Igitur primo pecuniae, deinde imperi cupido crevit: ea quasi materies omnium malorum fuere.
31 ottobre 2009
30 ottobre 2009
29 ottobre 2009
28 ottobre 2009
27 ottobre 2009
06 agosto 2009
Testa la Tua Collocazione Politica!
I am a center-left moderate social libertarian
Left: 1.18, Libertarian: 3.09
Political Spectrum Quiz
Francesco Gasparetti is a center-left moderate social libertarian. is also a foreign policy centrist and culturally liberal. FG's scores (from 0 to 10):
Social issues:+3.09 libertarian
Foreign policy:+0.01 neo-con
Cultural identification:+4.75 liberal
19 luglio 2009
Pubblicità Progresso: Aiutate i Blog Abbandonati!
Vi scrivo per rendervi partecipi della mia situazione: da quasi un mese, il mio padre-padrone-autore mi ha abbandonato preferendomi il mare, la lettura, la musica, i rapporti personali ed, in ultima analisi, anche il lavoro!
E' una cosa vergognosa che nella bella stagione i blog vengano ancora abbandonati in questo modo indegno!
E' indecente che un blog serio possa essere sostituito da una applicazione barzelletta come Facebook!
Chi ti dà amore per tutto il resto dell'anno, chi ti asseconda in tutti i tuoi deliri, chi dà uno spazio alle tue inveterate invettive non può essere trascurato così impunemente ai primi caldi di luglio!
Aiuta Gaspatcho e tutti i blog abbandonati a ritrovare i loro autori!
Firma la petizione contro l'abbandono dei blog scrivendo una mail all'indirizzo:
21 giugno 2009
Senigallia SI Complanare: le Reazioni
Le prime polemiche sono arrivate per i numeri: la Piaga di Velluto ci prende in giro perché ci mancano circa 5 milioni di adesioni per raggiungere l'unanimità degli utenti Facebook italiani (che sono appunto 5 milioni).
Kit Carson, un blogger senigalliese che si ispira al celebre compagno di Tex Willer, ritiene che 200 iscritti "non rappresentino un fronte così folto" introducendo con il termine "fronte" le prime avvisaglie del tenore bellico dei commenti, come se i 200 iscritti al gruppo fossero pronti ad imbracciare il fucile ed a scavare le trincee...
Il Messaggero del 16 giugno già citava il gruppo quando ancora vi erano 12 iscritti, mentre Vivere Senigallia parlava di 87 iscritti in 48 ore.
Pochi o tanti a me interessa relativamente, mi interessa il fatto che a Senigallia ci siano delle persone favorevoli al progetto della complanare con il diritto di esprimere la loro opinione almeno quanto quelli che la pensano in maniera diametralmente opposta.
Evidentemente però non tutti concordano con me sulla possibilità di manifestare apertamente e civilmente le proprie convinzioni e le reazioni di alcuni blogger e di vari utenti del web ne sono la conferma.
In realtà con alcune persone come Quilly si possono intraprendere discussioni interessanti e costruttive anche partendo da punti di vista opposti, mentre altri iniziano i loro commenti con frasi del tipo: "Allora....... vi ringrazierei se prima di dire certe fesserie vi informaste un pochino!".
Certo dare dell'ignorante all'interlocutore alla prima frase, non mi sembra un buon modo per avviare un dialogo, ma dimostra la spocchia di chi crede di detenere la Verità assoluta.
Kit Carson, dal suo blog Sinistrati, cerca di convincerci che "chi è coinvolto in un fatto di cronaca, non lo può raccontare e nemmeno scrivere".
Il riferimento è a Michele Pinto, uno degli aderenti a Senigallia SI Complanare, ed al suo articolo apparso su Vivere Senigallia.
Secondo il pistolero:
Nel nostro caso invece, chi ha scritto l’articolo, aveva aderito al gruppo e quindi non poteva poi descriverne la storia, appellandosi al diritto di cronaca. Ma v’è di più: tra le righe, intravediamo una certa gaiezza, quasi come si raccontasse la vittoria della propria squadra di calcio o una gita con la propria amata.
In pratica si vuole sostenere che Pinto non può scrivere sul SUO giornale perché:
Se partecipo ad una manifestazione politica. Prendo uno striscione e do una mano agli organizzatori. Il racconto che ne consegue, sia esso inserito sul blog personale, o sul giornale del partito, NON rientra secondo me nel diritto di cronaca: sì è di parte – sì è la causa e l’effetto.
partecipo ad una semplice manifestazione, come reporter. Faccio foto, intervisto. Se il resoconto viene pubblicato su un organo di partito o su un blog politico, sì è sempre nell’ambito della militanza. Se il giornale fosse apolitico, rientreremmo nel campo della pura cronaca.
Quindi, seguendo questo ragionamento, i giornalisti che partecipano agli scontri di piazza a Teheran, non potrebbero raccontarli perché sono parte in causa!
Ma le braccia mi sono cadute quando ho sentito parlare di "giornali apolitici" come se esistessero dei resoconti puramente oggettivi e come se ogni giornalista non filtrasse la cronaca tramite le sue idee personali.
