06 agosto 2009

Testa la Tua Collocazione Politica!

My Political Views
I am a center-left moderate social libertarian
Left: 1.18, Libertarian: 3.09

Political Spectrum Quiz


Francesco Gasparetti is a center-left moderate social libertarian. is also a foreign policy centrist and culturally liberal. FG's scores (from 0 to 10):
Economic issues:+1.18 left
Social issues:+3.09 libertarian
Foreign policy:+0.01 neo-con
Cultural identification:+4.75 liberal

19 luglio 2009

Pubblicità Progresso: Aiutate i Blog Abbandonati!

Salve, sono Gaspatcho, o, come dicono in molti, Gaspatko.

Vi scrivo per rendervi partecipi della mia situazione: da quasi un mese, il mio padre-padrone-autore mi ha abbandonato preferendomi il mare, la lettura, la musica, i rapporti personali ed, in ultima analisi, anche il lavoro!

E' una cosa vergognosa che nella bella stagione i blog vengano ancora abbandonati in questo modo indegno!
E' indecente che un blog serio possa essere sostituito da una applicazione barzelletta come Facebook!

Chi ti dà amore per tutto il resto dell'anno, chi ti asseconda in tutti i tuoi deliri, chi dà uno spazio alle tue inveterate invettive non può essere trascurato così impunemente ai primi caldi di luglio!

Aiuta Gaspatcho e tutti i blog abbandonati a ritrovare i loro autori!

Firma la petizione contro l'abbandono dei blog scrivendo una mail all'indirizzo:

nonabbandonare@iltuoblog.it


Chi abbandona i blog è un mostro!

21 giugno 2009

Senigallia SI Complanare: le Reazioni

Non è passata neanche una settimana da quando ho creato il gruppo di Facebook "Senigallia SI Complanare" e non posso che essere soddisfatto sia per le numerose adesioni (279 utenti al 21/6), sia per il dibattito che si è acceso intorno al gruppo, nonostante i toni abbiano spesso esagerato la portata della mia iniziativa.

Le prime polemiche sono arrivate per i numeri: la Piaga di Velluto ci prende in giro perché ci mancano circa 5 milioni di adesioni per raggiungere l'unanimità degli utenti Facebook italiani (che sono appunto 5 milioni).
Kit Carson, un blogger senigalliese che si ispira al celebre compagno di Tex Willer, ritiene che 200 iscritti "non rappresentino un fronte così folto" introducendo con il termine "fronte" le prime avvisaglie del tenore bellico dei commenti, come se i 200 iscritti al gruppo fossero pronti ad imbracciare il fucile ed a scavare le trincee...
Il Messaggero del 16 giugno già citava il gruppo quando ancora vi erano 12 iscritti, mentre Vivere Senigallia parlava di 87 iscritti in 48 ore.

Pochi o tanti a me interessa relativamente, mi interessa il fatto che a Senigallia ci siano delle persone favorevoli al progetto della complanare con il diritto di esprimere la loro opinione almeno quanto quelli che la pensano in maniera diametralmente opposta.

Evidentemente però non tutti concordano con me sulla possibilità di manifestare apertamente e civilmente le proprie convinzioni e le reazioni di alcuni blogger e di vari utenti del web ne sono la conferma.

In realtà con alcune persone come Quilly si possono intraprendere discussioni interessanti e costruttive anche partendo da punti di vista opposti, mentre altri iniziano i loro commenti con frasi del tipo: "Allora....... vi ringrazierei se prima di dire certe fesserie vi informaste un pochino!".
Certo dare dell'ignorante all'interlocutore alla prima frase, non mi sembra un buon modo per avviare un dialogo, ma dimostra la spocchia di chi crede di detenere la Verità assoluta.

Kit Carson, dal suo blog Sinistrati, cerca di convincerci che "chi è coinvolto in un fatto di cronaca, non lo può raccontare e nemmeno scrivere".
Il riferimento è a Michele Pinto, uno degli aderenti a Senigallia SI Complanare, ed al suo articolo apparso su Vivere Senigallia.
Secondo il pistolero:

Nel nostro caso invece, chi ha scritto l’articolo, aveva aderito al gruppo e quindi non poteva poi descriverne la storia, appellandosi al diritto di cronaca. Ma v’è di più: tra le righe, intravediamo una certa gaiezza, quasi come si raccontasse la vittoria della propria squadra di calcio o una gita con la propria amata.

In pratica si vuole sostenere che Pinto non può scrivere sul SUO giornale perché:
Se partecipo ad una manifestazione politica. Prendo uno striscione e do una mano agli organizzatori. Il racconto che ne consegue, sia esso inserito sul blog personale, o sul giornale del partito, NON rientra secondo me nel diritto di cronaca: sì è di parte – sì è la causa e l’effetto.
partecipo ad una semplice manifestazione, come reporter. Faccio foto, intervisto. Se il resoconto viene pubblicato su un organo di partito o su un blog politico, sì è sempre nell’ambito della militanza. Se il giornale fosse apolitico, rientreremmo nel campo della pura cronaca.


Quindi, seguendo questo ragionamento, i giornalisti che partecipano agli scontri di piazza a Teheran, non potrebbero raccontarli perché sono parte in causa!
Ma le braccia mi sono cadute quando ho sentito parlare di "giornali apolitici" come se esistessero dei resoconti puramente oggettivi e come se ogni giornalista non filtrasse la cronaca tramite le sue idee personali.

Il giornale oggettivo è una mera utopia! A me basterebbe che l'informazione non ci raccontasse cose platealmente false come è successo a Studio Aperto quando ci ha informato che Berlsuconi è stato "assolto nel processo Mills" (dove non era neanche imputato a causa del Lodo Alfano).



Altre reazioni hanno avuto dei toni apocalittici, come se la costruzione di una strada segnasse la fine del mondo od addirittura dell'universo!

La più dura ed inaspettata è venuta però dalla "Piaga di Velluto" da cui sono stato accusato addirittura di avere iniziato una "guerra tra poveri".

In realtà la mia intenzione non è affatto quella di fare la guerra col comitato NO Complanare e non ho istituito né comitati di quartiere, né ronde padane armate di manganello.

Sono stato in silenzio per diversi mesi, ascoltando le proteste ed assistendo alle manifestazioni dei contrari e, ad un certo punto, mi sono stancato di sentire una sola voce ed ho voluto constatare se a Senigallia vi fossero anche persone favorevoli alla realizzazione di questo progetto.

Un progetto che potrà non essere perfetto, ma che, dal mio punto di vista, rappresenta un miglioramento complessivo della città e permetterà in futuro di gestire il traffico cittadino in maniera più razionale.

Potrò anche sbagliarmi, ma rivendico il diritto di esprimere liberamente la mia opinione senza per questo dover essere schedato come un pericoloso guerrafondaio!

PS. Ho linkato tutti gli articoli citati in modo tale che tutti possano farsi liberamente la loro idea.

08 giugno 2009

Europee 2009: in Italia Vincono l'Estrema Destra e l'Astensionismo.


Dai dati emersi da queste elezioni europee, si possono trarre due conclusioni fondamentali:
  1. Vince il partito astensionista che supera il 35% degli elettori (contando anche le schede bianche e nulle), attestandosi ai livelli del PDL. Nei vari dibattiti televisivi si è discusso molto di questo risultato, ma le risposte fornite dai vari commentatori non mi hanno convinto appieno. La vera spiegazione dell'astensionismo sta nel fatto che nessun elettore capiva per cosa stava votando! Nessun partito, o quasi, ha spiegato cosa avrebbe fatto in Europa, ma ci si è accapigliati su temi futili e si è dato alle elezioni europee il valore di un sondaggio sull'operato del governo e dell'opposizione. Per questa ragione gli animi degli elettori non si sono scaldati più di tanto e neanche il brutto tempo li ha persuasi a recarsi in massa alle urne.
  2. Vince l'estrema destra. No, non parlo dei fascisti dichiarati, come Forza Nuova o la Fiamma Tricolore, partiti residuali, ma parlo della Lega Nord, che è riuscita a stravincere al Nord ed a sfondare anche al centro Italia con un programma tecnicamente xenofobo e fascista. Un programma che, in tempo di crisi, ha individuato il capro espiatorio dei problemi italiani nell'immigrazione. I punti forti e chiari del partito leghista, ovvero la lotta all'immigrazione, la sicurezza (anche tramite le ronde padane), l'islamofobia ed il No all'entrata della Turchia nell'Unione, hanno centrato l'obbiettivo ed attirato il consenso verso il carroccio.

