 tra Svezia e Danimarca di 4 anni addietro).

L'Italia dunque ha passato il primo turno.

Le ombre sono state sicuramente maggiori rispetto alle luci, dato che abbiamo dimostrato problemi sia in difesa, ora abbastanza aggiustata con la linea Zambrotta-Panucci-Chiellini-Grosso, sia a centrocampo, dove abbiamo trovato la quadratura solo nell'ultima partita grazie al ritorno al 442, sia in attacco.

L'attacco è il nostro vero punto dolente: dei tre gol segnati dall'Italia, due sono venuti dai centrocampisti e uno dai difensori, mentre gli attaccanti sono ancora a secco.
Non abbiamo segnato nessun gol su azione, se si eccettua quello negato a Toni per un fuorigioco inesistente.
Toni, il capocannoniere della Bundesliga, non ne azzecca una, giocando molto bene di sponda, ma mostrando evidenti limiti di lucidità sotto porta.
Cassano gioca bene per i compagni, con lanci deliziosi, ma vede poco la porta.
Del Piero, Di Natale e Quagliarella sono stati spettatori non paganti nei minuti in cui hanno pascolato nell'erba Svizzera.
Se nessuno di questi comincia a carburare, proseguire nel torneo sarà veramente arduo.

Nei quarti di finale ci toccherà subito un osso durissimo, la Spagna, data favorita dai bookmakers insieme all'Olanda ed al Portogallo per la vittoria finale.

Le "furie rosse" sembrano avere qualcosa in più di noi soprattutto in attacco, dove Villa ed "El Nino", Fernando Torres, sono in forma strepitosa.

L'Italia ha però una tradizione positiva nei confronti degli spagnoli, i quali, nelle fasi finali dei tornei, sono soliti sciogliersi come neve al sole.
Se giocheremo con l'intensità mostrata contro la Francia, il passaggio del turno non sembra impossibile!

Intanto godiamoci la vittoria contro i galletti francesi!

ADIEU LES BLEUS
ADIEU DOMENECH
W L'ITALIE

11 giugno 2008

Unione Europea: settimana lavorativa di 60-65 ore

Visto che i cinesi non vogliono concedere ai loro lavoratori i diritti che hanno gli europei, saranno gli europei a lavorare come i cinesi!
Oggi le 65 ore settimanali (10 al giorno per 6 giorni + 5 alla domenica?), domani tagli ai salari!


Io ci metto un bel VAFFANCULO,
chi si volesse accodare è pregato di fare altrettanto!

05 giugno 2008

Gaspatcho is Back!

Gaspatcho è tornato dal suo viaggio in Israele.
Una vacanza bellissima, ricchissima di storia, di cultura, di divertimento ed allietata dalla compagnia di persone stimolanti dal punto di vista intellettuale e squisite dal punto di vista umano, con le quali non ci si poteva certo annoiare.
Tra di loro voglio citare Marco Scaloni, il direttore di Popinga, con cui abbiamo realizzato un interessantissimo esperimento di live blogging, ovvero un racconto in tempo reale del nostro viaggio, delle sensazioni e delle emozioni che lo stato di Israele ha saputo offrirci.
Gianluigi Mazzufferi è stato il vero motore del gruppo, un vulcano di idee in continuo fermento, a cui a volte è difficile stare dietro, ma con cui è impossibile annoiarsi vista la sua cultura enciclopedica in campo zoologico, botanico ed in ogni branca dello scibile umano (tranne lo sport).
Una menzione va fatta per il trio dei cugini jesini:
Lamberto Santini, sindacalista d'assalto, sempre in movimento, sempre pronto alla discussione e di una simpatia trascinante ed i coniugi Filonzi, Enrico e Silvana, il cui stoccafisso con le patate è entrato nel mito e dovrà presto essere provato.
Altre citazioni in ordine sparso vanno a Vittorio di Cesare, savonese trasferitosi in Israele, la nostra guida per tutto il viaggio, di cui ho apprezzato l'equilibrio, la profonda conoscenza della sua terra ed il fatalismo di uno che abita proprio al confine con la Siria (sulle alture del Golan), ma che non si preoccupa più di tanto cercando di vivere una vita più normale possibile.
Eyal Mizrahi è stato invece il nostro capogruppo e l'organizzatore del viaggio. Presidente della organizzazione "Amici di Israele", Eyal è un israeliano di Haifa trasferitosi per lavoro a Milano che cerca di lottare contro i pregiudizi verso lo stato di Israele che ancora oggi permangono in Italia.
Un saluto anche a tutti gli altri membri del gruppo, con cui ho passato una settimana stupenda.
Peccato che alla fine si debba sempre tornare a casa!

