18 maggio 2008

It's the End of the World as We Know It!


  1. L'Inter riesce a vincere uno scudetto senza penalizzare o mandare in B gli avversari.
  2. Del Pippero è capocannoniere del campionato.
  3. Il Milan non va in Champions League.
  4. Mancini fa finalmente una mossa giusta (inserendo Ibra) dopo 10 anni da allenatore.
  5. La società nerazzurra ha finalmente prodotto un italiano veramente forte (Balotelli).
Il Mondo sta cambiando, manca solo che Berlusconi governi bene e poi potremo dire di avere visto davvero tutto!

15 maggio 2008

W Di Pietro, W Travaglio!

Ho ascoltato con interesse il dibattito parlamentare sulla fiducia al terzo governo Berlusconi, in cui ho percepito 3 cose fondamentali:
  1. Berlusconi, dopo la larga e schiacciante vittoria elettorale, si può permettere di tutto, ben sapendo che la sua maggioranza è talmente ampia da non aver alcun bisogno di dialogare con una opposizione, ancora rintronata dalla sconfitta, che non sa bene che pesci prendere. Una tale potenza della maggioranza ed una altrettanto grande debolezza dell'opposizione, fa si che Berlusconi possa comportarsi da "imperatore" imponendo la sua pax. La destra farà quello che ha promesso in campagna elettorale e la sinistra deve adeguarsi, meglio se con le buone maniere.
  2. Veltroni ha dimostrato grande debolezza, sicuramente non degna di una leadership che vuole avere ambizioni maggioritarie e di governo. Se ci sono delle differenze tra PD e PDL, lui deve farle sentire in maniera forte e non con quel balbettio a cui ci ha abituato dall'indomani delle elezioni del 13-14 aprile.
  3. Di Pietro ha perfettamente interpretato il mio stato d'animo, promettendo una opposizione forte, rumorosa ed intransigente. Questo non significa fare le barricate od intraprendere misure ostruzionistiche su ogni provvedimento del nuovo governo, ma neanche farsi seppellire dal peso politico e mediatico di Berlusconi.

Questi anni saranno decisivi in un bivio tra il rilancio dell'Italia o il suo definitivo declino.

Il governo Berlusconi si presenta forte e pronto ad affrontare le sfide che si presenteranno nel prossimo futuro, lo sia anche l'opposizione.

Una opposizione non pregiudiziale, ma neanche sottomessa, che difenda gli interessi del paese e che evidenzi con forza gli errori e le promesse non mantenute (ho in mente la vicenda Alitalia).

In questo contesto ha grande rilevanza il ruolo dell'informazione: il conflitto di interessi in Italia non interessa nessuno, ma un paese con un sostanziale monopolio sulle reti televisive, sulla carta stampata e con una così forte maggioranza politica, rischia veramente un corto circuito democratico.

Delle voci forti e fuori dal coro sono necessarie per uscire dall'omologazione dell'ortodossia.

E' quindi incredibile che sia la destra sia la sinistra si scaglino sulle denunce di Travaglio che non mi sembrano diffamatorie (visto che nessuno lo denuncia) e sono documentate.

Come al solito però, in Italia si discute del denunciante ignorando bellamente le denunce, un comportamento abbastanza paradossale che non fa ben sperare sull'atteggiamento dell'informazione verso il Berlusconi Ter.

Speriamo non si ripetano gli editti bulgari, i licenziamenti politici e che il giornalismo faccia il suo dovere insieme all'opposizione parlamentare.

Nel frattempo W Di Pietro e W Travaglio!

09 maggio 2008

Ignoranza e Pregiudizi su Israele e Palestina.

In un post sul blog a Sangue Freddo, Gelo Polare ritorna a giustificare il boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro di Torino, spiegandoci che Israele non è il paese più democratico del Medio Oriente e che la colpa di tutti i problemi mediorientali è proprio degli israeliani che ammazzano e reprimono la libertà dei poveri palestinesi.

Credo proprio che Gelo Polare non conosca bene la storia degli ultimi 100 anni della Palestina e neanche la situazione politica attuale del Medio Oriente.

Innanzitutto Israele non è “lo stato più democratico del Medio Oriente”, ma l’ UNICO STATO DEMOCRATICO del Medio Oriente (per la verità c’è pure la Turchia che però ha una sua storia peculiare perché non è uno stato arabo e perché è un alleato dell’Occidente sin dai tempi di Ataturk) ed è l'unico stato in cui le decisioni del governo vengono discusse e criticate ed in cui le azioni sbagliate dell'esercito vengono denunciate proprio dalla libera stampa e dall'opinione pubblica.