Il PDL ha sostanzialmente fallito il traguardo che Berlusconi aveva posto al 40%, ma è comunque il primo partito italiano ed ha tenuto nonostante le ultime traversie del suo leader, il quale, con i suoi rapporti con Noemi, i voli di stato per i suoi amichetti, le orge a villa Certosa e la corruzione nel caso Mills, ha forse smarrito il tocco di Re Mida.

Il PD ha ottenuto un risultato pessimo, perdendo oltre 6 punti rispetto alle politiche del 2008, dando l'impressione di non avere nessuna identità politica e nessuna proposta forte per attirare l'elettorato. Franceschini ha cercato di dare una svolta rispetto all'apatia veltroniana, ma se non si darà un substrato politico chiaro, la gente continuerà a snobbare il Partito Democratico. Chi sa dire cos'è il PD oggi? E' un partito statalista o liberale, laico o catto-clericale? Quali sono i suoi valori e le sue proposte? Ce lo facciano sapere prima di arrivare allo 0%.

L'Italia dei Valori ha fatto la scelta opposta a quella del PD, qualificandosi su valori concreti come la difesa della legalità e sull'opposizione dura e senza sconti all'operato di Berlusconi e per questo ha ottenuto un ottimo risultato sfiorando quasi l'otto per cento.

I comunisti vanno verso l'estinzione politica pur avendo un bacino di elettorato che si attesta sul 7%. Ormai ci sono quasi più partiti comunisti che comunisti ed un certa vocazione masochista ha portato all'esclusione della sinistra radicale italiana anche dal parlamento europeo, dopo che il distacco forzato dal PD li aveva esculsi da quello nazionale. Se la sinistra radicale lasciasse perdere i simboli superati del novecento e cercasse una via moderna al socialismo, puntando su facce nuove, forse avrebbe dei risultati migliori!

L'unico partito veramente laico e liberale nel panorama politico nazionale, ovvero i Radicali di Pannella e della Bonino, non vanno oltre il 2,4%, mentre i partiti liberali europei hanno avuto tutti una buona affermazione. Anche qui si potrebbe parlare di rinnovamento almeno dell'immagine, mettendo da parte i ferri vecchi come Pannella e puntando più sul futuro che sul passato.

Un'altra valutazione riguarda i Verdi. In tutta Europa i partiti ecologisti hanno ottenuto un ottimo risultato, tanto che in Francia hanno sfiorato il 15% ed in Germania sono intorno al 10%. In Italia, purtroppo, i Verdi sono tutto tranne che ecologisti ed infatti si alleano costantemente con i partitini comunisti, alienandosi le simpatie degli ambientalisti moderati, i quali potrebbero rappresentare un bacino elettorale molto ampio!

In definitiva l'Europa sembra svoltare a destra, a causa delle paure portate dai venti della crisi economica ed il successo dei partiti euroscettici o nazionalisti fa presupporre che l'Unione debba rafforzarsi a livello politico se non vuole diventare un'accozzaglia di nazioni unite solamente dall'interesse economico.

06 giugno 2009

Il Nuovo Logo del PDL!

Viste le eccezionali performance del nostro premier a villa Certosa, abbiamo scoperto il nuovo logo del PDL!

Eccolo in esclusiva mondiale per i nostri lettori:

01 giugno 2009

Cronache Inglesi, Cap. II: Newcastle, Durham, Hadrian's Wall.

La nostra avventura inglese inizia all'aeroporto di Newcastle alle 22:30 del 24 aprile, dopo 3 ore e mezza di viaggio da Roma Ciampino.
Il primo problema a presentarsi è quello di riuscire a prendere l'ultima corsa della metropolitana che parte alle 23, ma, fortunatamente, il nostro è l'ultimo volo atterrato in serata e dunque i controlli sono rapidi e lo è anche il ritiro dei bagagli.
Alle 22:55 siamo davanti alla macchinetta dei biglietti, ma a causa della cocciutaggine inglese nel tenersi la Sterlina, ci tocca trovare un bancomat per cambiare l'amato Euro in valuta isolana.
Riusciamo comunque ad acciuffare la metro che in una mezz'oretta (cosa impensabile per gli standard italiani) ci porta a Jesmond Road, proprio la via del nostro ostello.

Grazie alla mappa stampata in precedenza da Carlino, troviamo facilmente il numero 107 dove ci accoglie un gentile signore, che comincia a chiamarmi Franco.
Il problema è che io mi chiamo Francesco e gli altri miei nomi di battesimo sono Giorgio e Stefano; Franco è una novità che accetto senza problemi perché l'importante è capirsi.
Adempiute le formalità burocratiche e fatta la tessera della YHA (costa 10 L), saliamo verso la camerata su una scalinata in legno molto stretta e non esattamente comoda per chi trasporta una valigia di 15 Kg.

Abbandonati i bagagli, decidiamo di uscire per cercare qualcosa da mangiare, ma Jesmond Road a mezzanotte è deserta come il lungomare di Senigallia a gennaio e ci tocca camminare parecchio prima di trovare un ristorante indiano aperto 24h su 24, che ci serve una porzione di chips da circa un Kg, grondanti d'olio e condite con dei chiodi di garofano (o almeno speriamo siano chiodi di garofano!).

La camminata di ritorno ci serve per smaltire l'olio delle patatine, ma appena arrivati troviamo la prima sorpresa: nella camerata c'è solo un altro avventore oltre a noi; un vecchio scozzese che dorme nudo in maniera non troppo elegante.
Io prendo immediatamente la decisione di dormire con due paia di mutande ed un paio di calzoni perché prevenire è meglio che curare!

Forrest Gump direbbe che gli ostelli sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita!
In effetti nel mio ultimo viaggio a Londra ho dormito insieme a tre spagnole e quindi il jolly l'avevo già giocato e la sorte doveva per forza girare.
Fortunatamente lo scozzese è solamente maleducato e quindi al risveglio scopriamo di non aver perso la nostra verginità rettale.

Dopo una lauta colazione, consumata davanti ad un altro vecchietto scaccoloso che ingurgitava tazze di cereali innaffiate con due gocce di latte, ansimando come un maratoneta dopo 40 Km di corsa, ci incamminiamo verso il centro città.

Da Jesmond Road servono circa 30 minuti per raggiungere a piedi la stazione centrale, passando per una zona molto moderna che dovrebbe essere il quartiere universitario.
In meno di mezz'ora di treno raggiungiamo la nostra prima meta:


DURHAM (*****)

Il centro storico di Durham è situato in una penisola collinare circondata dal fiume Wear e da un bosco lussurreggiante.
Agli antichi colonizzatori, deve essere sembrato un posto ideale per allestire le difese contro le tribù celtiche provenienti dalla Scozia.

Il borgo medievale è molto suggestivo e ben curato, ma le vere attrazioni sono la cattedrale, dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 1986, ed il castello, oggi sede dell'università più prestigiosa della città.

La cattedrale di San Cutberto è uno degli esempi più antichi di architettura anglo-normanna ed all'interno si può notare il passaggio dallo stile romanico ai primi vagiti del gotico.


Interessanti sono le decorazioni geometriche delle colonne, la Galilee Chapel con la tomba del Venerabile Beda (l'autore dell' Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum), la tomba di San Cuthbert, a cui è dedicata la chiesa, e l'altare maggiore dietro al Neville Screen.
Purtroppo non ho foto perché in questa chiesa erano vietate.

Dalla torre del campanile, saliti i 325 claustrofobici gradini, si può godere di una bellissima vista dall'alto della città.