Quali conclusioni posso trarre dalla mia esperienza in "Terra Santa"?
  • dal punto di vista politico ho le idee ancora più confuse che alla partenza. Israele è uno stato occidentale, pienamente conforme agli standard di vita europei, democratico e sviluppato, ma con dei problemi seri e reali di coabitazione tra due popoli nemici, che hanno grosse difficoltà ad integrarsi, ma che sono inscindibilemente legati. Basta guardare una cartina degli insediamenti arabi ed ebrei intorno a Gerusalemme per capire quante difficoltà possono sorgere nel delineare dei confini tra i due popoli. Probabilmente se si cercasse di abbassare la tensione e di vivere pacificamente in un'unica nazione, entrambe le comunità avrebbero vantaggi sociali ed economici, ma i lunghi anni di guerra ed i fomentatori di odio, in particolare nel mondo arabo, ma anche tra gli israeliani, spingono nella direzione opposta dell'apartheid.
  • dal punto di vista religioso, la "terra santa", mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Il "Santo Sepolcro" mi è sembrato più un "suk" della religione che un luogo veramente santo. In più, dopo aver conosciuto la storia del luogo, ho tratto un profondo disgusto verso le varie componenti del cristianesimo, le quali perdono tempo a combattersi tra di loro invece di tramandare la parola di Cristo, che, tra l'altro, predicava la fratellanza e non la divisione in fazioni.
  • dal punto di vista ambientale, Israele è una terra magnifica. Si va dalle città moderne come Haifa e Tel Aviv, con le sue magnifiche spiagge ed i suoi caratteristici palazzi bianchi, a quelle storiche come Gerusalemme, la città santa dei tre monoteismi, con le sue imponenti mura, le case tutte rivestite in pietra bianca calcarea, l'imponente cupola dorata della Moschea della Roccia, ed il crogiuolo di razze che si aggirano per le sue viuzze storiche. Si va dal deserto della Giudea meridionale, con le fortezze di Masada e il sito archeologico di Qumran (dove furono ritrovati i rotoli degli esseni) fino al Mar Morto, il punto più basso del mondo (più di 400 metri sotto il livello del mare), in cui si può fare un bagno nelle acque salatissime per una sensazione veramente unica. In mezzo al deserto si possono trovare luoghi meravigliosi come le cascate di Davide nel parco naturale di En Gedi, una vera oasi umida in mezzo alle rocce ed alla sabbia. Si rimane senza fiato passando dalle verdi colline intorno a Gerusalemme, alle pietraie desertiche in cui i beduini costruiscono le loro baracche di lamiera e pascolano le loro capre su pascoli poverissimi di foraggio. Si è impressionati per come gli israelinani siano risuciti a creare zone agricole rigogliose in mezzo al deserto. Insomma un paese piccolo (poco più di 500 km da Nord a Sud), ma veramente ricco di ambienti diversi e di storia.
  • dal punto di vista sociale, non si può non sottolinare la calma e la tranquillità che regna nelle persone durante la vita di tutti i giorni. In Italia si ha spesso il pregiudizio di ritenere Israele un luogo pericoloso, ma l'unica anomalia che si può riscontrare girando per le città, è la presenza di molti militari e di molti civili in armi (dotati della famosa carabina Garand) che sono ex militari assoldati da delle società private per difendere i gruppi di bambini e i luoghi più frequentati. Bisogna dire che la "Barriera Difensiva" costruita da Israele per dividere gli israeliani dai palestinesi ha realizzato l'effetto voluto, ovvero la diminuzione degli attacchi terroristici suicidi ed ha garantito una maggiore sicurezza per lo stato di Isarele. Un'altra cosa che non può lasciare indifferente il visitatore, è la capacità degli israeliani di sfruttare le risorse ambiantali, ottenendo il massimo da quelle in eccesso, come il sole, ed evitando di sprecare quelle scarseggianti, tra cui l'acqua. Le prime cose che saltano all'occhio sono infatti i pannelli solari messi sui tetti di ogni casa e i tubi di polietilene che servono per l'irrigazione "goccia a goccia", presenti in tutti i giardini, nelle aiuole ed in tutti i campi coltivati del paese. La visita al Kibbutz Levi, nella bassa galilea, ci ha permesso di conoscere uno stile di vita comunitario in cui centinaia di famiglie, con valori ed ideologie comuni, si mettono assieme condividendo tutto, con un "modus vivendi" che è a metà strada tra il comunismo e l'esperienza conventuale. Un altro aspetto della società israeliana che non può lasciare indifferenti, è la profonda divisione tra una parte laica, pienamente conforme ai comportamenti ed allo stile di vita occidentale, ed una componente religiosa ultra-ortodossa che, al contrario, rifiuta il consumismo preferendo dedicarsi anima e corpo allo studio delle sacre scritture. Gli ortodossi sono facilmente riconoscibili dal loro abbigliamento, composto da giacca e pantaloni neri, cappello a falda larga nero, camicia bianca, barba lunga e riccioli cadenti dalle tempie. Il loro quartiere di Gerusalemme, Mea She'arim, è il più povero e degradato della città, un vero pugno nello stomaco rispetto ai più moderni quartieri periferici, poichè i maschi ortodossi rinunciano al lavoro manuale per studiare le scritture, lasciando i compiti più materiali alle donne, discriminate dal punto di vista religioso. Questa discriminazione appare lampante soprattutto nel Muro Occidentale (o Muro del Pianto), in cui le donne sono relegate ad un piccolo angolo, mentre gli uomini, gli unici che possono leggere e studiare i libri sacri, hanno grandi spazi per la preghiera.