Il giornale oggettivo è una mera utopia! A me basterebbe che l'informazione non ci raccontasse cose platealmente false come è successo a Studio Aperto quando ci ha informato che Berlsuconi è stato "assolto nel processo Mills" (dove non era neanche imputato a causa del Lodo Alfano).
Altre reazioni hanno avuto dei toni apocalittici, come se la costruzione di una strada segnasse la fine del mondo od addirittura dell'universo!
La più dura ed inaspettata è venuta però dalla "Piaga di Velluto" da cui sono stato accusato addirittura di avere iniziato una "guerra tra poveri".
In realtà la mia intenzione non è affatto quella di fare la guerra col comitato NO Complanare e non ho istituito né comitati di quartiere, né ronde padane armate di manganello.
Sono stato in silenzio per diversi mesi, ascoltando le proteste ed assistendo alle manifestazioni dei contrari e, ad un certo punto, mi sono stancato di sentire una sola voce ed ho voluto constatare se a Senigallia vi fossero anche persone favorevoli alla realizzazione di questo progetto.
Un progetto che potrà non essere perfetto, ma che, dal mio punto di vista, rappresenta un miglioramento complessivo della città e permetterà in futuro di gestire il traffico cittadino in maniera più razionale.
Potrò anche sbagliarmi, ma rivendico il diritto di esprimere liberamente la mia opinione senza per questo dover essere schedato come un pericoloso guerrafondaio!
PS. Ho linkato tutti gli articoli citati in modo tale che tutti possano farsi liberamente la loro idea.
08 giugno 2009
Europee 2009: in Italia Vincono l'Estrema Destra e l'Astensionismo.

- Vince il partito astensionista che supera il 35% degli elettori (contando anche le schede bianche e nulle), attestandosi ai livelli del PDL. Nei vari dibattiti televisivi si è discusso molto di questo risultato, ma le risposte fornite dai vari commentatori non mi hanno convinto appieno. La vera spiegazione dell'astensionismo sta nel fatto che nessun elettore capiva per cosa stava votando! Nessun partito, o quasi, ha spiegato cosa avrebbe fatto in Europa, ma ci si è accapigliati su temi futili e si è dato alle elezioni europee il valore di un sondaggio sull'operato del governo e dell'opposizione. Per questa ragione gli animi degli elettori non si sono scaldati più di tanto e neanche il brutto tempo li ha persuasi a recarsi in massa alle urne.
- Vince l'estrema destra. No, non parlo dei fascisti dichiarati, come Forza Nuova o la Fiamma Tricolore, partiti residuali, ma parlo della Lega Nord, che è riuscita a stravincere al Nord ed a sfondare anche al centro Italia con un programma tecnicamente xenofobo e fascista. Un programma che, in tempo di crisi, ha individuato il capro espiatorio dei problemi italiani nell'immigrazione. I punti forti e chiari del partito leghista, ovvero la lotta all'immigrazione, la sicurezza (anche tramite le ronde padane), l'islamofobia ed il No all'entrata della Turchia nell'Unione, hanno centrato l'obbiettivo ed attirato il consenso verso il carroccio.
Il PDL ha sostanzialmente fallito il traguardo che Berlusconi aveva posto al 40%, ma è comunque il primo partito italiano ed ha tenuto nonostante le ultime traversie del suo leader, il quale, con i suoi rapporti con Noemi, i voli di stato per i suoi amichetti, le orge a villa Certosa e la corruzione nel caso Mills, ha forse smarrito il tocco di Re Mida.
Il PD ha ottenuto un risultato pessimo, perdendo oltre 6 punti rispetto alle politiche del 2008, dando l'impressione di non avere nessuna identità politica e nessuna proposta forte per attirare l'elettorato. Franceschini ha cercato di dare una svolta rispetto all'apatia veltroniana, ma se non si darà un substrato politico chiaro, la gente continuerà a snobbare il Partito Democratico. Chi sa dire cos'è il PD oggi? E' un partito statalista o liberale, laico o catto-clericale? Quali sono i suoi valori e le sue proposte? Ce lo facciano sapere prima di arrivare allo 0%.
L'Italia dei Valori ha fatto la scelta opposta a quella del PD, qualificandosi su valori concreti come la difesa della legalità e sull'opposizione dura e senza sconti all'operato di Berlusconi e per questo ha ottenuto un ottimo risultato sfiorando quasi l'otto per cento.
I comunisti vanno verso l'estinzione politica pur avendo un bacino di elettorato che si attesta sul 7%. Ormai ci sono quasi più partiti comunisti che comunisti ed un certa vocazione masochista ha portato all'esclusione della sinistra radicale italiana anche dal parlamento europeo, dopo che il distacco forzato dal PD li aveva esculsi da quello nazionale. Se la sinistra radicale lasciasse perdere i simboli superati del novecento e cercasse una via moderna al socialismo, puntando su facce nuove, forse avrebbe dei risultati migliori!