Dopo la cattedrale ci rechiamo al vicino castello, dove una giovane togata ci guida nella visita a quello che ora è il suo college.

La ragazza è preparata e loquace, ma le sue battute mi lasciano alquanto perplesso e chiedo a Carlino se il problema sia che io non capisco la lingua o che lo humor della fanciulla lasci a desiderare.

Stabiliamo che la colpa è dell'umorismo inglese e decidiamo di unirci forzatamente alle risate di gruppo per non turbare il clima idilliaco della visita.

Terminata la visita al castello, ci dirigiamo verso Sud e seguiamo la passeggiata lungo il fiume per goderci la splendida vista dal basso della cattedrale.


Verso le 16 uno scroscio improvviso di pioggia ci costringe a ritornare alla stazione ed a fare ritorno a Newcastle.


NEWCASTLE UPON TYNE (***)

Castelnuovo sul Tino è una città moderna ed il passaggio tra il borgo medievale di Durham e i ponti sul Tyne ci lascia alquanto sconcertati.

In effetti la maggiore attrazione architettonica della città sono proprio i ponti, tra cui spiccano il Tyne Bridge, molto simile e contemporaneo a quello costruito sulla baia di Sydney,



ed il Millennium Bridge, ponte pedonale con la sua originale apertura a "palpebra".



Degno di nota è anche il Gateshead Sage, che si staglia con la sua silhouette da lombrico sulla riva meridionale del fiume.

Delle sculture moderne e alquanto kitsch sono sparpagliate in ogni angolo della città, conferendole un tocco di originalità e di cattivo gusto.

Quello che mi ha impressionato di più di Newcastle è la vivacità della gente: alle 19 di sabato i giovani sono già tutti radunati nei locali del centro a bere birra ed a fare baldoria, vestiti con uno stile che rispecchia il resto della città, ovvero originale ma kitsch.

Per gli amanti della movida notturna, Newcastle dev'essere un vero sballo, mentre noi turisti nerd ci tiriamo fuori dalla calca e torniamo all'ostello abbastanza presto.

Dilaniato dai morsi della fame, mi avvicino ad un distributore di merendine dove trovo una vera chicca: lo Yorkie, ovvero il primo snack sessista!



Dopo essermi gustato il cioccolato per soli maschi obesi, me ne vado a letto prendendo le consuete precauzioni contro il vecchio scozzese.

La mattina seguente è proprio lo spudorato celtico a svegliarci verso le sei di mattina, facendo un baccano insopportabile con le sue bustine di plastica, fin quando un altro avventore lo redarguisce con male parole e lo invita gentilmente a togliersi dai maroni as soon as possible.

Alle 7 e mezza scendiamo a fare colazione, cercando di evitare lo scaccoloso ansimante della mattina precedente, e partiamo in direzione della stazione degli autobus di Gallowgate per andare al Vallo di Adriano.

Bene, arrivati nel luogo esatto indicato dalla Lonely Planet, notiamo che non c'è alcuna stazione degli autobus e quindi giriamo per mezza giornata tra lo stadio, la Chinatown e le mura cittadine alla ricerca di questa fottuta Gallowgate Station.

Ad un certo punto ci rendiamo conto che la suddetta stazione esiste solo nella malata fantasia dei redattori della Lonely e quindi chiediamo informazioni ad un gentile passante, il quale ci indica di andare a Eldon Square.

Un ragazzo ci suggerisce di prendere un autobus per Hexham e poi prendere la linea per il Vallo e noi seguiamo il suo consiglio.


HEXHAM (***)

Hexham ha il fascino dell'inaspettato; ci siamo capitati per puro caso, ma fortunatamente la cittadina merita di essere visitata soprattutto per la sua magnifica cattedrale.

La linea di bus per il Vallo parte dalla stazione ferroviaria e certamente non potete sbagliare visto che i pulmini sono decorati con vistose scritte ed immagini.


HADRIAN'S WALL (*****)

Decidiamo di fare solo una piccola passeggiata da Once Brewed fino al sicomoro reso famoso dal film "Robin Hood" con Kevin Kostner e Morgan Freeman.

Al nostro arrivo il clima non è certo dei migliori, con dei nuvoloni carichi di pioggia all'orizzonte ed un vento freddo che spazza la spoglia campagna intorno al muro, non più imponente come un tempo, che si innalza per un metro o poco più dal terreno.

La camminata non è molto agevole poiché è necessario scalare degli speroni rocciosi, ma il panorama è impareggiabile e la vista di un gruppo di giovani baghine ci sprona a camminare speditamente verso l'agognato sicomoro.

Dopo innumerevoli salite e discese arriviamo finalmente al Sycamore Gap, dove le baghine stanno facendo una sessione fotografica completa che sembra poter durare per ore.

Decidiamo dunque di procedere per un altro breve tratto, ma poi torniamo sui nostri passi a causa del freddo, della paura della pioggia e dello scarso tempo a nostra disposizione.

In effetti in sole due ore siamo arrivati al sicomoro e siamo tornati passando anche per il forte 39, ovvero la torre meglio conservata dell'intero Vallo.

La passeggiata è meravigliosa soprattutto per i panorami che si possono osservare e meriterebbe sicuramente più tempo di quello che le abbiamo dedicato, ma purtroppo abbiamo un appuntamento improrogabile ad Hexham con un treno che parte per Middlesbrough.

Finisce così la prima parte del viaggio, con il dynamic-duo Gasparetti-Paternoster diretti verso Whitby, la città di Dracula!

Ma di questo parleremo nel capitolo III, se mai ci sarà un capitolo III!

