27 novembre 2008

Islam e dignità della Donna.

Ricevendo la mailing list di Paolo Mantellini, un professore in pensione conosciuto nel mio ultimo viaggio in Israele, trovo spesso degli spunti piccanti e politicamente scorretti sull'Islam e le sue contraddizioni, ovvero sul rapporto, forse inconciliabile, tra l'Islam e la modernità, soprattutto quando si tratta del ruolo della donna nella società.

E' pur vero che anche la religione cristiana discrimina di fatto le donne, ma fortunatamente nell'Occidente si sono creati degli stati laici in cui la donna si è emancipata a tal punto da poter ricoprire qualsiasi carica di responsabilità e da avere una libertà pressoché assoluta negli usi e nei costumi.

Da questo punto di vista anche lo Stato di Israele è abbastanza dicotomico in quanto la religione ebraica discrimina la donna (emblematico è il Muro del Pianto, dove donne ed uomini sono separati e le donne sono relegate ad uno spicchio insignificante), mentre lo Stato garantisce pari diritti e doveri.

Tutto questo non succede nell'Islam dove si sta tornando, quasi ovunque, verso regimi confessionali ed il ruolo della donna viene sempre più umiliato.

Vediamo dunque come risponde un musulmano ad una foto con titolo spiritoso ed ironico di una bagnina islamica:

BURQINI


La risposta islamica:

Non è l'Islàm che si "modernizza", dato che l'islàm, essendo eterno, è , oggettivamente, moderno in ogni epoca!!!!!! E' la signorina, di cui alla foto, che si è " modernizzata" in senso soggettivo (leggi: fuoriuscita dall'Islàm), immettendosi in un' attività, quella della bagnina, che non trova riscontro nel concetto di dignità muliebre delineata dal Creatore, il Quale (avendo dato regole di esistenza a tutto ciò che ha creato) ha dettato anche un codice d'abbigliamento islamico per la donna MUSULMANA, la quale sa che nessuna creatura umana può dare della DIGNITA' MULIEBRE un concetto più alto di quello dato dal Creatore. Ma tu sai che il Creatore ha dato alla creatura umana solo il LIBERO ARBITRIO per la scelta della via che conduce all'inferno, mentre per la via che porta al Paradiso non c'è libera scelta e l'ISLAM è la scelta obbligata. Meglio sottomettersi al suggerimento del Creatore che seguire quello della creatura. E concludo parafrasando il Corano: " La dritta te l'ho data per la salvezza dal fuoco, però sei libero di non seguirla, grazie al fatto che sei stato dotato ( dal tuo Creatore) di libero arbitrio per le scelte diverse.

Non servirebbe neanche commentare un tale pezzo di assoluta idiozia, in cui si vorrebe spiegare che fare la bagnina conduce la donna all'Inferno!

Per quel che mi riguarda sono sempre più attonito di fronte a queste derive religiose; sono contento di vivere in uno Stato laico e combatterò per difenderne la laicità, soprattutto da gente di questo tipo, siano essi idioti musulmani, cristiani o di qualsiasi altra religione terrestre.

24 novembre 2008

I Migliori Video della Nostra Vita (#2)

Ecco un'altra chicca trovata su YouTube che vale la pena di essere pubblicata.
Ci racconta in maniera impeccabile il sabato sera di una qualsiasi comunità tedesca.
In pratica suonano, magnano, ma soprattutto bevono e si divertono in maniera alquanto grottesca e macabra.
Da notare le bretelle arancioni del tipo che cerca in tutti i modi di scolarsi una grappa, la pianola tascabile del protagonista e l'eccitantissimo balletto finale.
Il ritmo travolgente e la melodia dello xilofono deliziano impagabilmente il nostro udito.
Tedeschi: se non ci fossero, bisognerebbe inventarli!


22 novembre 2008

Lo Statalismo Non è la Risposta!