Gli stati che circondano Israele sono:
  • Siria: dittatura con legami molto stretti con i terroristi del partito di Dio, gli sciiti di Hezbollah, una delle tante sigle che ha come obbiettivo l’eliminazione fisica dello stato di Israele. I miliziani di Hezbollah fanno la guerra ad Israele dal Libano per conto dei siriani, i quali preferiscono una guerra asimmetrica ad uno scontro diretto con gli israeliani. I missili che cadono sul Nord di Israele, provengono dalla zona controllata da Hezbollah, che oggi è presidiata dal contingente ONU guidato dall’Italia.
  • Libano: il Libano è uno stato formalmente democratico in cui le tre principali etnie, cristiani maroniti, sciiti e sunniti, si dividono le poltrone secondo una costituzione che prevede una spartizione etnica e non politica del potere. In questo contesto l'influenza dei siriani ha comportato il predominio di fatto di una sola fazione, gli sciiti di Hezbollah, i quali hanno sempre detenuto il potere grazie alle armi di Damasco. Le notizie che ci pervengono da Tripoli sono inquietanti e si sta delineando un conflitto armato tra il governo in carica e la fazione sciita.
  • Egitto: dittatura paternalistica e personalistica di Mubarak, il quale dopo le cocenti sconfitte egiziane nelle guerre pan-arabe contro Israele (’49-’67-’73), ha deciso di firmare una pace bilaterale con lo stato ebraico.
  • Giordania: monarchia assoluta ereditaria. Re Husseyn ha ucciso parecchie migliaia di profughi palestinesi che si erano rifugiati in Giordania dopo la disfatta del ‘67. La persecuzione dei palestinesi fu esercitata perché i profughi stavano destabilizzando il potere e mettevano in pericolo la monarchia. Sostanzialmente in buoni rapporti con Israele e con l'Occidente.
  • Iraq: fino a 5 anni fa, l'Iraq era governato dalla dittatura sanguinaria di Saddam Hussein, il quale aveva come obbiettivo prioritario la distruzione di Israele. Chi non ricorda il lancio di missili Scud durante la prima “Desert Storm”? Oggi non sappiamo bene cosa sia l’Iraq, ma per definirlo uno stato francamente democratico serve una buona dose di ottimismo.
  • Iran: dittatura teocratica di stampo marcatamente fascista. Il leader del governo non smette un attimo di ricordare che il suo fine ultimo è la distruzione di Israele.
  • Arabia Saudita e sultanati vari: monarchie assolute con pesanti discriminazioni religiose e razziali, i sauditi sono anche i maggiori finanziatori del terrorismo islamico (Osama Bin Laden è un saudita).


Il quadro è abbastanza desolante e non credo sia molto rilassante essere circondati da stati che hanno come obbiettivo la tua distruzione!

In tutto questo contesto si inserisce la questione dei palestinesi.

Intanto nel 1947, l’ONU, tramite la risoluzione 181, aveva stabilito la divisione della Palestina in due stati indipendenti, uno per gli ebrei e uno per i palestinesi.

Accettando questa proposta i palestinesi avrebbero già avuto un loro stato da ben 60 anni, con una superficie che sarebbe stata del 60% più ampia rispetto ai confini di cui si discute attualmente.

Invece i capi palestinesi preferirono chiamare a raccolta le truppe pan-arabe (egiziani, siriani, libanesi, giordani e iracheni) che però subirono una sonora, quanto inaspettata, sconfitta da parte del neonato esercito israeliano.

Nel 1948 infatti gli israeliani stavano subendo un embargo sulla vendita delle armi da parte delle grande potenze e dovettero comprarle dall’unico paese che accettò di rifornirli: la Cecoslovacchia comunista.

Nel ‘66 Nasser e i siriani riprovarono a ributtare gli ebrei a mare, ma questi li misero fuori combattimento in soli 6 giorni.

Nel’73 gli arabi tentarono ancora, ma con i soliti risultati.

Intanto, dopo l’attentato di Monaco del ‘72, dove fu fatta una strage di atleti israeliani, cominciò la stagione del terrorismo.

Arafat e l’OLP con tutte le altre micro-sigle delle organizzazioni minori palestinesi, si rifugiarono nel Libano, dove la valle della Bekaa divenne un centro di addestramento di terroristi sotto la guida dell’intelligence sovietica.

Nel 1982 Israele fu dunque costretta ad invadere il Libano , da dove si ritirò completamente solo nel 2000, a seguito degli accordi di pace di Camp David (1992).

Camp David fu la grande occasione per un vero accordo di pace, che però Arafat non ebbe il coraggio di sottoscrivere.

Nel 1995 fu ucciso il capo di stato di Israele, Ytzhak Rabin, per mano di un estremista di destra ebreo, e sia fra i palestinesi, sia fra gli isreliani a prendere il potere furono i falchi, contrari ad ogni accordo di pace (il Likud di Sharon e Hamas).

Per questi motivi io non penso che le colpe della situazione mediorientale siano tutte di Israele e quindi non capisco perché si vogliano boicottare le iniziative di questo paese.

Si può non condividere la politica di un governo, ma certamente si deve comprendere la situazione in cui vivono gli israeliani, assediati da paesi storicamente ostili che non hanno mai riconosciuto il suo diritto ad esistere e che, ancora oggi, affermano di voler ributtare gli ebrei a mare.

Molti pensatori di sinistra pretendono che Israele riconosca, giustamente, l'esistenza dello stato palestinese, senza però pretendere che gli stati arabi e le fazioni palestinesi riconoscano il DIRITTO ALL'ESISTENZA di Israele.

Un modo di pensare abbastanza paradossale ed estremamente pregiudiziale e razzista.

Io penso che la situazione di guerra permanente in Palestina e nei paesi limitrofi non avrà soluzione a breve termine per due motivi:

  1. I paesi arabi hanno bisogno di un capro espiatorio per nascondere i loro fallimenti interni (sono gli unici paesi al mondo in cui il PIL decresce nonostante una immensa ricchezza mineraria).
  2. In Israele ci sono delle frange estremiste che auspicano il persistere di uno stato di guerra permanente perché si sentono più forti del “nemico” e non vogliono fare accordi di pace che cedano terreno allo stato palestinese.


