23 settembre 2026

Novelle di fabbrica #2: Il Salasso Universale

 

Corinaldo è un ridente paesino dell'entroterra marchigiano assurto alle italiche cronache per aver vinto il premio di "Borgo dei Borghi".
Famoso è il suo centro storico medievale, con la lunga scalinata che lo attraversa nel mezzo e famoso è il pozzo che divide in due la scalinata stessa.
Corinaldo è però meglio nota per un altro motivo: è il "paese dei matti".
In effetti è forse l'unico paese al mondo le cui mura furono innalzate non per evitare l'ingresso degli invasori, ma per non fare uscire all'esterno i suoi cittadini.
Ivi nacque Bobo.
Bobo è noto tra i colleghi della fabbrica per essere un cantastorie.
Bobo ha servito negli arditi incursori, ma il tatuaggio se lo è fatto cancellare perché al padre non piaceva.
Bobo è stato assunto dal Mossad per addestrare i suoi agenti.
Bobo ha visto le statue di cera al British Museum.
Bobo è andato in vacanza dalla sua ragazza in Marocco nella città di Sharm El Sheick.
Bobo, alla vigilia del match di finale del campionato italiano di boxe (dei pesi Bobo), è stato assalito, mentre si beveva pacificamente una birra al pub, dagli amici dello sfidante che gli hanno rotto una mano ponendo fine ai suoi sogni di gloria (praticamente la storia di un film di Bud Spencer che aveva visto la sera prima).
Insomma Bobo è Bobo.
Un giorno si discuteva amabilmente di donazioni di sangue nella pausa mensa allorquando Bobo, fremendo vistosamente per entrare nella discussione, se ne uscì sentenziando: "mio padre è del gruppo 0, mia madre è del gruppo A e io sono del B".
Tra colleghi ci guardammo sbigottiti, quando uno chiese a Bobo: "sei sicuro di conoscere tuo padre?"
Bobo, infastidito, guardò il collega e rispose: "certo che conosco mio padre!".
Mater semper certa, pater numquam!
Quando il collega fece notare a Bobo che con quell'incrocio di gruppi sanguigni, suo padre non poteva essere realmente suo padre, Bobo andò palesemente in confusione.
Il criceto nella sua testa iniziò a frullare in maniera esagitata e il suo cervello formulò in pochi secondi una storia fantastica.
Bobo era stato molto male.
Talmente male che i dottori dovettero togliergli tutto il sangue che aveva e rimetterne dell'altro di un diverso gruppo sanguigno.
Il Salasso Universale.

22 settembre 2026

Novelle di fabbrica #1: la tazza


Oggi vi presento Lello.
Lello è un barese di Bari vecchia, con l'accento marcato del barese di Bari vecchia.
Lello è sempre il primo ad arrivare al lavoro e l'ultimo ad andarsene; non perché sia uno stakanovista aziendalista, ma perché a casa non ha assolutamente niente da fare.
Lello vive solo e frequenta solo donne oversized, overaged o con entrambe le caratteristiche, ma, oltre a questo, ha parecchio tempo libero in cui si diletta a fare shopping compulsivo sul web.
Un giorno Lello comprò una tazza.
Non una tazza normale, ma una meravigliosa macchina da té di acciaio spazzolato con un logo nero lucido che metteva bene in chiaro la sua funzione principale: TE'.
Il superpotere della tazza era il fondo in plastica con un motore elettrico, a cui era applicata un'elica per risparmiare a Lello la fatica di mescolare lo zucchero depositato sul fondo.
Questo magnifico esemplare di tecnologica cinese era costata a Lello mezza giornata del suo sudato stipendio e il giorno in cui la portò in fabbrica era entusiasta di mostrare ai colleghi il suo ultimo acquisto, bullizzando per bene i poveracci che giravano con le dozzinali tazze di ceramica.
Giunto all'ora della merenda, Lello prese la sua nuova tazza fiammante e disse: "vado a farmi un te'!".
Un collega, sicuramente invidioso, lo apostrofò con sdegno: "Lello, non mettere la tazza nel microonde!".
Lello guardò il poveraccio con superbia e rispose beffardo: "Ah ah!", piegando la testa con la spocchia di chi è superiore, perché nessuno possiede una tazza come la sua.
Lello riempì la tazza di acqua e la mise ovviamente nel microonde.
La tazza cominciò a mostrare i suoi super poteri, prima emanando scintille e poi, dopo qualche secondo, emettendo la fumata giallastra tipica della plastica fusa.
La puzza si sparse immediatamente in tutta la fabbrica, tanto che qualcuno pensò di azionare l'allarme anti incendio.
Presto però la tragedia fu chiara a tutti: la tazza di Lello si era sciolta e aveva lasciato questo mondo senza nemmeno avere mescolato un tè.
Lello era affranto come se avesse perso un parente.
Guardava la sua tazza di acciaio con il fondo fuso, come se fosse stato tradito, come se la sua mezza giornata di lavoro fosse stata spesa invano.
Subito però gli venne in testa l'idea del secolo e disse alla squadra accorsa per aiutarlo: "domani la porto da un elettricista!"
Tutti si guardarono allibiti, in un attimo infinito di esitazione, ma qualcuno finalmente riuscì a mettere Lello di fronte alla cruda realtà: "ma che cazzo porti dall'elettricista, buttala nel bidone va' che ci appesta tutti!".
Così Lello, deluso e contrito, con le lacrime agli occhi, fu costretto a compiere il fatidico gesto: gettare la sua nuova fiammante tazza nella spazzatura".
Trimon'!