25 maggio 2009

Cronaca di un Viaggio in Inghilterra. Cap I

Capitolo I: Preambolo
E' passato già un mese dal mio ultimo viaggio nella perfida albione e non ho ancora mantenuto la promessa fatta a diversi amici di scrivere un dettagliato resoconto dell'avventura.
In realtà la voglia di scrivere, in questo torrido maggio senigalliese, è veramente scarsa, ma cercherò di vincere l'afa e di non mandare in corto circuito il mio portatile con il sudore che cola dalle dita, ricordando i bei momenti passati al fresco del Nord dell'Inghilterra.
Trasporti:
In precedenza ho parlato di avventura a ragion veduta, poiché l'agenzia turistica Gasparetti-Paternoster offre solo pacchetti a basso costo, ma ricchi di camminate, sfacchinate e abuso dei mezzi pubblici locali.
Bisogna dire che l'organizzazione dei trasporti inglesi è veramente ottima ed efficiente, anche se abbastanza costosa (ma con la svalutazione della Sterlina i prezzi in Euro si sono abbassati di molto).
Siamo atterrati all'aeroporto di Newcastle che è collegato alla città con una metropolitana veloce (a Malpensa se la sognano) al prezzo di 2.90 Pounds.
Le ferrovie sono molto ben organizzate, con treni molto numerosi e puntuali.
Conviene fare i biglietti andata e ritorno (return ticket) perché costano molto meno rispetto a due biglietti singoli.
Da Newcastle a Durham e ritorno il biglietto costa 5.60 L, da Hexham a Middlesbrough 13.40 L (sola andata), da York a Skipton 17.90 L, da Skipton a Liverpool 27.90 L.
Per andare nei centri più piccoli come Whitby o Helmsley abbiamo usato l'autobus: per esempio da Whitby a Pickering, per sole 5.20 Sterline, un autobus a due piani ci ha portato attraverso il North York Moors Natural Park, facendoci osservare lo strano paesaggio della brughiera; una distesa senza senza soluzione di continuità di colore rosso-brunastro tagliata solamente dalla linea d'asfalto della strada.
Nessun albero, nessun animale, nessuna casa; solo questo basso arbusto rossiccio fin dove lo sguardo può spaziare.
Siamo passati anche a Goathland, che dovrebbe essere la stazione ferroviaria da cui partono i treni verso la scuola di Harry Potter.
In una sola occasione ci siamo dovuti servire del Taxi: per andare da Skipton al paesino di Malham (120 abitanti nel parco delle Yorkshire Dales), c'erano solo due autobus ad orari impossibili ed abbiamo speso 18 sterline per fare una ventina di Km tra stradine di campagna.
Attenzione alle indicazioni di guide come la Lonely Planet che non siano ultra-aggiornate: abbiamo rischiato di perdere l'escursione al vallo di Adriano perché la Lonely indicava la stazione degli autobus in un punto in cui non c'era nulla, mentre gli autobus erano da tutt'altra parte!
Ostelli:
Come già ricordato in precedenza, la ditta Gasparetti-Paternoster preferisce scegliere alloggi economici e l'Inghilterra è ricca di ostelli di qualità media abbastanza alta.
Tutti quelli targati YHA ci hanno soddisfatto a pieno, anche se in alcuni la colazione è compresa nel prezzo, mentre in altri è a pagamento.
L'unico ostello non YHA, ci ha invece riservato delle spiacevoli sorprese di cui parlerò in seguito.
Una menzione particolare merita l'ostello di Whitby (19.95 L, colazione inclusa), situato in una posizione magnifica tra l'abbazia (che è gratis per i clienti dell'ostello) e la chiesa di St.Mary con il cimitero di Dracula.
La vista dall'alto dell'East Cliff è magnifica e si può facilmente seguire la Cleveland Way per andare verso Robin Hood's Bay.
Bellissimo anche l'ostello di York (21.45 L, colazione inclusa), da cui si può raggiungere il centro città con una camminata di 15 minuti sulla riva verde del fiume Ouse.
L'ostello di Malham (15.95 L, colazione esclusa) è l'ideale punto di partenza per le camminate nella parte Sud del parco nazionale delle Yorkshire Dales (posti magnifici).
L'unico ostello non YHA, l'abbiamo prenotato tramite HostelBookers, ed è stato il più deludente.
La storia di Magic (ovvero come fare soldi con due camere ed una cucina):
La storia di Magic inizia il I maggio alla stazione ferroviaria di Liverpool Lime Street.
Appena usciti dalla stazione ci troviamo di fronte ad un vero e proprio dilemma: dov'è la stazione degli autobus per raggiungere il Brogan Hall Hostel in Smithdown Road?
Potrebbe sembrare una cosa semplice, ma ci sono almeno 5 stazioni degli autobus nei pressi di Lime Street ed a Liverpool si parla una lingua che con l'inglese ha ben poco in comune.
Se chiedete informazioni, preparatevi a farvi ripetere le cose almeno 10 volte prima di captare qualche suono vagamente conosciuto come "Paradise Street".
Ok, ci dirigiamo verso Paradise Street passando per un corso super affollato e vitale, quando, fermi ad un incrocio per capire da che parte andare, una signora brasiliana si ferma per aiutarci:
Signora: May I help you?
Carlino: We would like to go to Paradise Street
Signora: Paradise Street? mmmm... -si gira e chiede informazioni ad un tassita fermo lì vicino e poi torna da noi dicendoci di andare fino al McDonald's e poi girare a destra-.
Noi la ringraziamo e ci incamminiamo, ma questa ci tampina da presso tempestandoci di domande e raccontandoci la storia della sua vita.
Arrivati a Paradise Street finalmente si stacca (dai nostri maroni) augurandoci buona fortuna e noi corriamo subito al riparo sperando che la simpatica (come un'unghia incarnita) babbiona non torni sui suoi passi.
Dopo mezz'ora di ricerche troviamo finalmente la stazione degli autobus e dopo un'altra mezz'oretta siamo a Smithdown Road, in un quartiere ultra popolare tra un cimitero e due centri commerciali.
Troviamo facilmente il Brogan Hall, ma subito notiamo che non è affatto un ostello e non c'è alcuna reception od un campanello a cui suonare.
Carlino, grazie al suo occhio aquilino, vede un adesivo con la scritta HostelBookers ed un numero di telefono.
Proviamo a chiamare, ma ovviamente il numero non risponde ai nostri cellulari italiani.
Dopo 10 minuti di prove con diversi prefissi, riusciamo a parlare con una signorina che comunica tramite la solita lingua del Merseyside, simile all'inglese così come l'italiano è simile al rumeno.
Carlino riesce fortunamente a captare le parole "underneath the bin" e siccome vediamo un grosso bidone, proviamo ad alzarlo e troviamo una chiave!
Bene, ora abbiamo la chiave, ma dobbiamo cercare la porta da aprire e dunque saliamo per una scalinata provando tutte le toppe per trovarne una adeguata alla nostra chiave.
Le toppe però sono tutte sbagliate e la gente che troviamo dentro alcune stanze sembra abbastanza infastidita dalla nostra presenza.
In realtà la porta giusta era subito dietro al famoso bidone sotto cui abbiamo trovato la chiave, ma, essendo adeguatamente mimetizzata, noi non l'avevamo assolutamente notata.
Giriamo la chiave nella toppa ed il mondo che si presenta davanti a noi ha le sembianze di una vera topaia: una squallida cucina piena di pentole, arnesi vari ed un tavolino con due sedie (di cui una talmente sgangherata da sembrare una trappola per gente sovrappeso) è il preludio ad un corridoio con tre porte.
Davanti ad una delle tre c'è una busta di carta con scritto "Mr. Gasparetti".
Con il mio indiscutibile intuito, capisco immediatamente che la busta è destinata a me e la apro senza esitazioni trovando una chiave che si adatta perfettamente al lucchetto sulla porta.
La vista della camera doppia ci convince completamente che le 21.55 sterline spese per cotanto tugurio siano una vera inculata (scusate la perifrasi).
Intanto sul retro della busta scorgo un'altra frase sibillina: "to pay the remaining 72 L, call Magic" (segue un numero di telefono).
Chiamo subito Magic, cercando di farlo parlare il meno possibile, e riesco a capire che sarebbe passato la mattina seguente alle 8 e un quarto per ricevere il saldo.
Ovviamente la mattina seguente, all'ora prevista, non si presenta nessuno e noi facciamo colazione nella cucina dove metto a repentaglio la mia vita sulla sedia sgangherata.
Ormai sono quasi le 9 e, quando siamo decisi a partire, ecco che arriva finalmente un biondo giovanotto che si presenta con la frase: "hi, I'm Magic".
Cercando di reprimere le risate io e Carlino tiriamo fuori i soldi, ma Magic ce li spilla letteralmente dalle mani e toglie il disturbo prima che potessimo dire A.
Da lì abbiamo dedotto la sua magia, ovvero fare soldi senza fare un cazzo!
Morale della favola: se andate a Liverpool, evitate Magic e la topaia nota col nome di Brogan Hall!
Clima:
L'inghilterra è indiscutibilmente a Nord e, nonostante la Corrente del Golfo, è fredda!
Il tempo è variabile come le personalità di uno schizofrenico: a Newcastle abbiamo trovato sole e gente con le maniche corte, mentre noi indossavamo piumini e cuffie di lana (i matti erano loro).
A Durham siamo passati da una mattinata soleggiata ad un pomeriggio con Heavy Rain che ci ha costretto ad una ritirata anticipata verso Newcastle.
A Whitby ed Helmsley abbiamo passato due bei giorni sotto una pioggia incessante che ci stava facendo pentire della decisione di passare le ferie nella terra della "rosa bianca".
A York abbiamo rivisto il sole, mentre nelle Yorkshire Dales abbiamo camminato complessivamente 10 ore sotto light rain, heavy rain, fucked rain, cloudy & windy ed un solettino finale che ha asciugato le nostre stanche italiche membra.
Liverpool l'abbiamo trovata grigia e con un vento che "boccava n'ti ossi" (definizione in perfetto senigalliese) mentre a Chester un bel sole caldo ci ha fatto raggiungere la pace dei sensi su una panchina lungo il fiume Dee (con dei pazzi in mutande che si tuffavano dentro alle acque melmose, in barba al pericolo di prendersi una leptospirosi fulminante).

Prossimamente le cronache città per città, stay tuned!