L'unico partito veramente laico e liberale nel panorama politico nazionale, ovvero i Radicali di Pannella e della Bonino, non vanno oltre il 2,4%, mentre i partiti liberali europei hanno avuto tutti una buona affermazione. Anche qui si potrebbe parlare di rinnovamento almeno dell'immagine, mettendo da parte i ferri vecchi come Pannella e puntando più sul futuro che sul passato.
Un'altra valutazione riguarda i Verdi. In tutta Europa i partiti ecologisti hanno ottenuto un ottimo risultato, tanto che in Francia hanno sfiorato il 15% ed in Germania sono intorno al 10%. In Italia, purtroppo, i Verdi sono tutto tranne che ecologisti ed infatti si alleano costantemente con i partitini comunisti, alienandosi le simpatie degli ambientalisti moderati, i quali potrebbero rappresentare un bacino elettorale molto ampio!
In definitiva l'Europa sembra svoltare a destra, a causa delle paure portate dai venti della crisi economica ed il successo dei partiti euroscettici o nazionalisti fa presupporre che l'Unione debba rafforzarsi a livello politico se non vuole diventare un'accozzaglia di nazioni unite solamente dall'interesse economico.
06 giugno 2009
Il Nuovo Logo del PDL!

01 giugno 2009
Cronache Inglesi, Cap. II: Newcastle, Durham, Hadrian's Wall.
Grazie alla mappa stampata in precedenza da Carlino, troviamo facilmente il numero 107 dove ci accoglie un gentile signore, che comincia a chiamarmi Franco.
Abbandonati i bagagli, decidiamo di uscire per cercare qualcosa da mangiare, ma Jesmond Road a mezzanotte è deserta come il lungomare di Senigallia a gennaio e ci tocca camminare parecchio prima di trovare un ristorante indiano aperto 24h su 24, che ci serve una porzione di chips da circa un Kg, grondanti d'olio e condite con dei chiodi di garofano (o almeno speriamo siano chiodi di garofano!).
La camminata di ritorno ci serve per smaltire l'olio delle patatine, ma appena arrivati troviamo la prima sorpresa: nella camerata c'è solo un altro avventore oltre a noi; un vecchio scozzese che dorme nudo in maniera non troppo elegante.
Forrest Gump direbbe che gli ostelli sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita!
Dopo una lauta colazione, consumata davanti ad un altro vecchietto scaccoloso che ingurgitava tazze di cereali innaffiate con due gocce di latte, ansimando come un maratoneta dopo 40 Km di corsa, ci incamminiamo verso il centro città.
Da Jesmond Road servono circa 30 minuti per raggiungere a piedi la stazione centrale, passando per una zona molto moderna che dovrebbe essere il quartiere universitario.
Il centro storico di Durham è situato in una penisola collinare circondata dal fiume Wear e da un bosco lussurreggiante.
Il borgo medievale è molto suggestivo e ben curato, ma le vere attrazioni sono la cattedrale, dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 1986, ed il castello, oggi sede dell'università più prestigiosa della città.
La cattedrale di San Cutberto è uno degli esempi più antichi di architettura anglo-normanna ed all'interno si può notare il passaggio dallo stile romanico ai primi vagiti del gotico.
Interessanti sono le decorazioni geometriche delle colonne, la Galilee Chapel con la tomba del Venerabile Beda (l'autore dell' Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum), la tomba di San Cuthbert, a cui è dedicata la chiesa, e l'altare maggiore dietro al Neville Screen.
Purtroppo non ho foto perché in questa chiesa erano vietate.
Dalla torre del campanile, saliti i 325 claustrofobici gradini, si può godere di una bellissima vista dall'alto della città.
Dopo la cattedrale ci rechiamo al vicino castello, dove una giovane togata ci guida nella visita a quello che ora è il suo college. La ragazza è preparata e loquace, ma le sue battute mi lasciano alquanto perplesso e chiedo a Carlino se il problema sia che io non capisco la lingua o che lo humor della fanciulla lasci a desiderare.
Stabiliamo che la colpa è dell'umorismo inglese e decidiamo di unirci forzatamente alle risate di gruppo per non turbare il clima idilliaco della visita.
Terminata la visita al castello, ci dirigiamo verso Sud e seguiamo la passeggiata lungo il fiume per goderci la splendida vista dal basso della cattedrale.
Verso le 16 uno scroscio improvviso di pioggia ci costringe a ritornare alla stazione ed a fare ritorno a Newcastle.
NEWCASTLE UPON TYNE (***)
Castelnuovo sul Tino è una città moderna ed il passaggio tra il borgo medievale di Durham e i ponti sul Tyne ci lascia alquanto sconcertati.
In effetti la maggiore attrazione architettonica della città sono proprio i ponti, tra cui spiccano il Tyne Bridge, molto simile e contemporaneo a quello costruito sulla baia di Sydney,
ed il Millennium Bridge, ponte pedonale con la sua originale apertura a "palpebra".