I palestinesi sono dunque in mezzo tra un nemico, con cui non vogliono trovare un accordo di pace soddisfacente, e dei “falsi amici” che combattono le loro guerre per interposta persona, proprio per evitare uno scontro diretto con uno stato più forte militarmente e che fa sempre comodo demonizzare.

Come si può facilmente vedere, la situazione è molto più complessa di quello che Gelo Polare ed i pensatori di gran parte della sinistra italiana, vorrebbero farci credere.

Questa visione manichea del conflitto palestinese è troppo superficiale per essere realistica ed è dovuta in gran parte all'ignoranza della storia ed ai pregiudizi verso gli ebrei.

A me piace citare il titolo del libro di Benny Morris, un must per chiunque voglia comprendere a fondo il conflitto arabo-sionista: VITTIME.

Non “Buoni e Cattivi” o “Vittime e Carnefici”, solamente VITTIME.

07 maggio 2008

L'Inter dal Papa!


Per il miracolo dei due scudetti in un anno, era bastato Guido Rossi.

Per vincere uno scudetto senza penalizzare tutti gli avversari, sono andati dal Papa.

Chissà che per vincere la Champions League, il prossimo anno non organizzino un bel pellegrinaggio a Lourdes!

Obama Vince in North Carolina, Hillary si Prende l'Indiana

Ancora un turno interlocutorio nelle primarie democratiche alla presidenza USA, che conferma l'incertezza e le divisioni all'interno dell'elettorato democratico.

Obama ha infatti vinto con ampio margine (15 punti percentuali) in North Carolina, stato del Sud con ampia rappresentanza dell'elettorato afro-americano, mentre Hillary ha vinto per un soffio (neanche un punto percentuale) nello stato dell'Indiana, stato del Nord industriale, in dificoltà economica e con ampie sacche di protesta sociale.

Grazie al metodo di conteggio dei delegati, adottato dal Partito Democratico, Obama aumenta il suo vantaggio su Hillary, ma sicuramente nessuno raggiungerà il fatidico numero di 2025 che garantisce l'elezione alla prossima convention di Denver.

Sembra sempre più certo che dovrà essere l'establishment del partito a scegliere quale sarà il candidato da contrapporre al repubblicano John McCain ed il protrarsi di queste primarie non fa altro che avvantaggiare il candidato del GOP, che può risparmiare risorse e studiare i punti deboli del suo futuro avversario, chiunque esso sia.

Come ho già detto, l'elettorato democratico è profondamente ed insanabilemente diviso:
  • i giovani fino a 44 anni votano per Obama, gli anziani votano in massa per la Clinton.
  • il Sud vota per Obama, il Nord per la Clinton.
  • le città preferiscono Obama, le zone rurali la Clinton.
  • gli afro-americani votano in massa per Obama, gli altri gruppi razziali, in una sorta di invidia etnica, stanno con la Clinton, mentre l'elettorato bianco si divide sostanzialmente a metà.
  • I più istruiti votano Obama, quelli con un livello scolastico più basso stanno con Hillary.
  • I ceti più agiati votano Obama, i ceti più in difficoltà votano Clinton.

Il quadro appare abbastanza inquietante e non vorrei essere nei panni di chi dovrà fare la scelta del candidato, visto che ormai appare quasi scontato che il voto popolare non sarà decisivo.

Gaspatcho da tempo sostiene la candidatura di Barak Obama, ma ho una strana sensazione: se Obama dovesse farcela temo che molti sostenitori di Hillary voteranno per il candidato repubblicano, John McCain.

03 maggio 2008

Isarele Si, ma Senza Bandiera!


Al prossimo salone del libro di Torino, l'ospite d'onore sarà lo stato di Israele per festeggiare i suoi 60 anni di vita.

Come al solito però, le polemiche di casa nostra hanno rovinato l'iniziativa:

  • alcuni gruppi come Free Palestine hanno già indetto delle manifestazioni di protesta contro gli organizzatori della fiera con lo slogan: "Da che parte stare noi lo sappiamo, boicotta Israele, sostieni la Palestina"

  • da sinistra sono arrivate critiche anche a Fausto Bertinotti che ha comunque deciso di partecipare alla fiera.

  • in un primo tempo la prefettura aveva deciso di vietare l'esposizione della bandiera dello stato di Israele, per motivi di ordine pubblico, ma sembra che il divieto sia stato rimosso.

In questo clima di "sinistra" ostilità verso lo stato di Israele, Gaspatcho ha deciso di esporre il vessillo con la stella di David in prima pagina, per dimostrare che c'è una parte di elettori di sinistra che non si riconosce nell'odio verso uno stato democratico ed amico dell'Occidente, sempre in prima linea nella lotta contro il fascismo teocratico ed il terrorismo fondamentalista.

Gaspatcho aderisce anche alla iniziativa del Riformista che l'8 maggio uscirà in edicola avvolto nel vessillo israeliano.

Invito tutti i lettori ad andare in edicola ad acquistare il suddetto giornale per far sentire la nostra voce!