L'attuale crisi finanziaria mondiale, ha messo a nudo i problemi del capitalismo moderno ed i limiti del "Mercato" soprattutto nel trovare endogenamente le risposte alle proprie degenerazioni.
In questo contesto, ad una situazione seria e grave, si tende a dare una risposta assolutamente sbagliata ed inefficace che, nel lungo periodo, darà più problemi di quelli che intende risolvere, in particolar modo in Italia.
Da un po' di tempo, in tutto il mondo occidentale si sta parlando di "Statalismo", ovvero del ritorno in prima persona dello Stato nella economia, sia come regolatore, sia come attore economico.
Il piano Poulson è stato emblematico da questo punto di vista: lo Stato americano, per salvare il sistema finanziario, ha acquisito con i soldi dei contribuenti la proprietà delle maggiori banche ed assicurazioni degli Stati Uniti, le quali, negli scorsi anni, avevano contribuito in maniera rilevante alla crescita del PIL americano con i loro grandi profitti.
Si è dunque instaurata la convinzione che il Mercato va bene quando si tratta di creare ricchezza, mentre lo Stato deve intervenire per coprire le perdite e le lacune del sistema (esattamente quello che è avvenuto in Italia nella vicenda Alitalia)!
In America sono stati i repubblicani più conservatori a criticare il piano Poulson perché vi si intravedevano gli estremi di una deriva bolscevica. Un rappresentante della Georgia, Paul Broun, ha definito senza mezzi termini il piano Poulson "una grossa merda di vacca con un dolcetto in mezzo" ed alla prima votazione il piano è stato respinto con ben 133 voti contrari tra le fila repubblicane, che dovrebbero sostenere l'amministrazione Bush.
Obama ha già dichiarato che, appena diventato presidente, concederà degli incentivi alla grande industria americana dell'automobile, la quale però, bisogna ricordarlo, non è in crisi solo congiunturale, ma naviga in cattive acque da decine di anni, a causa di errori macroscopici nel management, i quali hanno portato ad un costo orario del lavoro che in GM è quasi il doppio rispetto alla Toyota, azienda giapponese che produce auto direttamente sul suolo americano (70$ a 40$).
Viene da chiedersi se degli aiuti statali possano veramente aiutare in questo contesto o se si configurino solo come un tampone in una falla che giocoforza tende ad ingrandirsi.
In Inghilterra Gordon Brown ha agito nello stesso identico modo, nazionalizzando alcune grandi banche in difficoltà e preparandosi ad aiutare altri settori produttivi.
In Italia sia la sinistra, che è sempre stata statalista, sia la destra sembrano voler imboccare con decisione la via del ritorno all'ingerenza statale nel mercato.
Per la sinistra italiana, come già ricordato, questa non è affatto una novità, poiché ha sempre considerato il pubblico impiego come un centro di assunzione indiscriminata di tutti coloro che non riuscivano a trovare lavoro altrove, creando così il mito del "posto statale", fisso, senza controlli, senza possibilità di licenziamento, in cui si può fare tutto ed il contrario di tutto perché, una volta ottenuto, non si deve rendere conto a nessuno, basta votare nel "modo giusto" alle elezioni.
Purtroppo la sinistra italiana, od almeno quella riformista, non è mai riuscita a fare un deciso passo avanti in questo senso e si ostina a combattere battaglie di pura retroguardia. Se guardiamo invece alle sinistre di successo, possiamo chiaramente notare che dalla Gran Bretagna all'Australia, c'è stata una svolta nelle politiche a favore del mercato e degli scambi che hanno promosso una forte crescita delle suddette nazioni.
Per quel che riguarda la destra italiana, si può affermare senza tema di smentita che Berlusconi non è né liberale, né liberista, ma si è dimostrato un mero populista, una banderuola che gira a seconda del vento sempre in cerca del consenso.
Fino a poco tempo addietro, il Cavaliere e la sua banda si dichiaravano a favore del libero mercato ed accaniti sostenitori della deregulation, oggi sono diventati tutti statalisti ed assertori dell'intervento dello Stato nell'economia e nella regolamentazione del mercato. Una vera rivoluzione copernicana!
Ma torniamo al tema principale: perché noi italiani non possiamo permetterci di tornare statalisti?
  • In primis perché solo gli stati che si sono sviluppati in maniera virtuosa in tempi di vacche grasse, oggi possono permettersi di spendere soldi pubblici per reagire alla crisi. Noi italiani purtroppo abbiamo attuato una politica viziosa che ha finanziato lo sviluppo con il debito pubblico tanto che, ad oggi, ci ritroviamo con uno dei debiti pubblici più alti al mondo. Chi dobbiamo ringraziare per questa situazione? Quasi tutti i governi repubblicani, ma in particolare gli anni d'oro della "Milano da Bere" della buonanima di Bettino Craxi, i cui collaboratori, Brunetta su tutti, oggi danno lezioni di liberismo e provano a convincerci di essere i castigatori di un sistema che proprio loro hanno contribuito a creare!
  • Il Debito Pubblico è dunque la nostra vera palla al piede, sia perché ci costa uno sproposito in interessi, sia perché ci ricorda il fallimento italiano delle politiche neo-keynesiane, che sono spesso degenerate in carrozzoni costosissimi ed inefficaci come la famigerata Cassa per il Mezzogiorno. Queste politiche, soprattutto al Sud, hanno creato un sistema clientelare e parassitario, che ha tagliato le gambe all'imprenditoria. Una imprenditoria sempre costretta a fare i conti con le mafie e con il sistema delle tangenti ai politici. Il risultato è evidente e sconcertante: hanno fatto più passi in avanti i tedeschi dell'Est in meno di 20 anni di riunificazione che i meridionali in 150 anni!
  • In più ci sono delle mere ragioni finanziare che non permettono, in un momento di crisi, di usare soldi pubblici. La crisi economica ha fatto calare in maniera rilevante le entrate statali: 1) il gettito IVA sta calando a causa della crisi dei consumi. 2) la diminuzione del prezzo della benzina fa diminuire le entrate che sono proporzionali al prezzo stesso. 3) con la crisi economica si prospettano numerosi licenziamenti che avranno come conseguenza la diminuzione del gettito IRPEF e l'aumento dei costi per gli ammortizzatori sociali come gli assegni di disoccupazione e la cassa integrazione. Ci si chiede come si farà a trovare soldi statali in una situazione in cui diminuiscono le entrate dell'erario ed, al contempo, aumentano le spese? L'unica soluzione è quella di aumentare ancora la pressione fiscale, aggravando ulteriormente la crisi economica.