17 maggio 2009

Omaggio di Bob Dylan al Nostro Premier:



Silvio
Stake my future on a hell of a past
Looks like tomorrow is coming on fast
Ain't complaining 'bout what I got
Seen better times, but who has not?

23 aprile 2009

20 aprile 2009

Una Passeggiata nella Natura: Eremo dei Frati Bianchi


Se volete fare una bella passeggiata nella natura in un periodo bellissimo per le varie fioriture, vi consiglio l'eremo dei frati bianchi vicino a Cupramontana.

Camminando per mezz'ora in mezzo al verde e con il solo rumore di un ruscello e degli uccelli, si arriva ad una costruzione in ristrutturazione vicina a delle antiche grotte dei frati francescani.

Una escursione facile, per tutte le gambe, e molto suggestiva.

Altre foto a questo link.

15 aprile 2009

Santoro e la Santificazione di Berlusconi.

Poiché mi è stato gentilmente richiesto un commento alla puntata di Anno Zero sul terremoto in Abruzzo, non posso esimermi dal farlo.

Inizio dicendo che, come al solito, la pompa magna mediatica ha celebrato agiograficamente la figura del nostro premier, sua maestà Silvio Berlusconi da Arcore, il quale, fino ad ora, non ha fatto altro che firmare il decreto per lo "stato di emergenza" e recarsi doverosamente in Abruzzo.

La bravura di Berlusconi sta nel fare promesse miracolose che fanno sognare tutti gli italiani, soprattutto coloro che sono in grosse difficoltà.

Dire che in due anni verranno costruite nuove città (new towns), che non si faranno baraccopoli, che la gente potrà vivere a lungo negli alberghi della costa e farsi qualche mese di vacanza, va bene, ma bisognerà vigilare affinchè queste promesse vengano poi mantenute quando i riflettori mediatici si saranno spenti.

Se gli auspici del premier avranno un seguito, non potremo fare altro che applaudirlo ed attribuirgli doverosamente il merito, se invece alle promesse seguiranno altre promesse che ci faranno dimenticare le prime, le quali magari saranno smentite, avremo altri motivi per criticare il nostro Silvio Imperatore.

Detto questo veniamo ad Anno Zero: Santoro è un giornalista che fa politica e, nell'uniformazione mediatica santificatrice del premier, rimane una voce fuori del coro, anche se, alcune volte, deve farlo forzosamente anche andando abbondantemente fuori dalle righe.

Nel caso del terremoto, Santoro ha chiaramente sbagliato obbiettivo perché ha voluto criticare la Protezione Civile e la macchina degli aiuti, che invece ha funzionato molto bene, almeno per gli standard italiani.

Travaglio porta avanti da anni una battaglia personale contro Bertolaso, per la sua gestione autoritaristica e per la sua corte affaristica, più volte indagata da varie Procure della Repubblica, ma questo poco conta nell'attualità, anzi un forte coordinamento centrale è sicuramente più efficace di una miriade di apparati che agiscono ognuno per conto proprio (come avvenne ad es. in Irpinia).

Tra tanti sciacalli mediatici, come quella giornalista del TG5 che svegliava gli sfollati nelle macchine per chiedere il motivo per cui stavano lì (nessuno ha spiegato a quella idiota che c'era stato un terremoto), anche Santoro ha voluto fare lo sciacallo cercando per forza delle voci di dissenso al fine di dimostrare che la macchina degli aiuti non è stata perfetta.

In definitiva la verità è che la Protezione Civile ha funzionato abbastanza bene, ci saranno state sicuramente delle manchevolezze e saranno stati fatti degli errori, ma tutto sommato sono nella norma ed io sento di unirmi al plauso generale ai soccorritori, siano essi militari, vigili del fuoco, medici, paramedici, volontari o semplici cittadini.

Cercare di fare sempre catastofismo è sbagliato.

La denuncia sulle responsabilità per i crolli è invece condivisibile perché riguarda la solita mentalità italiana per cui ci si accorge delle cose solo quando avvengono le disgrazie.
Si fanno milioni di leggi draconiane, ma poi nessuno le rispetta e nessuno controlla che queste norme vengano rispettate.
Le opere pubbliche sono sempre le prime a crollare visto che su ogni appalto devono mangiare centinaia di persone...
Si scopre che ospedali relativamente nuovi non hanno neanche l'agibilità...
Le scuole cadono a pezzi anche senza terremoti...

Cose sapute e risapute che però sui media schierati col regime vengono a galla solo durante le calamità e gli eventi straordinari (c'è pure l'indignato speciale per questo!).
Nel contesto italiano di una informazione paludata ed omologata al regime, ben vengano trasmissioni controcorrente e di denuncia come Report od Anno Zero, anche se spesso sono faziose e ogni tanto pisciano fuori dal vaso!

07 aprile 2009

The Day After...

Già quasi 230 morti, 2000 feriti di cui almeno 100 gravi e 50 mila sfollati.

E le scosse continuano: pochi minuti fa un'altra di 5,5 gradi della scala Richter.

A Senigallia la Cittadinanza Fattiva ha attivato una raccolta fondi per aiutare i terremotati:

Qualche mese fa abbiamo fatto una giornata di Cittadinanza Fattiva, riverniciando un sottopassaggio della Città. Anche oggi vorremmo fare qualcosa di utile per le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto.Non possiamo fare nulla di materiale, probabilmente saremmo solo d’intralcio.
Ma possiamo fare una donazione, una raccolta agile e veloce, senza tante fanfare o appelli alla solidarietà, che in questo momento non sembrano indispensabili. L’appello alla raccolta fondi viaggia sul web, alla velocità della luce, e voi siate altrettanto veloci:
portate la vostra offerta presso la redazione di 60019.it (presso Netservice) in via Mercantini 34 (dal lunedì al venerdì, orari mattina: 9-13, pomeriggio: 15-19) o presso la redazione di Vivere Senigallia - via Verdi 103A (dal lunedì al venerdì, orari: 14.30-20). Una redazione si trova a Nord di Senigallia e una a Sud: vi abbiamo agevolato in tutti i modi, passate dieci minuti del vostro tempo a far del bene.Le redazioni stanno predisponendo delle scatole per raccogliere i fondi, non avrete ricevuta del vostro versamento che resterà anonimo, la solidarietà si basa sulla fiducia e le popolazioni dell’Abruzzo hanno fiducia in voi. La raccolta delle donazioni durerà fino a mercoledì 15 aprile, il versamento sarà effettuato nei giorni successivi ad uno dei conti correnti predisposti Pro popolazioni colpite dal terremoto. Garanti dell’operazione sono Michele Pinto, Luca Ceccacci e Paolo Talucci (Rincolvati).

Aderiamo numerosi, è importante!


Visualizzazione ingrandita della mappa

06 aprile 2009

Siamo Tutti Aquilani!


Speriamo che i soccorsi siano tempestivi, che il numero delle vittime non si impenni e che il paese si unisca almeno in questa ennesima tragedia.

Stiamo vicino agli aquilani ed a tutte le vittime del terremoto!

03 aprile 2009

Il Vero Dialogo tra Berlusconi e la Regina Elisabetta!

Ecco la trascrizione completa del breve dialogo tra il premier italiano e la regina d'Inghilterra:

SB: OBAMAAAAAAA, QUEEEEN ELIZABETH, COME HERE! IT'S TIME FOR PHOTOS!!!

EII: Excuse me Mister Berlusconi, why are you screaming? I am old but not completely deaf!

SB: Vecchia babbiona, ma fattela finita! Sarai pure la Regina d'Inghilterra, ma a me manca solo di passare il Rubicone per diventare Imperatore!

La "Statura" di Berlusconi...


20 marzo 2009

L'importanza del Preservativo!

Pensate, con soli 5 grammi di lattice al momento giusto, il mondo avrebbe evitato di conoscere Josef Ratzinger....

12 marzo 2009

Dopo Senigallia 2.0...