In definitiva visitare Israele è estremamente consigliabile perché ognuno può trovarci qualcosa di interessante: dall'ambito religioso, fino a quello naturalistico, politico, militare e sociale.

Dal punto di vista strettamente personale, una delle più belle esperienze della mia vita.

ECCO LE FOTO

23 maggio 2008

Gaspatcho in Israele!


Gaspatcho è ufficialmente in ferie e si sta preparando ad un bel viaggio in Israele, la "Terra Santa" delle tre religioni monoteistiche, luogo di grandi scontri, grandi contraddizioni, ma di indiscutibile fascino.
Insieme a Marco e Gianluigi di Popinga si sta allestendo un live blogging del viaggio per chiunque sia interessato alle nostre avventure nei luoghi biblici.
Ecco il programma del viaggio:
27 Maggio: partenza con volo da Milano Malpensa ore 23.50, arrivo a Tel Aviv ore 4.40

28 Maggio: disbrigo delle pratiche di sbarco e partenza alla volta di Tel Aviv, sosta a Jaffa per un passeggiata nei vicoli, partenza alla volta di Cesarea Marittima, visita al sito archeologico. Sosta al Monte Carmelo e proseguimento per Acco, pranzo libero, visita della Città crociata e proseguimento per la bassa Galilea, arrivo al Kibbutz Lavi, cena e pernottamento.

29 Maggio: prima colazione in kibbutz, partenza in direzione Nord, arrivo a Banias, visita del sito e proseguimento verso il Monte Bental da cui si gode una vista panoramica sulla Siria. Pranzo libero presso un villaggio druso, nel pomeriggio si raggiunge Hamat Gader, dove si potrà sostare per un relax nelle acque termali. Rientro al Kibbutz Lavi, cena. In serata possibilità di trascorrere qualche tempo a Tiberiade. Pernottamento.

30 Maggio: prima colazione in Kibbutz, breve visita del villaggio, partenza alla volta del sito
Archeologico di Beith Shean, visita approfondita di uno dei più grandi ritrovamenti storici del medio Oriente. Sosta a Sachne per il pranzo e proseguimento del viaggio lungo la valle del fiume Giordano, nel pomeriggio si giunge a Gerusalemme, sistemazione in Hotel, cena e pernottamento.

31 Maggio: prima colazione in Hotel, si inizia la visita alla città con la salita al Monte degli Ulivi da cui si gode un panorama incomparabile della città, discesa lungo la valle del Cedron fino al Muro del Pianto, visita del quartiere ebraico e delle sinagoghe. Pranzo libero in città vecchia. Nel pomeriggio si continua con la “BARRIERA DIFENSIVA”, una visita ai luoghi dove si è svolta la battaglia per Gerusalemme. Rientro in Hotel, cena e pernottamento.

01 Giugno: prima colazione in Hotel, la giornata inizia con la visita al Museo di Israele, con i famosi rotoli del Mar Morto ed il plastico della città di Gerusalemme ai tempi del I° Tempio. La “Menorah”, il Parlamento, il Monte Herzl dove si trovano le tombe dei padri di Israele, pranzo libero, nel pomeriggio visita al Memoriale dell’Olocausto. Tempo a disposizione, rientro in Hotel, cena e pernottamento.