Per questi motivi, sembra veramente impensabile ritornare a chiedere ulteriore spesa pubblica per dare fiato all'economia. Questo dovrebbero capirlo in primo luogo gli esponenti della sinistra che vedrebbero tartassati ancora una volta i loro ceti di riferimento, mentre dovrebbe, e uso volutamente il condizionale, essere scontato per una destra moderna.

Il problema è che in Italia la sinistra è guidata da un branco di incapaci, mentre la destra è una accozzaglia di populisti che invece di ricercare il rinnovamento si volgono indietro al ventennio fascista per trovare le risposte alla crisi attuale!

Finita l'analisi è giunto il tempo di dare qualche risposta ed io voglio andare in contro-tendenza: già, mentre tutti parlano di ritorno dello Stato, io propongo una vera e propria ricetta liberista!

In Italia la pubblica amministrazione è molto sovradimensionata, inefficiente e costa troppo ai contribuenti. Partiamo da qui!

Meno assunzioni e meno turn-over, riforma dei contratti del pubblico impiego per renderli più simili a quelli del settore privato e per incentivare l'efficienza, assunzioni basate sul merito e non sul tempo di attesa in code interminabili, razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni e deburocratizzazione del sistema, eliminazione degli ordini di categoria, abolizione degli enti inutili, snellimento del sistema politico centrale e periferico, responsabilizzazione dei centri di spesa.

Queste riforme liberebbero una gran quantità di risorse che potrebbero essere usate per diminuire la pressione fiscale, per finanziare le infrastrutture necessarie allo sviluppo del nostro paese e per ridare fiato ad una economia che da troppo tempo è orientata verso il declino!

19 novembre 2008

Home Sweet Home!



Dopo sei giorni di ricovero all'ospedale di Torrette di Ancona, Gaspatcho è finalmente tornato a casa ed al blog!

Un crociato in più, un menisco in meno, ma sempre il solito (nel bene e nel male) Gaspatcho!

10 novembre 2008

Nostalgia del Fascismo

Recentemente si è verificato in Italia un ritorno in auge dei nostalgici del bel ventennio della "buonanima" di Benito Mussolini.

Tremonti, il ministro dell'economia, ha chiaramente affermato di condividere gli ideali del Duce sia dal punto di vista politico, Dio-Patria-Famiglia, sia da quello economico, Italianità-Statalismo.

Ci sono stati diversi episodi simil-squadristi con irruzioni a RAI3, scritte intimidatorie sulle auto di alcuni giornalisti, picchiatori in Piazza Navona, ecc...

In più un noto calciatore del Milan, Christian Abbiati, ha espresso apertamente la sua fede fascista e la sua nostalgia per il buon regime mussoliniano.

Non si può certo negare che questo afflato nostalgico non abbia ragion d'essere e ve lo dimostrerò con queste foto d'epoca!