Ecco una immagine che non viene da Gaza o dalla Cis-Giordania, ma da piazza San Carlo, Torino, Italia.

Ecco i fascisti di sinistra che bruciano le bandiere americane e israeliane.

Tutto questo in Italia si può fare, mentre a disturbare l'ordine pubblico è l'esposizione delle suddette bandiere dentro i saloni della fiera del libro.

Bufera su Santoro



Ecco l'ennesima bufera su ANNO ZERO (in particolare sulla puntata del I maggio), la trasmissione di Santoro, che ha proposto stralci del V2 Day di Beppe Grillo, con il commento di Marco Travaglio e di un educatissimo e liberalissimo Sgarbi.

Petruccioli, il presidente della RAI nominato dalla sinistra, è subito intervenuto sulla vicenda con le seguenti parole:

"Giovedì sera Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".



Insomma l'informazione deve ignorare un fenomeno che, volenti o nolenti, porta centinaia di migliaia di persone in piazza, perché non ci piace ciò che dice o perché va contro l'ortodossia di pensiero imperante nel nostro paese.

Se le idee che non sono consone al pensiero unico non debbono essere diffuse dai mass media, significa che nel nostro paese non c'è più libertà di informazione!

Informare non significa condividere in toto le idee di chi parla, ma significa far sentire tutte le voci in modo che la "gente" possa farsi delle idee in maniera più compiuta, non significa censurare quello che non piace ai potentati economici e politici.

Questo dobbiamo capirlo e lottare per una vera libertà di informazione.

PETRUCCIOLI, VAFFANCULO!

Il Labour Party Affonda alle Amministrative Inglesi.


Non erano elezioni politiche, ma la tornata amministrativa inglese ha rispecchiato fedelmente ciò che è successo in Italia, in un parallelo che non può certo essere definito una coincidenza.

Innanzitutto è stato punito il governo in carica: Gordon Brown, come Romano Prodi, ha visto collassare il consenso popolare verso la sua parte politica, fino al naufragio di questa tornata elettorale.

Il Labour Party ha perso infatti ben 331 seggi e, come è accaduto anche in Italia, la guida della capitale, Londra, storicamente amministrata dalla sinistra.

Il sindaco Livingstone, detto Red Ken per il suo punto di vista molto orientato a sinistra, ha perso la guida della capitale dopo 8 anni alla City Hall, ma ha evitato di addossare la responsabilità della sconfitta al premier Gordon Brown.

Livingstone ha infatto dichiarato che le ragioni della sconfitta sono essenzialmente sue, ma una attenta analisi del risultato complessivo delle amministrative può solo confutare le sue parole, dato che la sconfitta del Labuor è stata generale ed ha interessato anche regioni storicamente "rosse" come il Galles.

Il Labour Party è passato dall'essere il primo partito inglese, direttamente al terzo posto dopo i Conservatori di Cameron (44% dei consensi) ed il Partito Liberale (passato dal 12% al 25% dei voti), ottenendo un misero 24% delle preferenze, peggior risultato degli ultimi 40 anni.

Le cause di questa sconfitta sono dunque tutte riconducibili alla leadership di Gordon Brown, l'ex cancelliere dello scacchiere di Tony Blair, che nel suo anno di governo ha mostrato un carattere molto balbettante davanti a crisi gravi come quella bancaria, con il fallimento di grandi banche come la Northern Rock ed il dissesto finanziario di molte altre.

Brown sembra affetto dalla sindrome di John Major, ovvero dall'essere un leader poco carismatico che succede ad uno di grandissimo carisma (la Tatcher nel caso di Major, Blair nel caso di Brown).

La suddetta sindrome portò alla rovina il partito Conservatore negli anni '90 ed oggi sembra che la crisi si rifletta nel partito Laburista.

Il parallelo con l'Italia sembra continuare anche nelle cause della sconfitta della sinistra: l'aumento delle tasse e le preoccupazioni sullo stato dell'economia hanno portato l'elettorato mediano a spostarsi verso la destra che però, bisogna ricordarlo, è ben diversa da quella italiana.

I Tories inglesi sono infatti un partito autenticamente liberista in campo economico e la guida di Margareth Tatcher ha risolto tutti quei problemi che ancora oggi affliggono l'economia italiana e dei paesi europei più "statalisti" come la Francia e la Germania.

In Inghilterra ci sono state infatti molte critiche negative sull'elezione di Gianni Alemanno, un ex-fascista, a sindaco di Roma e l'unico che ha preso le sue difese è stato un esponente del BNP, British National Party, Richard Barnobrook che ha dichiarato: "forse la gente, non solo nel Regno Unito, ma in tutta Europa, sta dicendo che la sua identità nazionale è stata maltrattata".

Appare chiaro che nei momenti di crisi, in Inghilterra come in Italia, alcuni cercano un capro espiatorio per i problemi del paese, invece che affrontarli.

E quale miglior capro espiatorio degli immigrati (o degli ebrei, o di qualsiasi altra minoranza)?

La grande differenza tra gli inglesi e noi italiani è che mentre loro hanno avuto grandi leaders come la Tatcher e Blair, noi ci siamo dovuti sorbire i vari Andreotti, Craxi, Prodi e Berlusconi.


24 aprile 2008

Informazione? Vaffanculo!