02 Giugno: prima colazione in Hotel. Partenza per l’area del Mar Morto. Visita a Masada, splendido sito archeologico, luogo simbolo della resistenza ebraica, così come tramandato dagli scritti di Giuseppe Flavio. Pranzo. Discesa verso il Kibbutz Ein Gedi. Possibile utilizzo della Spa del Kibbutz per un bagno nella salatissime acque del Mar Morto. Visita al Nahal David, oasi naturale del deserto, con animali in libertà. Sosta presso Qumran, il luogo dove sono stati ritrovati i famosi rotoli. Rientro a Gerusalemme. Cena e pernottamento.

03 Giugno: prima colazione in Hotel, mattinata a disposizione a Gerusalemme, partenza alla
volta di Tel Aviv, visita della città, sistemazione in Hotel, cena e pernottamento.

04 Giugno: di prima mattina trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.

Ricordo il Live Blogging su Popinga ed arrivederci al 5 giugno!!!

19 maggio 2008

Mitico TUTTOSPORT!


Mi sono già pentito di aver parlato bene dell'Inter, infatti hanno già ricominciato con la solfa del "io non rubo il campionato" o del "in serie B non sono mai stato".
Intanto di campionato ne hanno rubato uno, quello del 2006 (come giustamente riportato da Tuttosport", quello dell'anno scorso l'hanno vinto grazie a Guido Rossi che ha penalizzato tutte le avversarie "scordandosi" di punire la "Banda degli Onesti" di Moratti che quest'anno è stata tutt'altro che maltrattata dagli arbitri (speriamo dunque che i piagnoni non si lamentino più).
Ecco qualche mio articolo sulle truffe di Moratti e Co., intanto W TUTTOSPORT e prometto di non parlare mai più bene di Massimo "His Dumbness" Moratti e dell'Inter!
http://gaspatcho.blogspot.com/2007/11/enzo-biagi-su-calciopoli.html

Il mondo cambia, ma gli interisti non cambiano mai!

18 maggio 2008

It's the End of the World as We Know It!


  1. L'Inter riesce a vincere uno scudetto senza penalizzare o mandare in B gli avversari.
  2. Del Pippero è capocannoniere del campionato.
  3. Il Milan non va in Champions League.
  4. Mancini fa finalmente una mossa giusta (inserendo Ibra) dopo 10 anni da allenatore.
  5. La società nerazzurra ha finalmente prodotto un italiano veramente forte (Balotelli).
Il Mondo sta cambiando, manca solo che Berlusconi governi bene e poi potremo dire di avere visto davvero tutto!

15 maggio 2008

W Di Pietro, W Travaglio!

Ho ascoltato con interesse il dibattito parlamentare sulla fiducia al terzo governo Berlusconi, in cui ho percepito 3 cose fondamentali:
  1. Berlusconi, dopo la larga e schiacciante vittoria elettorale, si può permettere di tutto, ben sapendo che la sua maggioranza è talmente ampia da non aver alcun bisogno di dialogare con una opposizione, ancora rintronata dalla sconfitta, che non sa bene che pesci prendere. Una tale potenza della maggioranza ed una altrettanto grande debolezza dell'opposizione, fa si che Berlusconi possa comportarsi da "imperatore" imponendo la sua pax. La destra farà quello che ha promesso in campagna elettorale e la sinistra deve adeguarsi, meglio se con le buone maniere.
  2. Veltroni ha dimostrato grande debolezza, sicuramente non degna di una leadership che vuole avere ambizioni maggioritarie e di governo. Se ci sono delle differenze tra PD e PDL, lui deve farle sentire in maniera forte e non con quel balbettio a cui ci ha abituato dall'indomani delle elezioni del 13-14 aprile.
  3. Di Pietro ha perfettamente interpretato il mio stato d'animo, promettendo una opposizione forte, rumorosa ed intransigente. Questo non significa fare le barricate od intraprendere misure ostruzionistiche su ogni provvedimento del nuovo governo, ma neanche farsi seppellire dal peso politico e mediatico di Berlusconi.

Questi anni saranno decisivi in un bivio tra il rilancio dell'Italia o il suo definitivo declino.

Il governo Berlusconi si presenta forte e pronto ad affrontare le sfide che si presenteranno nel prossimo futuro, lo sia anche l'opposizione.

Una opposizione non pregiudiziale, ma neanche sottomessa, che difenda gli interessi del paese e che evidenzi con forza gli errori e le promesse non mantenute (ho in mente la vicenda Alitalia).

In questo contesto ha grande rilevanza il ruolo dell'informazione: il conflitto di interessi in Italia non interessa nessuno, ma un paese con un sostanziale monopolio sulle reti televisive, sulla carta stampata e con una così forte maggioranza politica, rischia veramente un corto circuito democratico.