Degno di nota è anche il Gateshead Sage, che si staglia con la sua silhouette da lombrico sulla riva meridionale del fiume.Delle sculture moderne e alquanto kitsch sono sparpagliate in ogni angolo della città, conferendole un tocco di originalità e di cattivo gusto.
Quello che mi ha impressionato di più di Newcastle è la vivacità della gente: alle 19 di sabato i giovani sono già tutti radunati nei locali del centro a bere birra ed a fare baldoria, vestiti con uno stile che rispecchia il resto della città, ovvero originale ma kitsch.
Per gli amanti della movida notturna, Newcastle dev'essere un vero sballo, mentre noi turisti nerd ci tiriamo fuori dalla calca e torniamo all'ostello abbastanza presto.
Dilaniato dai morsi della fame, mi avvicino ad un distributore di merendine dove trovo una vera chicca: lo Yorkie, ovvero il primo snack sessista!
Dopo essermi gustato il cioccolato per soli maschi obesi, me ne vado a letto prendendo le consuete precauzioni contro il vecchio scozzese.
La mattina seguente è proprio lo spudorato celtico a svegliarci verso le sei di mattina, facendo un baccano insopportabile con le sue bustine di plastica, fin quando un altro avventore lo redarguisce con male parole e lo invita gentilmente a togliersi dai maroni as soon as possible.
Alle 7 e mezza scendiamo a fare colazione, cercando di evitare lo scaccoloso ansimante della mattina precedente, e partiamo in direzione della stazione degli autobus di Gallowgate per andare al Vallo di Adriano.
Bene, arrivati nel luogo esatto indicato dalla Lonely Planet, notiamo che non c'è alcuna stazione degli autobus e quindi giriamo per mezza giornata tra lo stadio, la Chinatown e le mura cittadine alla ricerca di questa fottuta Gallowgate Station.
Ad un certo punto ci rendiamo conto che la suddetta stazione esiste solo nella malata fantasia dei redattori della Lonely e quindi chiediamo informazioni ad un gentile passante, il quale ci indica di andare a Eldon Square.
Un ragazzo ci suggerisce di prendere un autobus per Hexham e poi prendere la linea per il Vallo e noi seguiamo il suo consiglio.
HEXHAM (***)
Hexham ha il fascino dell'inaspettato; ci siamo capitati per puro caso, ma fortunatamente la cittadina merita di essere visitata soprattutto per la sua magnifica cattedrale.
La linea di bus per il Vallo parte dalla stazione ferroviaria e certamente non potete sbagliare visto che i pulmini sono decorati con vistose scritte ed immagini.
HADRIAN'S WALL (*****)
Decidiamo di fare solo una piccola passeggiata da Once Brewed fino al sicomoro reso famoso dal film "Robin Hood" con Kevin Kostner e Morgan Freeman.
Al nostro arrivo il clima non è certo dei migliori, con dei nuvoloni carichi di pioggia all'orizzonte ed un vento freddo che spazza la spoglia campagna intorno al muro, non più imponente come un tempo, che si innalza per un metro o poco più dal terreno.
La camminata non è molto agevole poiché è necessario scalare degli speroni rocciosi, ma il panorama è impareggiabile e la vista di un gruppo di giovani baghine ci sprona a camminare speditamente verso l'agognato sicomoro. Dopo innumerevoli salite e discese arriviamo finalmente al Sycamore Gap, dove le baghine stanno facendo una sessione fotografica completa che sembra poter durare per ore.
Decidiamo dunque di procedere per un altro breve tratto, ma poi torniamo sui nostri passi a causa del freddo, della paura della pioggia e dello scarso tempo a nostra disposizione.
In effetti in sole due ore siamo arrivati al sicomoro e siamo tornati passando anche per il forte 39, ovvero la torre meglio conservata dell'intero Vallo.
La passeggiata è meravigliosa soprattutto per i panorami che si possono osservare e meriterebbe sicuramente più tempo di quello che le abbiamo dedicato, ma purtroppo abbiamo un appuntamento improrogabile ad Hexham con un treno che parte per Middlesbrough.
Finisce così la prima parte del viaggio, con il dynamic-duo Gasparetti-Paternoster diretti verso Whitby, la città di Dracula!
Ma di questo parleremo nel capitolo III, se mai ci sarà un capitolo III!
25 maggio 2009
Cronaca di un Viaggio in Inghilterra. Cap I
Prossimamente le cronache città per città, stay tuned!
17 maggio 2009
Omaggio di Bob Dylan al Nostro Premier:
Silvio
Stake my future on a hell of a past
Looks like tomorrow is coming on fast
Ain't complaining 'bout what I got
Seen better times, but who has not?
14 maggio 2009
23 aprile 2009
Chiuso per Ferie: Northern England.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Newcastle, Adrian Wall, Durham, Whitby, Helmsley, York, Malham, Liverpool, Chester.
Arrivederci al 5 maggio!
20 aprile 2009
Una Passeggiata nella Natura: Eremo dei Frati Bianchi
Camminando per mezz'ora in mezzo al verde e con il solo rumore di un ruscello e degli uccelli, si arriva ad una costruzione in ristrutturazione vicina a delle antiche grotte dei frati francescani.