Sostenitori di Obama


I Primi BOT

Libertà politica assoluta


Promesse sempre mantenute

Treni sempre in orario


Luoghi di ritrovo confortevoli


Luoghi di culto sempre aperti


La Bella Milano




L'opposizione silenziosa


I numerosi turisti inglesi in Sicilia


Treni sempre in orario 2


Efficaci prodotti dell'era fascista



Soldati italiani prima della battaglia


Soldati italiani dopo la battaglia


Centri sociali


Turisti Americani


La bella abbazia di Cassino


Il Duce accolto a Milano con tutti gli onori



Come si fa a non essere nostalgici del periodo fascista?

09 novembre 2008

Rissa a Gerusalemme: Se Questi Sono Cristiani...


A volte penso che certa gente, pur vestendo la tonaca da monaco ed avendo studiato teologia, non abbia letto il Vangelo o, se l'ha letto, non l'ha capito.

All'indomani del mio viaggio in Terra Santa avevo scritto un articolo sulla "Gabbia del Cristianesimo" ovvero il Santo Sepolcro.

Un luogo in cui l'ideale cristiano di fratellanza si infrange sugli scogli della divisione tra le varie anime del cristianesimo.

Un luogo dove l'ecumenismo professato a parole dai capi religiosi, cede il passo alla divisione proprio nel punto in cui le varie confessioni vengono a stretto contatto.

In definitiva si dovrebbero vergognare di definirsi "Cristiani"!

Che tristezza infinita!

03 novembre 2008

I Have A Dream!


OBAMA PRESIDENTE
A 40 anni dalla morte di Martin Luther King, il suo sogno potrebbe avverarsi!
Dopo 8 anni di "Ciclone Bush", nettamente più devastante di Gustav e Katrina, gli USA ed il mondo intero non hanno bisogno di un nuovo comandante in capo, ma di un vero presidente che pensi a governare invece che a combattere.
Un uomo che risolva i reali problemi degli americani che, di riflesso, influenzano anche noi europei, come ampliamente dimostrato dalla recente crisi finanziaria.
Un uomo che non pensi solo a creare ricchezza, ma che pensi anche a come è distibuita questa ricchezza e che poi non debba usare i soldi dei contribuenti per coprire i buchi creati dai super ricchi (liberismo per i profitti, socialismo per le perdite).
I sondaggi danno in testa Obama anche in stati tradizionalmente repubblicani e negli stati chiave come Ohio, Florida e Pennsylvania, ma i sondaggi davano in testa JF Kerry anche nel 2004.
Chissà come influirà l'effetto razziale in un paese in cui la Casa Bianca non è chiamata così solo per il colore della vernice, ma anche per la pelle di tutti i suoi inquilini.
La speranza è grande, ma ci crederò solo quando saranno rivelati i risultati.
FORZA OBAMA, FORZA AMERICA

01 novembre 2008

The Best Video Ever!

Gaspatcho è lieto di presentarvi il miglior video musicale della storia, irraggiungibile!
  • Migliore Coreografia
  • Migliori Costumi
  • Migliore Fotografia
  • Migliori Effetti Speciali
  • Migliore Acconciatura del Protagonista
  • Migliori Risvolti dei Calzoni
Eccolo in esclusiva:




Scusate, ma da quando l'ho visto non riesco più a smettere di ridere!!!!

^_________^

30 ottobre 2008

Metodo Cossiga: i primi incidenti

Le immagini:



Il commento di Curzio Maltese:

Oggi i manganelli, a quando le prime rivoltelle?

26 ottobre 2008

Io c'ero!

photo by Viveresenigallia.it

Io c'ero.

E con me c'erano altri 30 senigalliesi (e qualcuno di fuori!) che si sono svegliati alle 7 di una domenica mattina di ottobre per ripulire la città che amano.

C'erano donne e uomini che hanno voluto dare un segnale di cittadinanza attiva, gente che, invece di stare sempre a parlare ed a lamentarsi, ha preso in mano rulli e pennelli per tinteggiare un sottopassaggio pedonale tanto frequentato quanto degradato.

Delle persone con tanta voglia di fare e senza la paura di sporcarsi le mani.

Noi ci siamo impegnati, alla faccia di dormiglioni, quaquaraquà, lamentoni, criticoni, coordinamenti civici e compagnia bella.

We Care


25 ottobre 2008

10 ottobre 2008

La Risposta del Governo ai Crac Finanziari.