Delle voci forti e fuori dal coro sono necessarie per uscire dall'omologazione dell'ortodossia.

E' quindi incredibile che sia la destra sia la sinistra si scaglino sulle denunce di Travaglio che non mi sembrano diffamatorie (visto che nessuno lo denuncia) e sono documentate.

Come al solito però, in Italia si discute del denunciante ignorando bellamente le denunce, un comportamento abbastanza paradossale che non fa ben sperare sull'atteggiamento dell'informazione verso il Berlusconi Ter.

Speriamo non si ripetano gli editti bulgari, i licenziamenti politici e che il giornalismo faccia il suo dovere insieme all'opposizione parlamentare.

Nel frattempo W Di Pietro e W Travaglio!

09 maggio 2008

Ignoranza e Pregiudizi su Israele e Palestina.

In un post sul blog a Sangue Freddo, Gelo Polare ritorna a giustificare il boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro di Torino, spiegandoci che Israele non è il paese più democratico del Medio Oriente e che la colpa di tutti i problemi mediorientali è proprio degli israeliani che ammazzano e reprimono la libertà dei poveri palestinesi.

Credo proprio che Gelo Polare non conosca bene la storia degli ultimi 100 anni della Palestina e neanche la situazione politica attuale del Medio Oriente.

Innanzitutto Israele non è “lo stato più democratico del Medio Oriente”, ma l’ UNICO STATO DEMOCRATICO del Medio Oriente (per la verità c’è pure la Turchia che però ha una sua storia peculiare perché non è uno stato arabo e perché è un alleato dell’Occidente sin dai tempi di Ataturk) ed è l'unico stato in cui le decisioni del governo vengono discusse e criticate ed in cui le azioni sbagliate dell'esercito vengono denunciate proprio dalla libera stampa e dall'opinione pubblica.

Gli stati che circondano Israele sono:
  • Siria: dittatura con legami molto stretti con i terroristi del partito di Dio, gli sciiti di Hezbollah, una delle tante sigle che ha come obbiettivo l’eliminazione fisica dello stato di Israele. I miliziani di Hezbollah fanno la guerra ad Israele dal Libano per conto dei siriani, i quali preferiscono una guerra asimmetrica ad uno scontro diretto con gli israeliani. I missili che cadono sul Nord di Israele, provengono dalla zona controllata da Hezbollah, che oggi è presidiata dal contingente ONU guidato dall’Italia.
  • Libano: il Libano è uno stato formalmente democratico in cui le tre principali etnie, cristiani maroniti, sciiti e sunniti, si dividono le poltrone secondo una costituzione che prevede una spartizione etnica e non politica del potere. In questo contesto l'influenza dei siriani ha comportato il predominio di fatto di una sola fazione, gli sciiti di Hezbollah, i quali hanno sempre detenuto il potere grazie alle armi di Damasco. Le notizie che ci pervengono da Tripoli sono inquietanti e si sta delineando un conflitto armato tra il governo in carica e la fazione sciita.
  • Egitto: dittatura paternalistica e personalistica di Mubarak, il quale dopo le cocenti sconfitte egiziane nelle guerre pan-arabe contro Israele (’49-’67-’73), ha deciso di firmare una pace bilaterale con lo stato ebraico.
  • Giordania: monarchia assoluta ereditaria. Re Husseyn ha ucciso parecchie migliaia di profughi palestinesi che si erano rifugiati in Giordania dopo la disfatta del ‘67. La persecuzione dei palestinesi fu esercitata perché i profughi stavano destabilizzando il potere e mettevano in pericolo la monarchia. Sostanzialmente in buoni rapporti con Israele e con l'Occidente.
  • Iraq: fino a 5 anni fa, l'Iraq era governato dalla dittatura sanguinaria di Saddam Hussein, il quale aveva come obbiettivo prioritario la distruzione di Israele. Chi non ricorda il lancio di missili Scud durante la prima “Desert Storm”? Oggi non sappiamo bene cosa sia l’Iraq, ma per definirlo uno stato francamente democratico serve una buona dose di ottimismo.
  • Iran: dittatura teocratica di stampo marcatamente fascista. Il leader del governo non smette un attimo di ricordare che il suo fine ultimo è la distruzione di Israele.
  • Arabia Saudita e sultanati vari: monarchie assolute con pesanti discriminazioni religiose e razziali, i sauditi sono anche i maggiori finanziatori del terrorismo islamico (Osama Bin Laden è un saudita).


Il quadro è abbastanza desolante e non credo sia molto rilassante essere circondati da stati che hanno come obbiettivo la tua distruzione!