MANCHESTER 2.0
un evento INTERNAZIONALE !!!
Dopo i due bomboloni ingoiati nel Merseyside e fallita la prima del Loser One, Josè Mourinho, Max Moratti ha già approntato il piano B:
-Sistemare Guido Rossi al vertice della UEFA. In questo modo i nerazzurri si vedranno assegnare due Champions League a tavolino e riceveranno in dono Cristiano Ronaldo e Messi.
Inoltre nei prossimi 5 anni le squadre che incontreranno l'Inter verranno tutte penalizzate di due gol ed in caso di pareggio i gol dei nerazzurri varranno doppio.
La seconda squadra di Milano potrà infine ricorrere alla pallavolo (stile Adriano) ed ai tuffi (vedi Balotelli) anche in campo europeo.
Se Dio vuole, l'Inter potrà finalmente riaggidicarsi una Champions League dopo mezzo secolo.
Auguri!

11 marzo 2009

Il Decano Decotto Colpisce Ancora!

Dalle pagine del suo pseudo-giornale on-line il decano, ormai decotto, dei giornalisti continua a lanciare insulti e minacce ai "blogger mascherati" che infestano il panorama dell'informazione della nostra amena cittadina.

Chiediamo a questo pseudo-giornalista, copia-incollatore di notizie altrui, di spiegarci perché in caso di vittoria della destra alle prossime elezioni amministrative senigalliesi, noi blogger "mascherati" verremmo licenziati, dato che il nostro datore di lavoro non è certo il sindaco Angeloni, come ampiamente dimostrato anche dal "Dossier Gaspatcho".

L'unico servo di "Un Padrone" è proprio il decano decotto che continua a trasgredire tutte le leggi del giornalismo e dell'informazione on-line, in barba al copyright ed alla buona educazione.

Intanto chi rinfaccia agli altri di nascondersi dietro a delle maschere, dovrebbe essere completamente trasparente e magari rivelare al mondo quanto paga di tasse o rivelare al fisco quanto guadagna con le sue iniziative editoriali...

Ma sembra una pretesa assurda per uno che continua imperterrito nel suo delirio, sparando a casaccio senza avere neanche la più pallida idea di chi sta minacciando e calunniando.

Come disse un famoso radical-chic che preferisce rimanere anonimo: "se questo è il decano dei giornalisti, figuriamoci gli altri...".

Stay Tuned.

01 marzo 2009

Clamoroso Scoop: Rivelata l'Identità di Gaspatcho, il Blogger Mascherato!


Il "decano" dei giornalisti senigalliesi ha scoperto e rivelato al mondo l'identità segreta di Gaspatcho, il noto blogger mascherato che da due anni infesta l'etere del comune marchigiano con le sue deliranti elucubrazioni ed i suoi vaneggiamenti.

Abbiamo l'onore ed il piacere di pubblicare integralmente il segretissimo "dossier Gaspatcho" in anteprima assoluta per i nostri lettori.


Gaspatcho, al secolo Francesco Gasparetti (GSPFNC75P25I608P) è nato a Senigallia il 25 settembre 1975, primo ed unico figlio di Gasparetti Umberto, tipografo, e Guidi Giovanna, operaia, entrambi deceduti.

E' residente a Senigallia in Via Frescobaldi al numero 79 ed il suo numero telefonico è 0717920945.
Il Gasparetti è alto 175 cm, pesa circa 100 kg, è calvo ed ha occhi verdi con folte sopracciglia.
Si è diplomato presso il liceo Scientifico E. Medi di Senigallia nell'anno 1994 con un punteggio di 52/60 ed ha poi frequentato per 3 anni la facoltà di economia dell'università di Ancona senza riuscire a conseguire la laurea.
Ha prestato servizio presso la Marina Militare italiana nell'anno 1999 venendo congedato con risultati "molto buoni".
Indossa scarpe di taglia 42, calzoni di taglia 52 (è un pochino sovrappeso) e giacche di taglia L.
Frequenta abitualmente la piscina comunale delle Saline a cui ha appena rinnovato l'abbonamento per il mese di marzo.
L'individuo è occupato presso la FI (Fiorini International, non Forza Italia) con la mansione di operaio addetto alla macchina sacchettatrice GS9 nello stabilimento di Cento Croci di Mondolfo.
Il suo guadagno netto nel 2008 è stato di Euro 17.964 (interamente elargiti dall'ing. Luigi Fiorini e non da Luana Angeloni) ed ha pagato Euro 3593.41 di IRPEF.
I suoi hobbies sono la lettura, soprattutto di materiale storico, la fotografia, il gioco degli scacchi e lo sport, anche se risulta tutt'ora inabilitato a causa di una operazione di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro effettuata all'ospedale di Torrette di Ancona il giorno 14/11/2008 dall'equipe del dott. Belloni.
Possiede una ricca videoteca contenente soprattutto film di fantascienza, thriller e classici della cinematografia western.
Ascolta musica pop inglese, ma anche cantautori vetero-comunisti come De Gregori e De Andrè, che indicano una spiccata propensione rivoluzionaria del suddetto individuo.
E' spesso in viaggio in paesi esteri come l'Egitto e Israele, ma non disdegna le capitali europee come Londra e Parigi.
Nel dicembre 2006 ha creato il blog Gaspatcho (libero ed aperto ai commenti dei lettori, al contrario di altri siti pseudo-giornalistici copia-incollatori), dopo una lunga collaborazione con il sito radical-chic Popinga dei fratelli Scaloni.
I suoi scritti indicano una inclinazione politica di centro-sinistra, ma con forti spinte liberali.
Il Gasparetti denota una evidente propensione filo-sionista ed una avversione per l'integralismo religioso sia verso la Chiesa Cattolica, sia verso l'Islam, tanto da venir più volte tacciato di islamofobia o di anticlericalismo.
E' di fede juventina ed ha spesso contrasti molto accesi con la parte nerazzura dell'universo pallonaro.
Un "grande giornalista" dell'ambito senigalliese l'ha definito come: "rincoglionito tutto fuso", "incivile leccaculo del regime" e con altri epiteti di cui non facciamo menzione per buona educazione.
In definitiva un individuo mascherato, pericoloso ed altamente nocivo.

Qua finisce il dossier Gaspatcho, grande scoop da premio Pultizer di una persona che ovviamente non ha nulla da nascondere e potrebbe quindi pubblicare senza imbarazzo e senza maschere gli stessi dati anagrafici, ma soprattutto patrimoniali!

Per insulti, minacce, diffamazione a mezzo stampa del Gasparetti ed altre amenità rivolgersi al "gran decano", sarà certamente lieto di trovare l'ingiuria che fa al caso vostro!.

I Migliori Video della Nostra Vita (#4): Non Mi Chiedermi



Una canzone che descrive in maniera perfetta lo stereotipo della "donna di spettacolo".

I testi sono opera di un noto esponente di Forza Italia senigalliese (non chiedetemi chi, uno qualsiasi va bene).

Ringrazio Daniele Sole per la segnalazione su FessBuk.

23 febbraio 2009

La Mia Banca è Differente!


In pratica, c'è la crisi, ma siccome sono bravi ed attenti alle esigenze della clientela modificano unilateralmente il contratto che mi lega a loro dandomi meno interessi a credito sulle giacenze in conto corrente.

Ebbene sì, questo è il sistema italiano che permette ad una parte di modificare a piacimento le condizioni contrattuali a danno dell'altro contraente.

E' questo il rapporto fiduciario che lega le banche italiane ai loro clienti, permettendo alle prime di sfruttare ogni condizione del mercato finanziario per infinocchiare quelli che, fino a prova contraria, gli prestano i soldi!

Sarebbe bello poter comportarsi nella stessa maniera con i nostri creditori: ti devo 1000 Euro? Beh, visto che c'è la crisi finanziaria, te ne ridarò 900 in 5 anni, ma solo se l'Euribor rimane sotto il 4%...

Disgusting.

Chi l'Ha Visto?


Comunicato dell'Assessorato alla Sanità Mentale di Senigallia


A Senigallia (AN) vaga un individuo misterioso, non armato, ma estremamente pericoloso in quanto manda "colpi" a chiunque gli parli e minaccia querele ad ogni piè sospinto.