Inizio questo post ribadendo che non sono mai stato un fan di Beppe Grillo, né per i suoi modi di fare, né, spesso, per le sue idee.
Ma oggi, sul tema dell'informazione (o dis-informazione), sono pienamente d'accordo con il comico genovese!

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo

Basta con i giornalisti zerbini e leccapiedi dei potenti, basta con il controllo monopolistico dell'informazione, basta con le leggi vergognose per difendere uno status quo illegittimo ed illegale!

Serve una forte protesta popolare per cambiare e per dire VAFFANCULO a questo regime goebbelsiano che nasconde le notizie o le crea per i suoi scopi politici.

GASPATCHO SOSTIENE IL VAFFANCULO DAY!

Partecipa alla protesta e metti la tua firma sui referendum!

Il 25 aprile, festa della liberazione dal fascismo e dall'informazione fascista e piduista!

23 aprile 2008

Hillary Clinton stravince in Pennsylvania.


La nuova tappa di queste estenuanti primarie democratiche 2008 ha visto il trionfo, con amplissimo margine, della ex first-lady, Hillary Clinton.

Hillary ha superato di ben dieci punti percentuali il suo sfidante, Barack Obama, e ritorna prepotentemente in corsa per la nomination democratica.

In Pennsylvania, stato prevalentemente industriale, la signora Clinton ha ottenuto il 55% dei voti a fronte del 45% di Obama.

Il senatore dell'Illinois ha ottenuto un successo significativo solo a Philadelphia, la maggiore città dello stato, dove ha quasi doppiato la sua contendente (65% a 35%) ed a Harrisburg, la capitale, mentre ha perso sia a Pittsburgh, la città famosa per le sue acciaierie, a Erie, sull'omonimo lago, ed in quasi tutte le contee rurali.

In uno stato dove la popolazione afro-americana raggiunge solo il 13% del totale, Obama non è riuscito a fare breccia nell'elettorato bianco, che ha votato al 60% per la Clinton, per la quale hanno votato in massa le donne e le fasce più povere della popolazione.

Obama ha messo molto del suo per arrivare a questo risultato, con alcune gaffes abbastanza grossolane come quando ha affermato che gli operai sono ignoranti.
Ebbene in uno stato prettamente operaio, questa non mi è sembrata una tattica vincente, soprattutto per uno che sinora aveva mostrato grande sagacia.

L'ex first-lady ha invece imboccato nettamente la linea dura, comprendendo che una campagna più soft avrebbe fatto il gioco del suo sfidante.
Il messaggio contenuto negli ultimi spot non lascia alcun dubbio: se l'America è attaccata da tutte le parti, dai peggiori terroristi e dalla crisi economica, solo una persona "esperta" può guidare la Casa Bianca!

Anche le ultime dichiarazioni di politica estera sembrano voler dimostrare il carattere e la determinazione della futura presidentessa: Hillary ha infatti affermato di voler attaccare militarmente l'Iran e di farlo sparire dalla faccia della terra (we would be able to totally obliterate them) se gli iraniani continuassero nei loro piani di attacco ad Israele.
Una dichiarazione che sembra voler attirare le simpatie dei falchi filo-bushiani e, nel contempo, quelle degli ebrei americani, che sono sempre una lobby molto potente.

Il conto totale dei delegati vede ancora in vantaggio Barack Obama, ma la sfida diventa sempre più incandescente e rischia di deteriorare i rapporti all'interno del Partito Democratico.
Le alte gerarchie del partito starebbero infatti cercando una soluzione per non arrivare ancora spaccati alla Convention di Denver, facendo il gioco del già nominato sfidante repubblicano, John McCain.

Anche la scelta del partito sembra però ardua: i sondaggi danno Obama avvantaggiato in una sfida diretta con McCain, ma bisogna ricordare che la Clinton ha vinto le primarie in tutti i maggiori stati (tranne l'Illinois di cui Obama è governatore) e soprattutto ha prevalso in quelli a maggioranza storica dei democratici.

Se si fosse usato il metodo di assegnazione dei delegati usato dai repubblicani, la Clinton avrebbe già vinto a mani basse!

In definitiva anche una decisione dall'alto appare difficile ed il biasimo verso il partito sarebbe molto grande se si puntasse sul cavallo sbagliato!

Siamo a fine aprile e la contesa è ancora aperta, tutti gli scenari sono possibili e sembra molto difficile fare previsioni.
Non ci resta che osservare le mosse dei candidati ed i risultati degli stati in cui si deve ancora votare, per capire chi sfiderà McCain nelle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

Stay Tuned!

18 aprile 2008

Quello che i Giornali Italiani non Dicono

L'Economist commenta in modo duro ed inequivocabile la rielezione di Silvio Berlusconi, ovvero quello che non trovate sulla stampa italiana:

http://tiny.cc/3rwIK

Qualche traduzione per i non amanti della lingua della perfida albione:

Titolo: Mammamia

Sottotitolo: gli italiani potrebbero pentirsi di avere eletto Silvio un’altra volta.

Motivi della vittoria del Cavaliere:

1) Delusione per l’operato del governo Prodi.