In tutto questo contesto si inserisce la questione dei palestinesi.

Intanto nel 1947, l’ONU, tramite la risoluzione 181, aveva stabilito la divisione della Palestina in due stati indipendenti, uno per gli ebrei e uno per i palestinesi.

Accettando questa proposta i palestinesi avrebbero già avuto un loro stato da ben 60 anni, con una superficie che sarebbe stata del 60% più ampia rispetto ai confini di cui si discute attualmente.

Invece i capi palestinesi preferirono chiamare a raccolta le truppe pan-arabe (egiziani, siriani, libanesi, giordani e iracheni) che però subirono una sonora, quanto inaspettata, sconfitta da parte del neonato esercito israeliano.

Nel 1948 infatti gli israeliani stavano subendo un embargo sulla vendita delle armi da parte delle grande potenze e dovettero comprarle dall’unico paese che accettò di rifornirli: la Cecoslovacchia comunista.

Nel ‘66 Nasser e i siriani riprovarono a ributtare gli ebrei a mare, ma questi li misero fuori combattimento in soli 6 giorni.

Nel’73 gli arabi tentarono ancora, ma con i soliti risultati.

Intanto, dopo l’attentato di Monaco del ‘72, dove fu fatta una strage di atleti israeliani, cominciò la stagione del terrorismo.

Arafat e l’OLP con tutte le altre micro-sigle delle organizzazioni minori palestinesi, si rifugiarono nel Libano, dove la valle della Bekaa divenne un centro di addestramento di terroristi sotto la guida dell’intelligence sovietica.

Nel 1982 Israele fu dunque costretta ad invadere il Libano , da dove si ritirò completamente solo nel 2000, a seguito degli accordi di pace di Camp David (1992).

Camp David fu la grande occasione per un vero accordo di pace, che però Arafat non ebbe il coraggio di sottoscrivere.

Nel 1995 fu ucciso il capo di stato di Israele, Ytzhak Rabin, per mano di un estremista di destra ebreo, e sia fra i palestinesi, sia fra gli isreliani a prendere il potere furono i falchi, contrari ad ogni accordo di pace (il Likud di Sharon e Hamas).

Per questi motivi io non penso che le colpe della situazione mediorientale siano tutte di Israele e quindi non capisco perché si vogliano boicottare le iniziative di questo paese.

Si può non condividere la politica di un governo, ma certamente si deve comprendere la situazione in cui vivono gli israeliani, assediati da paesi storicamente ostili che non hanno mai riconosciuto il suo diritto ad esistere e che, ancora oggi, affermano di voler ributtare gli ebrei a mare.

Molti pensatori di sinistra pretendono che Israele riconosca, giustamente, l'esistenza dello stato palestinese, senza però pretendere che gli stati arabi e le fazioni palestinesi riconoscano il DIRITTO ALL'ESISTENZA di Israele.

Un modo di pensare abbastanza paradossale ed estremamente pregiudiziale e razzista.

Io penso che la situazione di guerra permanente in Palestina e nei paesi limitrofi non avrà soluzione a breve termine per due motivi:

  1. I paesi arabi hanno bisogno di un capro espiatorio per nascondere i loro fallimenti interni (sono gli unici paesi al mondo in cui il PIL decresce nonostante una immensa ricchezza mineraria).
  2. In Israele ci sono delle frange estremiste che auspicano il persistere di uno stato di guerra permanente perché si sentono più forti del “nemico” e non vogliono fare accordi di pace che cedano terreno allo stato palestinese.


I palestinesi sono dunque in mezzo tra un nemico, con cui non vogliono trovare un accordo di pace soddisfacente, e dei “falsi amici” che combattono le loro guerre per interposta persona, proprio per evitare uno scontro diretto con uno stato più forte militarmente e che fa sempre comodo demonizzare.

Come si può facilmente vedere, la situazione è molto più complessa di quello che Gelo Polare ed i pensatori di gran parte della sinistra italiana, vorrebbero farci credere.

Questa visione manichea del conflitto palestinese è troppo superficiale per essere realistica ed è dovuta in gran parte all'ignoranza della storia ed ai pregiudizi verso gli ebrei.

A me piace citare il titolo del libro di Benny Morris, un must per chiunque voglia comprendere a fondo il conflitto arabo-sionista: VITTIME.

Non “Buoni e Cattivi” o “Vittime e Carnefici”, solamente VITTIME.

07 maggio 2008

L'Inter dal Papa!


Per il miracolo dei due scudetti in un anno, era bastato Guido Rossi.

Per vincere uno scudetto senza penalizzare tutti gli avversari, sono andati dal Papa.