20 settembre 2026

Italia divisa est in partes tres

 Italia divisa est in partes tres:

1-gli stupidi: quelli che Carlo Maria Cipolla definisce come esseri che con le loro azioni fanno male sia a se stessi che alla comunità. Sono i babbei cerebrolesi, ignoranti come lo sterco, che credono a qualsiasi panzana gli venga propinata e agiscono di conseguenza, pensando che solo loro siano intelligenti, mentre tutto il mondo intorno stia lì per danneggiarli e fargli del male.
Sono quelli del "non cielo dikonoh", quelli che fanno morire i figli di difterite per non fare gli interessi di Big Pharma, quelli che la povertà si vince stampando moneta, quelli che la guerra si sconfigge con la pacieh, quelli che gli alimenti bianchi fanno venire il cancro, quelli che gli scii kimiki, la geo ingegneria e così via.
Gente che ha passato lustri sui banchi di scuola senza apprendere nemmeno le nozioni basilari per comprendere il mondo che li circonda e per questo disprezzano chi ha studiato e, in generale, chi ha successo.
Gente motivatissima che va a votare convintamente per l'imbonitore di riferimento: quello che gli promette tutto graduidamente o quell'altro che "ci vuole l'uomo forte". Raggiratori di incapaci di destra e di sinistra.
2-i menefreghisti: Dante li metterebbe nel girone degli accidiosi, ovvero gli individui che non si sporcano mai le mani.
Quelli che fanno solo il loro interesse, senza curarsi di tutto ciò che li circonda, almeno fino a quando non viene toccato il loro tornaconto.
A quel punto il menefreghista-qualunquista inizia a lamentarsi.
Un lamento sterile, fine a se stesso.
Un lamento che non va mai oltre il rumore di fondo e che non produce nulla di buono, perché il menefreghista non si impegna mai in prima persona.
Sono sempre gli altri che dovrebbero risolvere i suoi problemi.
Sono quelli che a votare non ci vanno poiché "uno vale l'altro", "tanto sono tutti uguali", "sono tutti ladri", ecc...
3-la gente normale: ovvero quelli che hanno un QI più alto dei babbei cerebrolesi e una tendenza all'impegno personale maggiore rispetto ai menefreghisti.
Gente che ci prova a fare qualcosa e spesso viene presa a pesci in faccia dagli stupidi, ovvero quelli invidiosi di chi ha studiato per prendersi una laurea e viene preso in giro e tacciato di essere "un professorone" da quelli che non riescono nemmeno a capire come fa a funzionare lo sciacquone del cesso.
Gente che magari sbaglia e quindi viene presa a pesci in faccia pure dai menefreghisti del "ma chi te lo fa fare?, "sii furbo!".
Gente che spesso vota partiti più decenti, ma che rimane sempre in minoranza perché è molto più difficile convincere una persona normale, rispetto a uno che crede alla liquefazione del sangue di San Gennaro.

30 agosto 2026

I catto propalle e il genocidio che non c'è.



Risposta alla preghiera dei catto propalle del Portone di Senigallia, che pregano per il genocidio dei "fratelli musulmani".

Il genocidio è inesistente nei numeri, visto che in due anni di conflitto armato la popolazione di Gaza è addirittura aumentata e la guerra, perché è una guerra, l'hanno iniziata ancora una volta i palestinesi.
Strano comportamento rituale quello con cui si inizia una guerra inneggiando alla jihad e si passa a piangere il genocidio quando la si perde.
A Gaza non c'erano ebrei dal 2005, ma nonostante ingenti finanziamenti occidentali (17 miliardi di dollari solo dal 2013 al 2023), degli amici iraniani e qatarioti, non è stato costruito nessun desalinizzatore (tanto l'acqua gliela dà Israele), nessuna centrale elettrica (tanto la corrente la dà Israele) e non si sono tenute elezioni dalla presa del potere di Hamas, l'organizzazione terroristica che governa Gaza e nel cui statuto è prevista la distruzione di Israele (non è che lo nascondono, lo scrivono a chiare lettere).
I gazawi hanno investito tutti i soldi della cooperazione in tunnel e armi per sterminare gli ebrei (che effettivamente non si fanno più sterminare così facilmente).
Ma i pacifisti cattolici italici fanno preghiere in aiuto dei "fratelli musulmani" ovvero quelli che predicano la lotta agli infedeli e che governano con la sharia in regimi teocratici, non democratici, senza alcun diritto per donne e minoranze.
Questa infatuazione dei buonisti per dei fascisti, omofobi, misantropi, terroristi non l'ho mai capita, ma evidentemente certa gente odia più qualsiasi espressione del Kattivo Occidente rispetto a regimi che di buonista e democratico non hanno nemmeno l'odore.
Magari fate una preghiera almeno per i cristiani che vengono ogni giorno massacrati dai fondamentalisti islamici in giro per il mondo, visto che gli ebrei non vi sono tanto simpatici.