Una escursione facile, per tutte le gambe, e molto suggestiva.
15 aprile 2009
Santoro e la Santificazione di Berlusconi.
Inizio dicendo che, come al solito, la pompa magna mediatica ha celebrato agiograficamente la figura del nostro premier, sua maestà Silvio Berlusconi da Arcore, il quale, fino ad ora, non ha fatto altro che firmare il decreto per lo "stato di emergenza" e recarsi doverosamente in Abruzzo.
La bravura di Berlusconi sta nel fare promesse miracolose che fanno sognare tutti gli italiani, soprattutto coloro che sono in grosse difficoltà.
Dire che in due anni verranno costruite nuove città (new towns), che non si faranno baraccopoli, che la gente potrà vivere a lungo negli alberghi della costa e farsi qualche mese di vacanza, va bene, ma bisognerà vigilare affinchè queste promesse vengano poi mantenute quando i riflettori mediatici si saranno spenti.
Se gli auspici del premier avranno un seguito, non potremo fare altro che applaudirlo ed attribuirgli doverosamente il merito, se invece alle promesse seguiranno altre promesse che ci faranno dimenticare le prime, le quali magari saranno smentite, avremo altri motivi per criticare il nostro Silvio Imperatore.
Detto questo veniamo ad Anno Zero: Santoro è un giornalista che fa politica e, nell'uniformazione mediatica santificatrice del premier, rimane una voce fuori del coro, anche se, alcune volte, deve farlo forzosamente anche andando abbondantemente fuori dalle righe.
Nel caso del terremoto, Santoro ha chiaramente sbagliato obbiettivo perché ha voluto criticare la Protezione Civile e la macchina degli aiuti, che invece ha funzionato molto bene, almeno per gli standard italiani.
Travaglio porta avanti da anni una battaglia personale contro Bertolaso, per la sua gestione autoritaristica e per la sua corte affaristica, più volte indagata da varie Procure della Repubblica, ma questo poco conta nell'attualità, anzi un forte coordinamento centrale è sicuramente più efficace di una miriade di apparati che agiscono ognuno per conto proprio (come avvenne ad es. in Irpinia).
Tra tanti sciacalli mediatici, come quella giornalista del TG5 che svegliava gli sfollati nelle macchine per chiedere il motivo per cui stavano lì (nessuno ha spiegato a quella idiota che c'era stato un terremoto), anche Santoro ha voluto fare lo sciacallo cercando per forza delle voci di dissenso al fine di dimostrare che la macchina degli aiuti non è stata perfetta.
In definitiva la verità è che la Protezione Civile ha funzionato abbastanza bene, ci saranno state sicuramente delle manchevolezze e saranno stati fatti degli errori, ma tutto sommato sono nella norma ed io sento di unirmi al plauso generale ai soccorritori, siano essi militari, vigili del fuoco, medici, paramedici, volontari o semplici cittadini.
Cercare di fare sempre catastofismo è sbagliato.
La denuncia sulle responsabilità per i crolli è invece condivisibile perché riguarda la solita mentalità italiana per cui ci si accorge delle cose solo quando avvengono le disgrazie.
Si fanno milioni di leggi draconiane, ma poi nessuno le rispetta e nessuno controlla che queste norme vengano rispettate.
Le opere pubbliche sono sempre le prime a crollare visto che su ogni appalto devono mangiare centinaia di persone...
Si scopre che ospedali relativamente nuovi non hanno neanche l'agibilità...
Le scuole cadono a pezzi anche senza terremoti...
Cose sapute e risapute che però sui media schierati col regime vengono a galla solo durante le calamità e gli eventi straordinari (c'è pure l'indignato speciale per questo!).
07 aprile 2009
The Day After...
E le scosse continuano: pochi minuti fa un'altra di 5,5 gradi della scala Richter.
A Senigallia la Cittadinanza Fattiva ha attivato una raccolta fondi per aiutare i terremotati:
Qualche mese fa abbiamo fatto una giornata di Cittadinanza Fattiva, riverniciando un sottopassaggio della Città. Anche oggi vorremmo fare qualcosa di utile per le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto.Non possiamo fare nulla di materiale, probabilmente saremmo solo d’intralcio.
Ma possiamo fare una donazione, una raccolta agile e veloce, senza tante fanfare o appelli alla solidarietà, che in questo momento non sembrano indispensabili. L’appello alla raccolta fondi viaggia sul web, alla velocità della luce, e voi siate altrettanto veloci: portate la vostra offerta presso la redazione di 60019.it (presso Netservice) in via Mercantini 34 (dal lunedì al venerdì, orari mattina: 9-13, pomeriggio: 15-19) o presso la redazione di Vivere Senigallia - via Verdi 103A (dal lunedì al venerdì, orari: 14.30-20). Una redazione si trova a Nord di Senigallia e una a Sud: vi abbiamo agevolato in tutti i modi, passate dieci minuti del vostro tempo a far del bene.Le redazioni stanno predisponendo delle scatole per raccogliere i fondi, non avrete ricevuta del vostro versamento che resterà anonimo, la solidarietà si basa sulla fiducia e le popolazioni dell’Abruzzo hanno fiducia in voi. La raccolta delle donazioni durerà fino a mercoledì 15 aprile, il versamento sarà effettuato nei giorni successivi ad uno dei conti correnti predisposti Pro popolazioni colpite dal terremoto. Garanti dell’operazione sono Michele Pinto, Luca Ceccacci e Paolo Talucci (Rincolvati).