Chissà che per vincere la Champions League, il prossimo anno non organizzino un bel pellegrinaggio a Lourdes!

Obama Vince in North Carolina, Hillary si Prende l'Indiana

Ancora un turno interlocutorio nelle primarie democratiche alla presidenza USA, che conferma l'incertezza e le divisioni all'interno dell'elettorato democratico.

Obama ha infatti vinto con ampio margine (15 punti percentuali) in North Carolina, stato del Sud con ampia rappresentanza dell'elettorato afro-americano, mentre Hillary ha vinto per un soffio (neanche un punto percentuale) nello stato dell'Indiana, stato del Nord industriale, in dificoltà economica e con ampie sacche di protesta sociale.

Grazie al metodo di conteggio dei delegati, adottato dal Partito Democratico, Obama aumenta il suo vantaggio su Hillary, ma sicuramente nessuno raggiungerà il fatidico numero di 2025 che garantisce l'elezione alla prossima convention di Denver.

Sembra sempre più certo che dovrà essere l'establishment del partito a scegliere quale sarà il candidato da contrapporre al repubblicano John McCain ed il protrarsi di queste primarie non fa altro che avvantaggiare il candidato del GOP, che può risparmiare risorse e studiare i punti deboli del suo futuro avversario, chiunque esso sia.

Come ho già detto, l'elettorato democratico è profondamente ed insanabilemente diviso:
  • i giovani fino a 44 anni votano per Obama, gli anziani votano in massa per la Clinton.
  • il Sud vota per Obama, il Nord per la Clinton.
  • le città preferiscono Obama, le zone rurali la Clinton.
  • gli afro-americani votano in massa per Obama, gli altri gruppi razziali, in una sorta di invidia etnica, stanno con la Clinton, mentre l'elettorato bianco si divide sostanzialmente a metà.
  • I più istruiti votano Obama, quelli con un livello scolastico più basso stanno con Hillary.
  • I ceti più agiati votano Obama, i ceti più in difficoltà votano Clinton.

Il quadro appare abbastanza inquietante e non vorrei essere nei panni di chi dovrà fare la scelta del candidato, visto che ormai appare quasi scontato che il voto popolare non sarà decisivo.

Gaspatcho da tempo sostiene la candidatura di Barak Obama, ma ho una strana sensazione: se Obama dovesse farcela temo che molti sostenitori di Hillary voteranno per il candidato repubblicano, John McCain.

03 maggio 2008

Isarele Si, ma Senza Bandiera!


Al prossimo salone del libro di Torino, l'ospite d'onore sarà lo stato di Israele per festeggiare i suoi 60 anni di vita.

Come al solito però, le polemiche di casa nostra hanno rovinato l'iniziativa:

  • alcuni gruppi come Free Palestine hanno già indetto delle manifestazioni di protesta contro gli organizzatori della fiera con lo slogan: "Da che parte stare noi lo sappiamo, boicotta Israele, sostieni la Palestina"

  • da sinistra sono arrivate critiche anche a Fausto Bertinotti che ha comunque deciso di partecipare alla fiera.

  • in un primo tempo la prefettura aveva deciso di vietare l'esposizione della bandiera dello stato di Israele, per motivi di ordine pubblico, ma sembra che il divieto sia stato rimosso.

In questo clima di "sinistra" ostilità verso lo stato di Israele, Gaspatcho ha deciso di esporre il vessillo con la stella di David in prima pagina, per dimostrare che c'è una parte di elettori di sinistra che non si riconosce nell'odio verso uno stato democratico ed amico dell'Occidente, sempre in prima linea nella lotta contro il fascismo teocratico ed il terrorismo fondamentalista.

Gaspatcho aderisce anche alla iniziativa del Riformista che l'8 maggio uscirà in edicola avvolto nel vessillo israeliano.

Invito tutti i lettori ad andare in edicola ad acquistare il suddetto giornale per far sentire la nostra voce!



Ecco una immagine che non viene da Gaza o dalla Cis-Giordania, ma da piazza San Carlo, Torino, Italia.

Ecco i fascisti di sinistra che bruciano le bandiere americane e israeliane.

Tutto questo in Italia si può fare, mentre a disturbare l'ordine pubblico è l'esposizione delle suddette bandiere dentro i saloni della fiera del libro.

Bufera su Santoro



Ecco l'ennesima bufera su ANNO ZERO (in particolare sulla puntata del I maggio), la trasmissione di Santoro, che ha proposto stralci del V2 Day di Beppe Grillo, con il commento di Marco Travaglio e di un educatissimo e liberalissimo Sgarbi.

