Oggi vi presento Lello.
Lello è un barese di Bari vecchia, con l'accento marcato del barese di Bari vecchia.
Lello è sempre il primo ad arrivare al lavoro e l'ultimo ad andarsene; non perché sia uno stakanovista aziendalista, ma perché a casa non ha assolutamente niente da fare.
Lello vive solo e frequenta solo donne oversized, overaged o con entrambe le caratteristiche, ma, oltre a questo, ha parecchio tempo libero in cui si diletta a fare shopping compulsivo sul web.
Un giorno Lello comprò una tazza.
Non una tazza normale, ma una meravigliosa macchina da té di acciaio spazzolato con un logo nero lucido che metteva bene in chiaro la sua funzione principale: TE'.
Il superpotere della tazza era il fondo in plastica con un motore elettrico, a cui era applicata un'elica per risparmiare a Lello la fatica di mescolare lo zucchero depositato sul fondo.
Questo magnifico esemplare di tecnologica cinese era costata a Lello mezza giornata del suo sudato stipendio e il giorno in cui la portò in fabbrica era entusiasta di mostrare ai colleghi il suo ultimo acquisto, bullizzando per bene i poveracci che giravano con le dozzinali tazze di ceramica.
Giunto all'ora della merenda, Lello prese la sua nuova tazza fiammante e disse: "vado a farmi un te'!".
Un collega, sicuramente invidioso, lo apostrofò con sdegno: "Lello, non mettere la tazza nel microonde!".
Lello guardò il poveraccio con superbia e rispose beffardo: "Ah ah!", piegando la testa con la spocchia di chi è superiore, perché nessuno possiede una tazza come la sua.
Lello riempì la tazza di acqua e la mise ovviamente nel microonde.
La tazza cominciò a mostrare i suoi super poteri, prima emanando scintille e poi, dopo qualche secondo, emettendo la fumata giallastra tipica della plastica fusa.
La puzza si sparse immediatamente in tutta la fabbrica, tanto che qualcuno pensò di azionare l'allarme anti incendio.
Presto però la tragedia fu chiara a tutti: la tazza di Lello si era sciolta e aveva lasciato questo mondo senza nemmeno avere mescolato un tè.
Lello era affranto come se avesse perso un parente.
Guardava la sua tazza di acciaio con il fondo fuso, come se fosse stato tradito, come se la sua mezza giornata di lavoro fosse stata spesa invano.
Subito però gli venne in testa l'idea del secolo e disse alla squadra accorsa per aiutarlo: "domani la porto da un elettricista!"
Tutti si guardarono allibiti, in un attimo infinito di esitazione, ma qualcuno finalmente riuscì a mettere Lello di fronte alla cruda realtà: "ma che cazzo porti dall'elettricista, buttala nel bidone va' che ci appesta tutti!".
Così Lello, deluso e contrito, con le lacrime agli occhi, fu costretto a compiere il fatidico gesto: gettare la sua nuova fiammante tazza nella spazzatura".
Trimon'!
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