Leggetevi questo articolo su La Repubblica on-line per capire come il Governo sta reagendo agli scandali finanziari di questi ultimi anni.

In pratica, stavano per inserire nel decreto salva-Alitalia, un piccolo articolo per salvare i grandi falliti italiani, ovvero Tanzi, Cragnotti e Geronzi, ecco come:

Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la
legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto
fallimentare del 1942. L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente
per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di
fallimento. Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come
nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo
chi ha determinato la crisi. Se finora lo stato d'insolvenza era equiparato
all'amministrazione controllata e al fallimento, in futuro, se la legge dovesse
passare com'è uscita dal Senato, non sarà più così. I cattivi manager, contro
cui tutti tuonano, verranno salvati se l'impresa non sarà definitivamente
fallita.

Berlusconi è senza dubbio un genio; con un piccolo capoverso in un decreto che riguarda tutt'altro sarebbe riuscito a salvare tutti i suoi compari!

Peccato che una delle poche vere giornaliste italiane, la Gabanelli (insieme a La Repubblica), si sia accorta della cosa e l'abbia denunciata.

Da Berlusconi sono venute le solite lacrime di coccodrillo, seguite dai soliti, non c'ero, non sapevo, ero in discoteca od al beauty-farm.

Tremonti ha addiritturta minacciato le dimissioni, nel caso in cui l'articolo venga approvato.

Ridicoli.

Firma contro il Lodo Al-Capone!

Una firma contro questa masnada di ladri, truffatori, corruttori che si auto-immunizzano impunemente per assicurarsi dalle loro malefatte.

Gente che usa il parlamento per risolvere i propri problemi giudiziari.

Diciamo Basta!
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI


Senigallia, Corso 2 Giugno, 11/10/2008 ore 10,00-20,00

07 ottobre 2008

Reato di Omertà!

Un nuovo omicidio a Casal di Principe, la patria del clan camorrista dei casalesi, nonostante la presenza dell'esercito, i paracadutisti della Folgore ed i proclami altisonanti di Maroni e La Russa.

E' stato ucciso Stanislao Cantelli, un anziano colpevole di essere lo zio di due camorristi pentiti, Luigi ed Alfonso Diana, i quali, con le loro rivelazioni hanno permesso l'arresto di Francesco Schiavone, altrimenti noto come Sandokan.

Il Cantelli aveva rifiutato la protezione dello Stato dopo le confessioni dei nipoti e così è stato ucciso da un gruppo di fuoco dei casalesi dentro al circolo ricreativo del centralissimo Corso Umberto.

La notizia non sarebbe così sconvolgente; si pensa al solito regolamento di conti della camorra, come spesso avviene in casi di pentitismo.

Quello che mi fa davvero arrabbiare è che l'omicidio è avvenuto in un circolo con molti avventori in un centro città affollato di persone, ma, come al solito, nessuno ha visto e sentito nulla!

I sicari sono infatti arrivati in moto, sono entrati nel circolo, hanno sparato 18 colpi sul Cantelli e sono fuggiti senza che nessuno si sia accorto di niente.

L'ennesimo caso di sordo-muto-cecità momentanea plurima che spesso colpisce gli abitanti del Sud Italia durante episodi di mafia, camorra e simili.

Nessuno c'era, e se c'era non ha sentito nulla, non ha visto nulla e non ricorda nulla.

Questa è l'OMERTA'!

Questo è il modus vivendi che fa propsperare la criminalità organizzata!

Questo è lo scandalo vero che colpisce il Sud e da cui i meridionali dovrebbero finalmente emanciparsi!

Questa è la maledizione che rende inutile ogni lotta alla criminalità, sia tramite le forze dell'ordine, sia con la magistratura, con l'uso dell'esercito o con qualsiasi altro mezzo.

Nell'attesa che il Meridione si emancipi finalmente da questa piaga, lo Stato deve però prendere delle decisioni forti per combattere gli omertosi, ovvero si deve introdurre il reato di Omertà!

In fondo gli omertosi commettono il reato di favoreggiamento personale per cui chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dai casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno ad eludere le investigazioni dell’autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni.

La condotta tipica è rappresentata da ogni comportamento, anche negativo, sufficiente a depistare o escludere le indagini di polizia non richiedendo la norma di fattispecie l’effettività materiale dell’azione.
Oggetto dell’attività penalmente rilevante è il comportamento, cosciente e volontario, posto in essere dal reo destinato all’intralcio dell’attività investigativa e finalizzato all’aiuto dell’autore materiale di un altro reato.