2) Controllo quasi totale dei Media (The second explanation for Mr Berlusconi’s success is, as ever, his grip on Italy’s media.) dovuto anche all’incapacità della sinistra di varare leggi contro il conflitto di interessi e di riformare le leggi ad personam di Berlusconi (Nor did it reverse the mish-mash of judicial and procedural laws that Mr Berlusconi pushed through to help him stave off conviction in the myriad court cases that Italy’s magistrates have brought against him).
Secondo i giornalisti dell’Econmist, Berlusconi sarebbe INADATTO ad essere il leader dell’Italia (It was Mr Berlusconi’s conflicts of interest and his tangled web of judicial proceedings that first led The Economist to judge him unfit to be prime minister.)

3) Nonostante le pessime esperienze al governo, gli italiani credono nella “magia” di Berlsuconi che l’ha reso l’uomo più ricco del paese. (And, against all previous experience of Mr Berlusconi’s tawdry governments, many people still want to believe in the magic that made him Italy’s richest man).

L’articolo continua dicendo che in Italia è giunto il tempo di liberalizzare l’economia (non è che ci volesse una laurea per capirlo), e le ragioni dei mali dell’economia italiana sono sostanzialmente interne, mentre Tremonti e Berlusconi si ostinano a voler travare dei capri espiatori esogeni come la globalizzazione, la comunità europea, la banca centrale europea, l’Euro, ecc… ed a sostenere misure illiberali come i dazi doganali e i sussidi statali per le aziende allo sfascio come l’Alitalia.

Ma evidentemente dietro questo articolo c’è il solito complotto pluto-giudaico-massonico-stalinista che ha invaso sia i bar italiani sia i pub inglesi.

Come si può vedere, all'estero non ci criticano solo per la "monnezza" di Napoli, ma anche per quella di Roma!

17 aprile 2008

Alitalia nel Mondo!

Ecco come è conosciuta la nostra compagnia di bandiera nel mondo!

Always
Late
In
Take-off,
Always
Late
In
Arrival!

La traduzione è Alitalia: sempre in ritardo al decollo, sempre in ritardo all' arrivo!

Se conoscete l'inglese, vi segnalo un divertentissimo articolo del Times di Londra sulla figura di Silvio Berlusconi.

Lo trovate cliccando qui!

La Prima Gaffe del Terzo Mandato!



Berlusconi non ha ancora ricevuto l'investimento ufficiale dal Presidente della Repubblica, Giorno Napolitano, ma ha già avuto modo di fare la sua ennesima gaffe.

Parlando in radio ha criticato Zapatero perché il nuovo governo socialista spagnolo avrebbe troppe donne al suo interno!

Effettivamente a Berlusconi le donne piacciono di più orizzontali, piuttosto che sedute su poltrone di responsabilità!

Come al solito, dopo aver ricevuto aspre critiche dalla Spagna, Berlusconi ha cercato di minimizzare, dicendo che le sue parole non erano state correttamente interpretate!

Fonte New York Times.

15 aprile 2008

Cosa Aspettarsi dal Governo Berlusconi?

Berlusconi ha ottenuto una vittoria schiacciante, 100 deputati di maggioranza alla Camera e 30 al Senato, e sarà quindi chiamato a governare l'Italia senza alcun alibi.

Il Cavaliere ha già affermato di voler fare la storia, ma io sarei già contento se riuscisse a risolvere alcuni dei numerosi problemi di cui è pieno il nostro paese.

Non mi sono mai fidato dell'uomo di Arcore e non nutro grandi aspettative da uno che si è dimostrato sempre populista e non ha mai avuto il coraggio di intraprendere iniziative impopolari.

Spero però di essere sorpeso in positivo da questa terza prova di Berlusconi a Palazzo Chigi e mi auguro che il nuovo esecutivo governi facendo finalmente gli interessi dell'Italia.

Ci sono dei punti nel programma del PDL che condivido ed altri che spero vengano comunque realizzati:
  1. Soluzione del problema rifiuti della Campania: i pasticci di una sinistra anti-modernista e pseudo-ambientalista hanno fatto danni incalcolabili alla Campania, all'Italia e forse hanno determinato in maniera decisiva l'esito di queste elezioni. Berlusconi ha promesso di fare il suo primo Consiglio dei Ministri proprio a Napoli e la risoluzione del problema rifiuti sarà la prima prova della capacità del nuovo governo.
  2. Soluzione del caso Alitalia: Berlusconi ha annunciato che sarà una cordata italiana a risollevare le sorti della nostra compagnia di bandiera. Vediamo cosa verrà fuori dopo queste elezioni e se le promesse del Cav. erano solo un bluff o una realtà. Speriamo solo che non ritornino dei rigurgiti di statalismo e non si chieda ancora una volta a tutti gli italiani di tirare fuori i soldi per ripianare i debiti della compagnia.
  3. Federalismo Fiscale: il successo della Lega Nord, mi induce a pensare che si potrebbe presto realizzare un vero federalismo fiscale nel nostro paese. Sono anni che auspico questa soluzione perché penso che in questa maniera si potranno responsabilizzare tutte le regioni, ponendo finalmente un freno agli sprechi ed alla mala-politca. Se in una regione si crea un buco di bilancio, è giusto che a pagare siano i suoi cittadini. Se una amministrazione crea un buco, dovrà aumentare le tasse e non sarà sicuramente rieletta alle successive elezioni! Chissà se su questo punto è d'accordo il nuovo presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, che dovrà stipendiare 18.000 dipendenti contro i soli 3.000 della Lombardia (che ha il doppio degli abitanti della Sicilia)! Vedremo, ma in questo caso forza Lega!
  4. Abolizione delle Province: Berlusconi ha più volte affermato che le province vanno abolite per ridurre i costi della Pubblica Amministrazione. Bene, speriamo che mantenga il suo impegno!
  5. Riforme Istituzionali: si auspica un accordo tra maggioranza ed opposizione su questo delicato tema e si dovrebbe ripartire dalla riforma emanata nel 2005 e bocciata da un referendum. A quel referendum io votai SI, quindi mi sembra una buona base di partenza con un Senato Federale (che non dà la fiducia al governo e non discute le stesse leggi dell'altra Camera), il dimezzamento del numero dei deputati ed altri aspetti meno convincenti, ma non così rilevanti.