Aderiamo numerosi, è importante!
Visualizzazione ingrandita della mappa
06 aprile 2009
Siamo Tutti Aquilani!
04 aprile 2009
03 aprile 2009
Il Vero Dialogo tra Berlusconi e la Regina Elisabetta!
SB: OBAMAAAAAAA, QUEEEEN ELIZABETH, COME HERE! IT'S TIME FOR PHOTOS!!!
EII: Excuse me Mister Berlusconi, why are you screaming? I am old but not completely deaf!
SB: Vecchia babbiona, ma fattela finita! Sarai pure la Regina d'Inghilterra, ma a me manca solo di passare il Rubicone per diventare Imperatore!
22 marzo 2009
20 marzo 2009
L'importanza del Preservativo!
12 marzo 2009
Dopo Senigallia 2.0...
11 marzo 2009
Il Decano Decotto Colpisce Ancora!
Chiediamo a questo pseudo-giornalista, copia-incollatore di notizie altrui, di spiegarci perché in caso di vittoria della destra alle prossime elezioni amministrative senigalliesi, noi blogger "mascherati" verremmo licenziati, dato che il nostro datore di lavoro non è certo il sindaco Angeloni, come ampiamente dimostrato anche dal "Dossier Gaspatcho".
L'unico servo di "Un Padrone" è proprio il decano decotto che continua a trasgredire tutte le leggi del giornalismo e dell'informazione on-line, in barba al copyright ed alla buona educazione.
Intanto chi rinfaccia agli altri di nascondersi dietro a delle maschere, dovrebbe essere completamente trasparente e magari rivelare al mondo quanto paga di tasse o rivelare al fisco quanto guadagna con le sue iniziative editoriali...
Ma sembra una pretesa assurda per uno che continua imperterrito nel suo delirio, sparando a casaccio senza avere neanche la più pallida idea di chi sta minacciando e calunniando.
Come disse un famoso radical-chic che preferisce rimanere anonimo: "se questo è il decano dei giornalisti, figuriamoci gli altri...".
Stay Tuned.
01 marzo 2009
Clamoroso Scoop: Rivelata l'Identità di Gaspatcho, il Blogger Mascherato!

Il "decano" dei giornalisti senigalliesi ha scoperto e rivelato al mondo l'identità segreta di Gaspatcho, il noto blogger mascherato che da due anni infesta l'etere del comune marchigiano con le sue deliranti elucubrazioni ed i suoi vaneggiamenti.
Abbiamo l'onore ed il piacere di pubblicare integralmente il segretissimo "dossier Gaspatcho" in anteprima assoluta per i nostri lettori.

Gaspatcho, al secolo Francesco Gasparetti (GSPFNC75P25I608P) è nato a Senigallia il 25 settembre 1975, primo ed unico figlio di Gasparetti Umberto, tipografo, e Guidi Giovanna, operaia, entrambi deceduti.



Qua finisce il dossier Gaspatcho, grande scoop da premio Pultizer di una persona che ovviamente non ha nulla da nascondere e potrebbe quindi pubblicare senza imbarazzo e senza maschere gli stessi dati anagrafici, ma soprattutto patrimoniali!
Per insulti, minacce, diffamazione a mezzo stampa del Gasparetti ed altre amenità rivolgersi al "gran decano", sarà certamente lieto di trovare l'ingiuria che fa al caso vostro!.
I Migliori Video della Nostra Vita (#4): Non Mi Chiedermi
I testi sono opera di un noto esponente di Forza Italia senigalliese (non chiedetemi chi, uno qualsiasi va bene).
Ringrazio Daniele Sole per la segnalazione su FessBuk.
23 febbraio 2009
La Mia Banca è Differente!

Chi l'Ha Visto?

17 febbraio 2009
Veltroni Lascia: la Fine del Partito Ma-anchista.
Non ha più senso alzare le barricate insieme alla CGIL o continuare imperterriti sulla strada perdente dell'anti-berlusconismo, serve una seria svolta culturale e pragmatica, che, unita alla crisi economica ed alla incapacità conclamata del governo Berlusconi, possa concedere al PD una vera chance alla fine di questa legislatura.
14 febbraio 2009
Giovani Precoci Genitori

No, non sono fratelli! Il ragazzino nella foto e il bebè appena partorito sono padre e figlio.