Petruccioli, il presidente della RAI nominato dalla sinistra, è subito intervenuto sulla vicenda con le seguenti parole:

"Giovedì sera Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".



Insomma l'informazione deve ignorare un fenomeno che, volenti o nolenti, porta centinaia di migliaia di persone in piazza, perché non ci piace ciò che dice o perché va contro l'ortodossia di pensiero imperante nel nostro paese.

Se le idee che non sono consone al pensiero unico non debbono essere diffuse dai mass media, significa che nel nostro paese non c'è più libertà di informazione!

Informare non significa condividere in toto le idee di chi parla, ma significa far sentire tutte le voci in modo che la "gente" possa farsi delle idee in maniera più compiuta, non significa censurare quello che non piace ai potentati economici e politici.

Questo dobbiamo capirlo e lottare per una vera libertà di informazione.

PETRUCCIOLI, VAFFANCULO!

Il Labour Party Affonda alle Amministrative Inglesi.


Non erano elezioni politiche, ma la tornata amministrativa inglese ha rispecchiato fedelmente ciò che è successo in Italia, in un parallelo che non può certo essere definito una coincidenza.

Innanzitutto è stato punito il governo in carica: Gordon Brown, come Romano Prodi, ha visto collassare il consenso popolare verso la sua parte politica, fino al naufragio di questa tornata elettorale.

Il Labour Party ha perso infatti ben 331 seggi e, come è accaduto anche in Italia, la guida della capitale, Londra, storicamente amministrata dalla sinistra.

Il sindaco Livingstone, detto Red Ken per il suo punto di vista molto orientato a sinistra, ha perso la guida della capitale dopo 8 anni alla City Hall, ma ha evitato di addossare la responsabilità della sconfitta al premier Gordon Brown.

Livingstone ha infatto dichiarato che le ragioni della sconfitta sono essenzialmente sue, ma una attenta analisi del risultato complessivo delle amministrative può solo confutare le sue parole, dato che la sconfitta del Labuor è stata generale ed ha interessato anche regioni storicamente "rosse" come il Galles.

Il Labour Party è passato dall'essere il primo partito inglese, direttamente al terzo posto dopo i Conservatori di Cameron (44% dei consensi) ed il Partito Liberale (passato dal 12% al 25% dei voti), ottenendo un misero 24% delle preferenze, peggior risultato degli ultimi 40 anni.

Le cause di questa sconfitta sono dunque tutte riconducibili alla leadership di Gordon Brown, l'ex cancelliere dello scacchiere di Tony Blair, che nel suo anno di governo ha mostrato un carattere molto balbettante davanti a crisi gravi come quella bancaria, con il fallimento di grandi banche come la Northern Rock ed il dissesto finanziario di molte altre.

Brown sembra affetto dalla sindrome di John Major, ovvero dall'essere un leader poco carismatico che succede ad uno di grandissimo carisma (la Tatcher nel caso di Major, Blair nel caso di Brown).

La suddetta sindrome portò alla rovina il partito Conservatore negli anni '90 ed oggi sembra che la crisi si rifletta nel partito Laburista.

Il parallelo con l'Italia sembra continuare anche nelle cause della sconfitta della sinistra: l'aumento delle tasse e le preoccupazioni sullo stato dell'economia hanno portato l'elettorato mediano a spostarsi verso la destra che però, bisogna ricordarlo, è ben diversa da quella italiana.

I Tories inglesi sono infatti un partito autenticamente liberista in campo economico e la guida di Margareth Tatcher ha risolto tutti quei problemi che ancora oggi affliggono l'economia italiana e dei paesi europei più "statalisti" come la Francia e la Germania.

In Inghilterra ci sono state infatti molte critiche negative sull'elezione di Gianni Alemanno, un ex-fascista, a sindaco di Roma e l'unico che ha preso le sue difese è stato un esponente del BNP, British National Party, Richard Barnobrook che ha dichiarato: "forse la gente, non solo nel Regno Unito, ma in tutta Europa, sta dicendo che la sua identità nazionale è stata maltrattata".

Appare chiaro che nei momenti di crisi, in Inghilterra come in Italia, alcuni cercano un capro espiatorio per i problemi del paese, invece che affrontarli.

E quale miglior capro espiatorio degli immigrati (o degli ebrei, o di qualsiasi altra minoranza)?

La grande differenza tra gli inglesi e noi italiani è che mentre loro hanno avuto grandi leaders come la Tatcher e Blair, noi ci siamo dovuti sorbire i vari Andreotti, Craxi, Prodi e Berlusconi.