Ignoranza volontaria: il vero cancro moderno.

Ignorare, fino a 70 anni fa, era una condizione esistenziale, nel senso che non c'era, per alcuni ceti della popolazione, la possibilità di attingere alla conoscenza.

Oggi, con la scolarizzazione di massa e con una infinita quantità di informazioni, l'ignoranza è una condizione volontaria.
Ovviamente, se a scuola non hai attinto nemmeno le conoscenze di base per comprendere il mondo che ti circonda, non sarai in grado di discernere tra le informazioni valide e la propaganda per babbei creduloni.
Ma questo, oggi, è un problema personale.
La Società deve comunque proteggere le persone basandosi su criteri scientifici, non sulla libertà dei babbei di auto distruggersi, tipo gli idioti novax che fanno morire i figli di difterite.

05 gennaio 2026

Del diritto internazionale e di ciò che ne rimane.

 Rispondendo ieri ad un'amica ho buttato giù un post di getto, non riferendomi direttamente a lei, e oggi voglio ampliarlo cercando di spiegarmi al meglio.

Dai commenti, letti sul web e da altre parti, sembra proprio che la gente non si sia accorta che il tanto desiderato "ordine internazionale" è finito da un pezzo.
L'ONU è un cadavere che cammina e andava riformato già dopo la caduta del muro di Berlino, visto che la guerra fredda era finita ed era superato anche il suo sistema di potere basato sulla divisione mondiale tra comunisti e anti comunisti.
Dopo la IIGM i vincitori si erano accordati per spartirsi il mondo in zone di influenza, in cui ogni faceva praticamente quello che voleva senza mai arrivare a guerre dirette tra le super potenze (almeno di facciata).
Dopo la caduta del muro di Berlino e il crollo dell'URSS, di potenza mondiale ne rimase solo una, gli Stati Uniti d'America, e sembrò che la democrazia liberale e il sistema capitalistico avrebbero messo fine "alla Storia", come scriveva il buon Fukuyama, un po' ingenuamente.
Poi però la storia non va quasi mai come preventivato ed eventi come il risorgere dell'islamismo e l'ingresso di uno stato comunista come la Cina nel WTO (fatto che ha gettato le basi del declino industriale dell'Occidente), hanno creato nuovi conflitti e nuove "potenze" hanno cambiato il baricentro politico-economico mondiale.
L'assetto dell'ONU, creato nel 1947, non esprime affatto la realtà odierna e quindi non può essere capace di fare nulla in un contesto con rapporti di forze completamente mutati.
Quando gli americani, a cominciare dalla presidenza Obama, hanno dismesso il loro ruolo di sceriffo mondiale, si è aperto un vaso di Pandora di conflitti in tutto il mondo: Libia, Siria, Isis, mezza Africa, Sud Est asiatico, Georgia, Armenia, Ucraina, India-Pakistan, Yemen... ormai sono quasi 20 anni che va avanti questa situazione, in cui russi, turchi e cinesi hanno cercato di riempire il vuoto di potere lasciato dagli USA.
Solo che noi europei ce ne siamo sempre fregati, perché c'era la NATO e gli americani che ci difendevano e certe cose preferivamo non vederle.
Poi però è arrivato Trump, a cui dell'Europa non frega una mazza e noi ci siamo svegliati come le belle addormentate, solo che al posto del principe azzurro c'era Vladimir Putin alla nostra porta.
Trump è uno che crede di fare gli interessi dell'America (che poi abbia ragione o meno è tutto da vedere), esattamente come la Cina fa gli interessi della Cina.
Noi europei conteremo sempre di meno perché non si sa di chi facciamo gli interessi.
È chiaro che Trump ha interessi strategici in Venezuela, primo paese al mondo per risorse petrolifere e primo fornitore di petrolio per la Cina.
Detto questo il Venezuela era sotto una dittatura sanguinaria che non rispettava nessun diritto umano e ha affamato il suo popolo. Se gli americani hanno liberato il Venezuela da Maduro, possiamo solo essere contenti per i venezuelani, mentre il resto è qualcosa molto difficile da prevedere.
Quello che possiamo fare noi europei è solo di non continuare a essere irrilevanti ed avere una politica estera e di difesa comune per emanciparci non solo dai dittatori, ma anche da presidenti come Trump, per cui non siamo nemici, ma neanche tanto alleati.
Sembra un Risiko?
In realtà lo è, ma la realtà non è quasi mai come vorremmo che fosse.
Ed è inutile sventolare le bandiere della pacieh, se poi ti arriva un Putin alle porte.
I Putin mondiali li fermi con la deterrenza non con le chiacchiere.
Il diritto internazionale è solo un accordo tra i potenti e se questo accordo non c'è, viene meno tutto il resto.
Che noi lo si voglia o no.