La definizione codicistica di “aiuto” comprende non solo le condotte finalizzate alla creazione di barriere ostative alle indagini ma anche quelle di natura puramente omissiva; dunque comportamenti quali il silenzio, la reticenza e la mendacità sull’identità del colpevole sono idonei ad integrare il reato in oggetto.

Nei casi di omicidio bisognerebbe rafforzare la pena con delle aggravanti specifiche ed i magistrati dovrebbero procedere più spesso contro chi fornisce il suo aiuto omissivo ai mafiosi .

Insomma, tutti auspicano che la piaga dell'omertà venga eliminata volontariamente dai cittadini meridionali, ma nell'attesa, lo Stato deve intervenire in maniera decisa punendo anche gli omertosi.

Certo, con questo governo, la mia sembra una pia utopia, poiché il nostro presidente del consiglio considera "un eroe" un mafioso pluri-pregiudicato come Mangano...

La speranza è comunque l'ultima a morire!!

06 ottobre 2008

Il Papa e la Crisi Finanziaria (analisi e soluzione).

Siamo ormai assuefatti alle lezioni del Papa in ogni campo dello scibile umano ed in ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana: dalla eutanasia alla fecondazione assistita, dalla sessualità al creazionismo, dalla bioetica alla politica, ma c'era un campo in cui il capo del Vaticano non aveva ancora pontificato: la finanza.

Ebbene oggi Papa Ratzinger ha colmato questa lacuna con un sapiente intervento che ci illumina sulle cause della recente crisi finanziaria e sulle modalità per uscirne!

Intanto Benedetto XVI ci spiega che i soldi sono dei beni sfuggenti: "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine".
In questo il Vaticano ha una buona esperienza visto che lo IOR, la banca di Ratiznger, è specializzata nel far sparire soldi sporchi e di farli ricomparire puliti (prima banca mondiale per il riciclaggio di denaro) fin dai tempi dei Calvi e del fallimento del Banco Ambrosiano.
Evidentemente il Papa sa di cosa parla!

Poi biasima chi "costruisce solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i soldi", mentre "Solo la parola di Dio è una realtà solida".
Ci sarebbe solo da chiedergli perché allora il Vaticano ha una sua banca e perché ha bisogno di quasi un miliardo di Euro all'anno dallo Stato italiano, dato che hanno già la solidità della parola di Dio!

Ma la perla, Papa Ratzi, la riserva per il finale: "Apparentemente queste sono le vere realtà, ma questa realtà prima o poi passa: vediamo adesso nel crollo delle grandi banche, che scompaiono questi soldi, che non sono niente. Di per sè tutte queste cose che sembrano la vera realtà sono solo realtà di secondo ordine e chi costruisce su questo costruisce sulla sabbia. Solo chi si affida alla parola di Dio, costruisce sulla roccia".
Ebbene il pensiero del nostro buon promotore finanziario è chiaro: smettete di gettare soldi nelle banche e nella finanza!
La parola d'ordine è costruire su qualcosa di solido, ovvero investire nell'edilizia per superare la crisi finanziaria!
Il nuovo Dio della finanza è dunque il MATTONE e c'è da fidarsi di Ratzinger, poichè lui ha una linea diretta con l'altissimo, che per definizione è onniscente e che conosce il futuro, anche quello dei mercati!

01 ottobre 2008

Un ottobre senza Yankees!

E' arrivato ottobre e dunque si è conclusa l'ennesima stagione regolare delle Major Leagues del baseball americano.
Le novità fondamentali per un tifoso di baseball della grande mela sono essenzialmente due:
  • Lo Yankee Stadium, il tempio del baseball newyorkese fondato sulle vittorie dell'era di Babe Ruth (non a caso era soprannominato "the House that Ruth Built"), ha visto la sua ultima partita e verrà presto demolito dopo tre quarti di secolo di onorata carriera e dopo aver fatto da cornice alla squadra più vincente della storia. Allo Yankee Stadium sono passati tutti i nomi più leggendari del baseball professionistico: da Babe Ruth a Joe di Maggio, Lou Gehrig, Roger Maris, Mickey Mantle, Yogi Berra, fino alla mitica squadra di Joe Torre dominatrice della fine degli anni '90 con i vari Derek Jeter, Roger Clemens, Andy Pettitte, Bernie Williams e Mariano Rivera. Pagine indimenticabili sono state scritte nel tempio del Bronx, dove sono state assegnate 16 world series e dove l'8 ottobre 1956, Don Larsen ha lanciato la sua partita perfetta nella gara 5 di finale tra gli Yankees ed i Brooklin Dodgers. Una storia durata 75 anni, dal 18 aprile 1923 con la partita tra Yankees e Red Sox (4-1 per i Bronx Bombers), fino al 7-3 con cui i deludenti Yankees del 2008 hanno battuto i Baltimore Orioles. Al posto del vecchio stadio, che diventerà presto un parcheggio, è stata costruita una nuova struttura da 1,8 miliardi di dollari. Un gioello tecnologico che però non avrà mai l'aura storica della "casa di Babe Ruth".