Lui ha 13 anni e non riceve nemmeno la paghetta settimanale, ma dovrà crescere il figlio (ed insieme al figlio) messo al mondo dalla sua amante 15enne, anch'essa visibile nell'angolo in basso a destra della foto.
Che dire? Auguri ai giovani genitori, ma magari sarebbe bello iniziare dei veri corsi di educazione sessuale nelle scuole per evitare una futura escalation di queste baby-famiglie...
11 febbraio 2009
Eluana, l'Italia Manichea ed il Papa.
- Sacconi, il ministro del Welfare, ha minacciato esplicitamente di togliere l'accreditamento statale alla clinica scelta per eseguire la sentenza della magistratura.
- il governo ha cercato di emanare addirittura un decreto di urgenza contro la sentenza definitiva della magistratura, ma Napolitano ha rifiutato a priori un atto che sarebbe stato un vulnus costituzionale, perché avrebbe stabilito che il governo può modificare a piacimento anche le sentenze definitive non confacenti alla volontà politica della maggioranza.
- infine gli strali e i pianti in parlamento successivi alla morte di Eluana, ovvero le lacrime di coccodrillo di una classe politica inetta ed inefficiente che perde tempo in inutili beghe e non si adopera per risolvere anzitempo i reali problemi del paese.
A me sembra che una soluzione politica sul testamento biologico possa essere semplice e rapida, e si possa basare su un solo principio, cioè sulla "libertà individuale" poiché, allo stato attuale della conoscenza, non ci sono evidenze scientifiche sui vari stati di coma e di vegetazione permanente e i medici non trovano un accordo nemmeno sul fatto che idratazione e nutrizione siano o meno delle cure.
Libertà individuale significa che ogni persona nel pieno delle proprio facoltà mentali deve redigere un testamento biologico in cui esprime la propria volontà e fino a dove si possano spingere i medici nel curare il proprio corpo.
Libertà individuale significa rispettare chi vuole farsi curare fino all'estremo, dando tutto il sostegno medico ed economico alle famiglie.
Libertà individuale significa rispettare chi sceglie di porre un limite all'accanimento terapeutico e sceglie di morire dignitosamente piuttosto che diventare una macchina senza cervello, od una mente senza corpo.
Libertà individuale significa che ognuno deve poter scegliere per la propria persona senza che altri vogliano imporci le loro scelte spacciando per suicidio od eutanasia ciò che in realtà è solamente una decisione dignitosa.
Il riferimento è ovviamente al Papa ed alla Chiesa Cattolica. Mi dispiace fare polemica, ma ormai il Vaticano ha toccato limiti insopportabili di ingerenza nelle vicende italiane: si criticano le leggi, le sentenze della magistratura, le alte cariche dello Stato, non capendo che l'Italia non è uno stato confessionale, ma una repubblica laica che garantisce i diritti di tutti i cittadini, anche quelli non credenti.
Ratzinger si tenga per sé la sua Verità ed il suo assolutismo etico! Io non gli riconosco nessuna autorità né civile, né morale, né etica e lo invito quindi a parlare ai suoi seguaci e non alle istituzioni repubblicane che lo foraggiano tanto generosamente con quasi 1 miliardo di Euro l'anno.
Eluana, spero che tu possa finalmente riposare in pace e magari fare una preghiera per il nostro strano paese, al fine di infondere un po' di saggezza nelle menti dei potenti.
05 febbraio 2009
Repubblica Socialista Sovietica Italiana
- La presenza ingombrante di uno Stato pachidermico che controlla direttamente od indirettamente quasi il 50% del PIL.
- Una oligarchia pseudo-capitalistica che ha messo la sua lunga mano non solo sui settori produttivi, ma anche sulla politica, sull'informazione e soprattutto sulle banche, creando un circolo vizioso di ardua soluzione.
- La presenza di un Sindacato capace solamente di fare battaglie di retroguardia, senza mai trovare soluzioni innovative che permettano la tutela dei lavoratori e la contemporanea crescita economica.
Questo sistema oligarchico-comunista ha di fatto tarpato le ali al libero mercato ed alla concorrenza, minando alle fondamenta la possibilità di essere competitivi in una economia globalizzata.
Purtroppo l'Italia deve sopportare l'eredità di un modello di sviluppo completamente sballato di matrice catto-comunista che ha trovato il suo apice nella politica socialista di Bettino Craxi.
In pratica l'economia veniva drogata dal trittico "svalutazione-debito pubblico-aiuti di Stato" con la conseguenza che, fino all'introduzione dell'Euro, le imprese italiane non hanno mai agito in un regime di libero mercato e di vera concorrenza.
- L'economia è in crisi? Svalutiamo la Lira per incentivare le esportazioni e per rendere meno competitivi i prodotti di importazione!
- C'è disoccupazione? Lo Stato assuma indiscriminatamente una gran massa di gente anche senza reale necessità. Chi non ha un parente ferroviere o dipendente comunale, regionale o in qualche ministero? La solita soluzione miope che guarda all'oggi, ma che ha messo sulle spalle delle future generazioni un debito pubblico di dimensioni imbarazzanti.