Per il resto sono molto scettico, ma, essendo democratico, devo rispettare la decisione degli elettori, che è stata chiara e netta, e devo fare gli auguri al nuovo governo di questo paese.

Fare i gufi non gioverà di certo all'Italia, anche se speriamo sia ammessa la critica, spero costruttiva, anche su stampa e televisioni, oltre che sul web!

14 aprile 2008

Hanno vinto Berlusconi e la Lega, Scompaiono i Comunisti.

Dai dati ancora parziali, ma già indicativi sul risultato, si deve riconoscere la vittoria della coalizione formata dal Popolo della Libertà e della Lega Nord.

Il distacco tra le maggiori coalizioni si attesta tra sui 7-8 punti percentuali e, nonostante il Porcellum, la destra si troverà con una maggioranza di 100 deputati alla Camera ed almeno 20 senatori a Palazzo Madama (ma bisognerà attendere il risultato di alcune regioni in bilico come la Liguria).

Veltroni ha già ammesso la sconfitta ed ha già fatto gli auguri al nuovo premier, che verrà presto designato dal presidente Napolitano.

Quali sono le considerazioni da fare per un elettore del PD:
  • innanzitutto il risultato del PD è abbastanza buono dal punto di vista numerico, anche se un partito con un'anima maggioritaria deve pretendere di puntare alla vittoria e non ad una sconfitta onorevole. Questo è un punto di partenza per il PD che ha iniziato con uno svantaggio molto ampio ed ha fatto scelte difficili, ma comunque giuste, verso un futuro grande partito riformista e di governo.
  • gli appelli al voto "utile" hanno funzionato; infatti i grandi partiti hanno fagocitato i piccoli ed in parlamento ci saranno solo 4 o 5 gruppi parlamentari.
  • i comunisti scompaiono finalmente dal parlamento italiano e nessuno ne sentirà la mancanza nell'anno 2008. Tutti partiti che hanno logorato il governo Prodi, tirandolo per la giacchetta da ogni parte, oggi sono fuori dal parlamento: Mastella, Pecoraro Scanio, Giordano, Turigliatto, Rossi, Diliberto, Rizzo e compagni rimarranno tutti a casa e magari qualcuno tornerà finalmente a lavorare. Il "parolaio rosso" con la erre moscia ed il cachemire passa da presidente della Camera dei Deputati a presidente di camera sua. Chissà perché gli operai, che non arrivano alla fine del mese, avrebbero dovuto immedesimarsi in Bertinotti? Forse i comunisti capiranno che andare contro la modernità li ha portati all'estinzione! Speriamo.
  • Casini è riuscito a ritagliarsi il suo spazio puntando sui valori cattolici ed ottenendo il 6% dei consensi. Un centro cattolico esiste anche se al Senato avrà solo 3-4 rappresentanti.
  • La LEGA NORD ha avuto un incredibile successo elettorale puntando su due parole d'ordine: sicurezza e lotta all'immigrazione, argomenti a cui la sinistra non ha saputo dare risposta proprio a causa delle resistenze dei comunisti. La Lega ha intercettato il voto di protesta e rubato grande spazio proprio ai comunisti. Se infatti guardiamo i flussi elettorali, si vede chiaramente che i voti persi dalla sinistra estrema li ha presi quasi interamente la Lega. Bossi ed i suoi seguaci avranno dunque grande potere e finalmente si potrebbe realizzare un vero federalismo fiscale, cosa che auspico da molti anni.

Un voto chiaro, una maggioranza sostanziosa sia alla Camera sia al Senato, darà a Berlusconi gli strumenti per governare l'Italia.

Speriamo lo faccia meglio che nei suoi 5 anni precedenti e di come lo ha fatto l'Unione di Romano Prodi.

Non ci credo, ma ci spero.

Election Day Update #4 (17:00)

E' uscito una nuova proiezione della ISPOS che da 10 punti di vantaggio alla coalizione di Berlusconi!

  1. PDL+LEGA 47.8
  2. PD+IDV 37.2

Con questi numeri si delinea un quadro completamente diverso ed una schiacciante vittoria del Cavaliere!

Anche le proiezioni di RAI 1 (Consortium) si stanno avvicinando a quelle dell'IPSOS come tendenza.

Sembra dunque che il margine di vittoria del PDL si andrà allargando durante la giornata.

Con questi dati alla Camera la coalizione di Berlusconi avrebbe circa 350 seggi di cui circa 290 al PDL, circa 50 alla LEGA NORD e meno di 10 al partito di Lombardo.