  • La seconda infausta novità sarà l'assenza degli Yankees dai play-offs dopo ben 13 stagioni consecutive, la seconda striscia all-time dopo le 14 apparizioni consecutive degli Atlanta Braves.
La stagione 2008 merita una attenta analisi, per comprendere quali siano stati i punti deboli della squadra di Joe Girardi, il nuovo manager dopo gli anni trionfali di Joe Torre, ma le ragioni che saltano subito all'occhio, anche senza leggere le statistiche, sono fondamentalmente 3: la debolezza sul monte di lancio, i tanti infortuni e le scarse prestazioni in battuta nei momenti topici soprattutto di alcuni giocatori come A-Rod, cun un numero impressionante di lob (eliminazioni con i corridori in 2a e 3a base).

La mancanza di partenti è stata un assillo fin da subito, quando il miglior partente degli ultimi due anni, Chien Mien Wang ha chiuso la sua stagione per infortunio dopo aver lanciato solo 95 innings (8w-2l, ERA 4.07).
Solo Mike Mussina ha avuto una stagione da asso, lanciando per più di 200 innigs ed ottenendo ben 20 vittorie a fronte di 9 sconfitte con una media ERA di 3.37.
Per il resto Pettitte ha alternato buone prestazioni ad un finale di stagione in netto calo, chiudendo con 14w e 14l ed una ERA di 4.54, un po' poco per il numero 2 della rotazione.
La speranza del popolo Yankee era stata riposta tutta sul giovanissimo Joba Chamberlain, il quale, partito come rilievo, ha dimostrato di essere una macchina da strike-out ed ha guadagnato sul campo il ruolo di partente. Peccato però che un infortunio lo abbia bloccato sul più bello, dopo solo 12 partenze con 4w e 3l, ma una media ERA di 2.60 e con 118 k a fronte di sole 39 basi ball. Un pitcher eccellente che avrà un ruolo fondamentale nella rotazione dei bombers del prossimo futuro!
Per il resto è buio pesto. Girardi ha cercato invano altri pitchers affidabili, ma i vari Ponson, Rasner, Kennedy, Hughes e compagnia bella, hanno fatto veramente piangere e ci sono costati la post season.
Anche il reparto dei rilievi non è stato all'altezza nonostante le acquisizioni estive e infra-stagionali, mentre l'unica certezza è il solito Mariano "mister automatic" Rivera, il quale ha inanellato un'altra stagione mostruosa con 39 salvezze su 40 tentativi ed una ERA di 1.40!

Per quello che riguarda gli infortuni, ho già parlato di quelli di Wang e Chamberlain, assolutamente fondamentali per la stagione di New York, ma nel 2008 sono stati praticamente tutti in infermeria: dai cronici come Pavano, fino ad A-Rod, Posada e Matsui , ma sicuramente dimentico qualcuno.

La dirigenza, come al solito, non ha badato a spese per rimpiazzare i battitori infortunati, mentre ha lesinato proprio tra i pitchers, il ruolo meno coperto.
Penso che il boss Steinbrenner ed il suo braccio destro, Cashman, avessero già messo in conto una stagione di ricostruzione ed abbiano risparmiato i soldi per fare dei colpi grossi nella off season dove si dovrà accasare gente del calibro di CC Sabathia, il pitcher che ha portato praticamente da solo i Brewers ai play-offs.