- Le aziende licenziano? Diamo degli aiuti di Stato e socializziamo le perdite nei momenti di crisi, liberalizzando i profitti nei periodi in cui la congiuntura economica è favorevole. Il paradigma di questo sistema è senza dubbio la FIAT, che negli ultimi 60 anni avrà prodotto degli utili in non più di 10 bilanci, al contrario di aziende come la Toyota, la quale nel 2008 ha prodotto il suo primo bilancio in perdita in 70 anni.
Questo è il passato economico che ci ha portato ad avere il debito pubblico più alto d'Europa (in proporzione al PIL) insieme ad un livello di tassazione che deprime lo sviluppo e crea, grazie all'incompetenza o alla collusione dei vari governi, un fenomeno di evasione fiscale di devastante portata.
Ma veniamo alla crisi del 2009. Mentre altri paesi si possono permettere di proporre politiche neo-keynesiane di spesa pubblica anti-ciclica, l'Italia non può assolutamente farlo a causa dei suoi mali strutturali, ma, al contrario, dovrebbe cercare di realizzare quelle riforme sistemiche che la rendano finalmente competitiva.
Purtroppo nella Repubblica Socialista Sovietica Italiana, guidata dal compagno Berlusconi, non si riesce proprio ad andare nella direzione auspicata delle riforme liberali, ma si attuano le solite e collaudate politiche stataliste che, nella situazione odierna, potrebbero affossare definitivamente l'economia del nostro paese.
Aiuti di Stato all'economia, spesa pubblica, creazione di altri monopoli (il caso Alitalia è emblematico) sono i soliti palliativi congiunturali che non daranno altri risultati se non quello di aumentare il debito pubblico e la tassazione.
Bisogna preoccuparsi di un debito pubblico che ha abbondantemente superato il 110% del PIL e, con il calo dei tassi di interesse, rischia di vedere deserte le prossime aste dei Titoli di Stato?
Certamente è più semplice e popolare dare aiuti pubblici (cioè soldi dei contribuenti) a pioggia invece di intraprendere la strada delle riforme che rendano lo Stato più efficiente e meno costoso e che introducano una vera concorrenza in tutti i settori privati, eliminando le barricate corporative insite nella nostra storia fascio-comunista.
Per fare un esempio concreto, la eliminazione delle province, secondo le stime dell'Eurispes, comporterebbe un risparmio strutturale di quasi 11 miliardi di Euro annui, che potrebbero essere usati per ridurre il Debito Pubblico negli anni di congiuntura economica favorevole, mentre potrebbero essere devoluti per gli ammortizzatori sociali negli anni di crisi, invece di essere sprecati nell'inutile carrozzone pubblico.
I compagni comunisti, da Bertinotti a Berlusconi, dovrebbero capire che se non si fanno finalmente delle riforme genuinamente liberali, non si creerà mai un sistema competitivo, ma si rischia di portare l'Italia al collasso.
Questo non significa eliminare lo Stato Sociale, ma solamente renderlo più efficiente e meno costoso affinché si possa abbassare la pressione fiscale, soprattutto sul lavoro dipendente, liberando preziose risorse per i consumi delle famiglie e per gli investimenti delle imprese soprattutto in ricerca ed innovazione tecnologica.
Ovviamente anche il settore privato avrebbe bisogno di serie regole anti-trust ed a favore della concorrenza.
Come si fa a tollerare delle aziende come Telecom Italia, che operano in regime di monopolio e che scaricano sugli utenti la loro inefficienza in termini di arretratezza tecnologica e di costi spropositati?
Come si fa a tollerare che delle tutele corporativistiche permettano la persistenza di servizi scadenti a prezzi esorbitanti?
E' oggi il momento per fare delle riforme coraggiose che trasformino la Repubblica Socialista Sovietica Italiana in uno stato veramente liberale. Il dubbio sta nel fatto che il Compagno Berlusconi, con il suo narcisismo e la sua maniacale attenzione alla "popolarità", sia adeguato ad intraprendere delle riforme impopolari almeno nel breve termine.
01 febbraio 2009
Hamas Perde il Pelo, ma non il Vizio!
GERUSALEMME - Nuovo lancio di razzi palestinesi sul territorio di Israele.
E il primo ministro Ehud Olmert è molto duro: Israele reagirà "in modo
smisurato", nonostante il cessate il fuoco unilaterale proclamato lo scorso 18
gennaio. «Abbiamo detto che in caso di lancio di razzi contro il sud del paese,
ci sarebbe stata una risposta smisurata», ha affermato il premier israeliano in
apertura del consueto Consiglio dei ministri domenicale. Quattro razzi sono
stati lanciati questa mattina da un gruppo di miliziani palestinesi contro il
sud di Israele, senza fare danni né vittime.
Insomma, i pacifici palestinesi di Gaza rinnovano il loro invito ad Israele a bombardarli e ci sarà ancora qualcuno, in Europa, che si stupirà della reazione...
Il paradiso di Allah non è ancora abbastanza pieno di anime?