Il soggetto è di statura minuta (in tutti i sensi), riconoscibile per il viso butterato, per la testa quadrata e per la sua esagerata venerazione per Berlusconi.

E' afflitto da paranoia (vede uomini mascherati ad ogni angolo), demenza senile in stato avanzato ed avversione congenita per i radical-chic, soprattutto se aggravati dalla fede comunista.

Chi lo vedesse, non lo avvicini per nessuna ragione, ma chiami subito una ambulanza od il più vicino presidio medico.

Una cameretta al reparto neurologico di Senigallia è già pronta ad accoglierlo assieme ad una comoda camicia di forza.

Attenzione, contattarlo personalmente solo se preventivamente assistiti da un avvocato!

17 febbraio 2009

Veltroni Lascia: la Fine del Partito Ma-anchista.

Lo ammetto, sono stato un sostenitore della nascita del Partito Democratico e della leadership di Walter Veltroni.
Lo sono stato perché credevo nella possibilità di avere finalmente un partito di centro-sinistra riformista con un progetto innovativo che si sganciasse nettamente dai vari partiti comunisti contro cui era naufragata l'Unione di Romano Prodi.
Purtoppo però, dopo la sconfitta elettorale dell'aprile 2008, dura quanto scontata visti i pessimi risultati dello stesso Prodi, il Partito Democratico non ha saputo fare quel passo avanti che gli avrebbe permesso di attrarre il consenso sulla base di un progetto politico chiaro.
Al contrario l'ambiguità l'ha fatta da padrona e di questo fatto si può incolpare senza dubbio lo stesso Veltroni, il quale, invece di indicare la strada maestra al partito, è stato risucchiato dalle liti interne, è sparito in mezzo alle fronde ed alle invidie personali dei vari furbetti che tramano nell'ombra non facendo certo il bene del partito (Baffino su tutti).
Alla fine dei conti, nei sedici mesi della segreteria Veltroni, quello che appare chiaro e palese è che il Partito Democratico non ha una linea definita su nessun tema: dal testamento biologico, all'appoggio alla CGIL; dall'opposizione al governo Berlusconi, al rapporto con Di Pietro; dalla sicurezza, alla lotta alla clandestinità; dalle riforme istituzionali, alla giustizia fino alla politica estera.
Pur seguendo attentamente la discussione politica, non sono riuscito a capire il progetto di Veltroni ed evidentemente non l'hanno capita neanche i tanti elettori che ultimamente si sono espressi votando in massa per il centro-destra oppure astenendosi.
Per queste ragioni da tempo auspicavo un cambio di dirigenza, pur ritenendo che il cambio di leadership sia una condizione necessaria ma non sufficiente a risolvere tutti i problemi del PD.
Se analizziamo la rosa dei candidati alla successione di Veltroni, la paura che si possa andare dalla padella alla brace è grande.
La vera svolta del PD deve essere politica: si deve abbandonare il ma-anchismo vetronesco e dare degli obbiettivi chiari che possano attrarre gli elettori e l'unica via che si possa intraprendere realisticamente è il riformismo liberale al fine di innovare strutturalmente il nostro paese.

Non ha più senso alzare le barricate insieme alla CGIL o continuare imperterriti sulla strada perdente dell'anti-berlusconismo, serve una seria svolta culturale e pragmatica, che, unita alla crisi economica ed alla incapacità conclamata del governo Berlusconi, possa concedere al PD una vera chance alla fine di questa legislatura.

In definitiva va bene il cambio di leadership, ma solo se si trova un leader coraggioso e innovativo, altrimenti il trend del partito non si invertirà ed il PD continuerà ad affondare!

14 febbraio 2009

Giovani Precoci Genitori


No, non sono fratelli! Il ragazzino nella foto e il bebè appena partorito sono padre e figlio.

Lui ha 13 anni e non riceve nemmeno la paghetta settimanale, ma dovrà crescere il figlio (ed insieme al figlio) messo al mondo dalla sua amante 15enne, anch'essa visibile nell'angolo in basso a destra della foto.

Che dire? Auguri ai giovani genitori, ma magari sarebbe bello iniziare dei veri corsi di educazione sessuale nelle scuole per evitare una futura escalation di queste baby-famiglie...


Love Is All Around!


Buon San Valentino a tutti gli innamorati!

11 febbraio 2009

Eluana, l'Italia Manichea ed il Papa.

Sono passati due giorni dalla morte di Eluana Englaro e tutti hanno voluto dire la loro sul caso, in una miriade di commenti che ripropongono le differenze culturali di una Italia, la quale, come sempre, si divide in schieramenti contrapposti e battaglieri.
Una divisione ideologica, netta e manichea, come se tutto fosse bianco o nero, senza sfumature intermedie, senza la voglia di confrontarsi, senza trovare mai una soluzione pragmatica, ma soltanto con la voglia di combattersi anche su temi in cui pochi hanno delle reali certezze.
Sul caso di Eluana e sullo stato vegetativo permanente si sono susseguiti i pareri di illustri scienziati, i quali, non trovando una chiara posizione scientifica, hanno lasciato il campo libero alle solite diatribe politiche ed ai soliti moniti religiosi.
I politici hanno cercato in pochi giorni di colmare un vuoto legislativo perdurante da decenni, con proposte addirittura eversive che stavano per introdurre l'eutanasia, si "l'eutanasia costituzionale".
L'incompetenza della classe politica ha di fatto lasciato la decisione nelle mani della magistratura, a cui Peppino Englaro, il padre di Eluana, si è rivolto per avere un parere legale, invece di agire nell'ombra, come succede in molti casi analoghi, facendo da solo quello che è stato fatto nella clinica di Udine.
La magistratura ha espresso una sentenza definitiva sul caso Englaro, vagliata dalla Corte di Appello di Milano, dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, ovvero i più alti organi della Giustizia italiana.
In uno Stato di Diritto, le sentenze vengono eseguite e rispettate, mentre in Italia si è assistito ad uno spettacolo vergognoso ed avvilente:
  • Sacconi, il ministro del Welfare, ha minacciato esplicitamente di togliere l'accreditamento statale alla clinica scelta per eseguire la sentenza della magistratura.
  • il governo ha cercato di emanare addirittura un decreto di urgenza contro la sentenza definitiva della magistratura, ma Napolitano ha rifiutato a priori un atto che sarebbe stato un vulnus costituzionale, perché avrebbe stabilito che il governo può modificare a piacimento anche le sentenze definitive non confacenti alla volontà politica della maggioranza.
  • infine gli strali e i pianti in parlamento successivi alla morte di Eluana, ovvero le lacrime di coccodrillo di una classe politica inetta ed inefficiente che perde tempo in inutili beghe e non si adopera per risolvere anzitempo i reali problemi del paese.

A me sembra che una soluzione politica sul testamento biologico possa essere semplice e rapida, e si possa basare su un solo principio, cioè sulla "libertà individuale" poiché, allo stato attuale della conoscenza, non ci sono evidenze scientifiche sui vari stati di coma e di vegetazione permanente e i medici non trovano un accordo nemmeno sul fatto che idratazione e nutrizione siano o meno delle cure.

Libertà individuale significa che ogni persona nel pieno delle proprio facoltà mentali deve redigere un testamento biologico in cui esprime la propria volontà e fino a dove si possano spingere i medici nel curare il proprio corpo.

Libertà individuale significa rispettare chi vuole farsi curare fino all'estremo, dando tutto il sostegno medico ed economico alle famiglie.

Libertà individuale significa rispettare chi sceglie di porre un limite all'accanimento terapeutico e sceglie di morire dignitosamente piuttosto che diventare una macchina senza cervello, od una mente senza corpo.

Libertà individuale significa che ognuno deve poter scegliere per la propria persona senza che altri vogliano imporci le loro scelte spacciando per suicidio od eutanasia ciò che in realtà è solamente una decisione dignitosa.

Il riferimento è ovviamente al Papa ed alla Chiesa Cattolica. Mi dispiace fare polemica, ma ormai il Vaticano ha toccato limiti insopportabili di ingerenza nelle vicende italiane: si criticano le leggi, le sentenze della magistratura, le alte cariche dello Stato, non capendo che l'Italia non è uno stato confessionale, ma una repubblica laica che garantisce i diritti di tutti i cittadini, anche quelli non credenti.