Alcuni dati regionali:

ABRUZZO

  1. PDL+LEGA 47.5
  2. PD+IDV 36.9

LOMBARDIA

  1. PDL+LEGA 52.6
  2. PD+IDV 33.2

EMILA ROMAGNA

  1. PD+IDV 51.3
  2. PDL+LEGA 35.1

CAMPANIA

  1. PDL+LEGA 46.9
  2. PD+IDV 37.8

PUGLIA

  1. PDL+LEGA 47.6
  2. PD+IDV 36.5

SARDEGNA

  1. PDL+LEGA 45.1
  2. PD+IDV 39.5

SICILIA

  1. PDL+LEGA 51.3
  2. PD+IDV 32.0
  3. UDC 8.7

TOSCANA

  1. PD+IDV 48.2
  2. PDL+LEGA 35.7

UMBRIA

  1. PD+IDV 46.4
  2. PDL+LEGA 37.1

VENETO

  1. PDL+LEGA 51.6
  2. PD+IDV 34.4

PIEMONTE

  1. PDL+LEGA 47.5
  2. PD+IDV 39.1

MARCHE

  1. PD+IDV 44.9
  2. PDL+LEGA 38.0

LIGURIA

  1. PD+IDV 45.0
  2. PDL+LEGA 42.4

LAZIO

  1. PDL+LEGA 41.9
  2. PD+IDL 40.0

FRIULI

  1. PDL+LEGA 45.1
  2. PD+IDV 38.8

Ormai è chiaro che Berlusconi avrà la maggioranza sia alla Camera sia al Senato!

La vittoria appare schiacciante.

In Senato avremo solo 2 esponenti dell'UDC oltre a quelli delle due coalizioni principali.

Election Day Update #3 (16:40)

Prime proiezioni del Senato (margini di errore più o meno 3%):

  1. PDL+LEGA 43.7%
  2. PD+IDV 39.1
  3. UDC 5.5
  4. SA 4.9
  5. FT 2.4

Il vantaggio della destra è notevolmente aumentato e si attesta sui 4.5 punti percentuali delineando una situazione abbastanza diversa rispetto agli exit-poll.

Anche nelle precedenti elezioni politiche gli exit-poll davano un risultato migliore al centr-sinistra e questa situazione sembra ripetersi.

Speriamo che il margine non si allarghi ancora durante la giornata!!!

L'affluenza si attesta sull' 81,2% e quindi non si è verificato questo grande astensionismo.

Election Day Update #2 (15:00)

Secondo i primi exit polls ha vinto il Popolo della Libertà di Berlusconi e dei suoi alleati ma con distacchi molto minori rispetto alle aspettative della vigilia.

Secondo l'istituto Piepoli di SKYTG 24 i dati sarebbero questi:

CAMERA

  1. PDL+LEGA 42,0
  2. PD+IDV 40,0
  3. UDC 5,5
  4. SA 4,5
  5. FT 3,0
  6. PS 1,0
  7. altri 4,0

SENATO

  1. PDL+LEGA 42,5
  2. PD+IDV 39,5
  3. UDC 5,5
  4. SA 5,0
  5. FT 2,5
  6. PS 1,0
  7. altri 4,0

Il PD sarebbe il primo partito con il 35% dei voti seguito dal PDL col 34%, la LEGA NORD è al 7%, mentre l'IDV di Di Pietro si ferma al 5%.

Tutto ciò e molto poco indicativo, in quanto il margine di errore è molto ampio (più o meno 3%)quindi potrebbe succedere di tutto!

Un primo commento che si può fare è che la Sinistra Arcobaleno è molto ridimensionata, prende meno voti di quelli che aveva preso Rifondazione nel 2006, mentre l'UDC sembrerebbe reggere abbastanza bene visto che prenderebbe comunque tra il 4,5% ed il 6,5%.

Grosso risultato della LEGA NORD che in Lombardia sarebbe il primo partito con il 32% dei voti!

I Socialisti non entreranno sicuramente in parlamento, mentre la Fiamma Tricolore potrebbe farcela solo al Senato, mentre alla camera non dovrebbe superare lo sbarramento del 4%.

Aspettiamo le prime proiezioni, che dovrebbero arrivare intorno alle 17 per vedere se gli esiti degli exit-polls saranno confermati!

Exit Polls della Sicilia:

  1. Lombardo 49-53%
  2. Finocchiaro 36-40%

Lombardo sembrerebbe in netto vantaggio.

Election Day Update #1 (12:00)

Ecco il primo aggiornamento di questa importante tornata elettorale.

L'affluenza alle 22:00 di ieri sera è stata molto più bassa rispetto alle scorse elezioni politiche.
Il dato parziale parla di -4%.

Già si sprecano i commenti, anche se il dato sarà tutto da verificare durante questa giornata.

Attenti analisti stanno spiegando che questo astensionismo colpirà di più il Partito Democratico, dato che si sta verificando soprattutto nelle regioni "rosse".

Speriamo che l'analisi sia errata, ma nel frattempo invito tutti quelli che abitano nelle regioni "rosse" a prendere la scheda elettorale ed ad andare al seggio!

Gaspatcho seguirà tutta la giornata sul sito on-line del "Corriere della Sera" e su SkyTG 24 e fornirà aggiornamenti man mano che i dati saranno forniti tramite gli exit-polls e le proiezioni del Viminale.

Stay tuned!