La terza causa menzionata è la mancanza di clutch hitters, ovvero dei battitori da momenti importanti.
Le statistiche di squadra in battuta sono molto buone: gli Yankees sono infatti nella top ten delle majors per media battuta (settimi con .271), home runs (decimi con 180), valide (ottavi con 1512), ma sono mancati come al solito nei momenti fondamentali, nelle partite decise da pochi punti e, soprattutto, le statistiche di alcuni giocatori, tra cui A-Rod, calano drasticamente negli ultimi innings, quando la partita si fa calda.
Quella che era la forza della squadra degli anni novanta, è la perenne debolezza di quella attuale.

Se vogliamo aggiungere un'altra causa alla serie che ho già elencato, si può inserire l'annata strepitosa di Tampa Bay, una squadra considerata un materasso, ma che ha sovveritito ogni pronostico andando addirittura a vincere il pennant della American League East, piazzandosi davanti sia agli Yankees che ai Red Sox.

Dopo tutto quello che ho ricordato, gli Yankees hanno comunque ottenuto ben 89 vittorie, che le sarebbero state sufficienti a vincere alcune divisioni come la AL Central o la NL West.
Purtroppo però la strepitosa annata dei Rays e la solidità dei Red Sox hanno impedito il 14esimo viaggio consecutivo in post season.

Peccato, ci sarà da lavorare in questo inverno per rinverdire i fasti dei Bronx Bombers, ma a Steinbrenner non mancano certo i soldi (gli Yankees hanno di gran lunga il più elevato monte stipendi della lega) e in giro ci sono degli ottimi pitchers da mettere sotto contratto!

Qualche altra curiosità in giro per la lega:
-le delusioni dell'anno sono stati i soliti New York Mets, fuori dopo il consueto harakiri di fine stagione ed i Cleveland Indians, passati dai fasti del 2007, in cui sfiorarono le world series, al modesto terzo posto nella AL Central di quest'anno, senza dimenticare le finaliste della National League del 2007, i Colorado Rockies, i perdenti delle ultime world series, e gli Arizona D'Backs, che non sono arrivate neppure ai play-offs.
-le sorprese sono state senza dubbio i Tampa Bay Rays, che vanno per la prima volta nella loro storia ai play-offs ed i Milwaukee Brewers, che non facevano un viaggetto in post seaseon dai primi anni '80.

Gli accoppiamenti dei play-offs saranno i seguenti:

American League:

Tampa Bay Rays-Chicago White Sox: sulla carta i Rays sembrano stra-favoriti, ma non hanno alcuna esperienza di post season, mentre la squadra di Ozzie Guillen ha vinto il titolo appena tre anni addietro. I Rays hanno un migliore reparto di lanciatori, mentre i White Sox hanno un lineup potenzialmente devastante. Il mio pronostico va per Chicago in 4 partite.

Los Angeles Angels-Boston Red Sox: sarà la mia atavica antipatia per Boston, ma vedo favoritissimi gli Angels, l'unica squadra ad aver raggiunto le 100 vittorie in stagione e che ha dato dimostrazione di essere un gradino al di sopra di tutte le altre. Los Angeles in 3.

National League:

Chicago Cubs- Los Angeles Dodgers: i Cubs hanno la potenzialità per arrivare fino in fondo quest'anno, superando l'ultima maledizione che aleggia nel mondo del baseball. Negli ultimi anni si sono sciolti come neve al sole in post season, ma dubito che i Dodgers possano essere un duro ostacolo per la squadra del North Side di Chicago. Cubs in 4.

Philadelphia Phillies-Milwaukee Brewers: questa è senza dubbio la sfida più serrata del bracket. I Phillies sembrano una squadra più quadrata, ma forse Milwaukee ha qualcosa di più sul monte di lancio. Nel pronostico vado molto per simpatia, Milwaukee in 5.

Non resta che goderci questo finale di stagione, purtroppo senza Yankees, aspettando qualche grosso colpo nella off-season e preparandoci per la prima stagione senza Yankee Stadium.

Buon baseball a tutti i lettori!

25 settembre 2008

Dica 33!



Azz, ho già un terzo di secolo, incomincio a sentirmi vecchio!

L'unica nota positiva è che ho ancora 32 anni da vivere prima di entrare nelle grinfie di Redz!

P.S. per i puritani della matematica: il resto mancia!!!

20 settembre 2008

Breccia di Porta Pia, la fine dello Stato della Chiesa


20 settembre 1870: con la breccia di Porta Pia, i Bersaglieri pongono fine al potere temporale dei Papi e consegnano Roma al neonato stato italiano.

Una ricorrenza che è bene celebrare per ricordarci che stiamo ancora vivendo in uno stato laico!