Ratzinger si tenga per sé la sua Verità ed il suo assolutismo etico! Io non gli riconosco nessuna autorità né civile, né morale, né etica e lo invito quindi a parlare ai suoi seguaci e non alle istituzioni repubblicane che lo foraggiano tanto generosamente con quasi 1 miliardo di Euro l'anno.

Eluana, spero che tu possa finalmente riposare in pace e magari fare una preghiera per il nostro strano paese, al fine di infondere un po' di saggezza nelle menti dei potenti.

05 febbraio 2009

Repubblica Socialista Sovietica Italiana

La terribile crisi economica attuale sta facendo danni gravi in tutto il globo, ma rischia di distruggere definitivamente la fragile economia pseudo-capitalistica italiana che, grazie anche all'operato del governo di "destra" di Berlusconi, sta andando verso una deriva statalista, corporativista, protezionista e mercantilista.
La crisi economica è infatti congiunturale in molti paesi che fino al 2008 stavano sviluppando il PIL in maniera da noi sconosciuta fin dagli anni '70 del secolo scorso.
L'Italia è da tempo il fanalino di coda europeo in quasi tutti gli indici economici, dallo sviluppo, alla competitività fino al debito pubblico, superata anche da paesi storicamente sottosviluppati, almeno secondo gli standard europei, come Grecia, Spagna ed Irlanda.
Analizzando l'apparato economico italiano, non si può fare a meno di individuare i grandi mali che limitano la prosperità economica del nostro paese:
  1. La presenza ingombrante di uno Stato pachidermico che controlla direttamente od indirettamente quasi il 50% del PIL.
  2. Una oligarchia pseudo-capitalistica che ha messo la sua lunga mano non solo sui settori produttivi, ma anche sulla politica, sull'informazione e soprattutto sulle banche, creando un circolo vizioso di ardua soluzione.
  3. La presenza di un Sindacato capace solamente di fare battaglie di retroguardia, senza mai trovare soluzioni innovative che permettano la tutela dei lavoratori e la contemporanea crescita economica.

Questo sistema oligarchico-comunista ha di fatto tarpato le ali al libero mercato ed alla concorrenza, minando alle fondamenta la possibilità di essere competitivi in una economia globalizzata.

Purtroppo l'Italia deve sopportare l'eredità di un modello di sviluppo completamente sballato di matrice catto-comunista che ha trovato il suo apice nella politica socialista di Bettino Craxi.

In pratica l'economia veniva drogata dal trittico "svalutazione-debito pubblico-aiuti di Stato" con la conseguenza che, fino all'introduzione dell'Euro, le imprese italiane non hanno mai agito in un regime di libero mercato e di vera concorrenza.

  • L'economia è in crisi? Svalutiamo la Lira per incentivare le esportazioni e per rendere meno competitivi i prodotti di importazione!
  • C'è disoccupazione? Lo Stato assuma indiscriminatamente una gran massa di gente anche senza reale necessità. Chi non ha un parente ferroviere o dipendente comunale, regionale o in qualche ministero? La solita soluzione miope che guarda all'oggi, ma che ha messo sulle spalle delle future generazioni un debito pubblico di dimensioni imbarazzanti.
  • Le aziende licenziano? Diamo degli aiuti di Stato e socializziamo le perdite nei momenti di crisi, liberalizzando i profitti nei periodi in cui la congiuntura economica è favorevole. Il paradigma di questo sistema è senza dubbio la FIAT, che negli ultimi 60 anni avrà prodotto degli utili in non più di 10 bilanci, al contrario di aziende come la Toyota, la quale nel 2008 ha prodotto il suo primo bilancio in perdita in 70 anni.

Questo è il passato economico che ci ha portato ad avere il debito pubblico più alto d'Europa (in proporzione al PIL) insieme ad un livello di tassazione che deprime lo sviluppo e crea, grazie all'incompetenza o alla collusione dei vari governi, un fenomeno di evasione fiscale di devastante portata.

Ma veniamo alla crisi del 2009. Mentre altri paesi si possono permettere di proporre politiche neo-keynesiane di spesa pubblica anti-ciclica, l'Italia non può assolutamente farlo a causa dei suoi mali strutturali, ma, al contrario, dovrebbe cercare di realizzare quelle riforme sistemiche che la rendano finalmente competitiva.

Purtroppo nella Repubblica Socialista Sovietica Italiana, guidata dal compagno Berlusconi, non si riesce proprio ad andare nella direzione auspicata delle riforme liberali, ma si attuano le solite e collaudate politiche stataliste che, nella situazione odierna, potrebbero affossare definitivamente l'economia del nostro paese.

Aiuti di Stato all'economia, spesa pubblica, creazione di altri monopoli (il caso Alitalia è emblematico) sono i soliti palliativi congiunturali che non daranno altri risultati se non quello di aumentare il debito pubblico e la tassazione.

Bisogna preoccuparsi di un debito pubblico che ha abbondantemente superato il 110% del PIL e, con il calo dei tassi di interesse, rischia di vedere deserte le prossime aste dei Titoli di Stato?

Certamente è più semplice e popolare dare aiuti pubblici (cioè soldi dei contribuenti) a pioggia invece di intraprendere la strada delle riforme che rendano lo Stato più efficiente e meno costoso e che introducano una vera concorrenza in tutti i settori privati, eliminando le barricate corporative insite nella nostra storia fascio-comunista.

Per fare un esempio concreto, la eliminazione delle province, secondo le stime dell'Eurispes, comporterebbe un risparmio strutturale di quasi 11 miliardi di Euro annui, che potrebbero essere usati per ridurre il Debito Pubblico negli anni di congiuntura economica favorevole, mentre potrebbero essere devoluti per gli ammortizzatori sociali negli anni di crisi, invece di essere sprecati nell'inutile carrozzone pubblico.

I compagni comunisti, da Bertinotti a Berlusconi, dovrebbero capire che se non si fanno finalmente delle riforme genuinamente liberali, non si creerà mai un sistema competitivo, ma si rischia di portare l'Italia al collasso.

Questo non significa eliminare lo Stato Sociale, ma solamente renderlo più efficiente e meno costoso affinché si possa abbassare la pressione fiscale, soprattutto sul lavoro dipendente, liberando preziose risorse per i consumi delle famiglie e per gli investimenti delle imprese soprattutto in ricerca ed innovazione tecnologica.

Ovviamente anche il settore privato avrebbe bisogno di serie regole anti-trust ed a favore della concorrenza.

Come si fa a tollerare delle aziende come Telecom Italia, che operano in regime di monopolio e che scaricano sugli utenti la loro inefficienza in termini di arretratezza tecnologica e di costi spropositati?

Come si fa a tollerare che delle tutele corporativistiche permettano la persistenza di servizi scadenti a prezzi esorbitanti?

E' oggi il momento per fare delle riforme coraggiose che trasformino la Repubblica Socialista Sovietica Italiana in uno stato veramente liberale. Il dubbio sta nel fatto che il Compagno Berlusconi, con il suo narcisismo e la sua maniacale attenzione alla "popolarità", sia adeguato ad intraprendere delle riforme impopolari almeno nel breve termine.

01 febbraio 2009

Hamas Perde il Pelo, ma non il Vizio!

Dal Corriere della Sera on-line:

GERUSALEMME - Nuovo lancio di razzi palestinesi sul territorio di Israele.
E il primo ministro Ehud Olmert è molto duro: Israele reagirà "in modo
smisurato", nonostante il cessate il fuoco unilaterale proclamato lo scorso 18
gennaio. «Abbiamo detto che in caso di lancio di razzi contro il sud del paese,
ci sarebbe stata una risposta smisurata», ha affermato il premier israeliano in
apertura del consueto Consiglio dei ministri domenicale. Quattro razzi sono
stati lanciati questa mattina da un gruppo di miliziani palestinesi contro il
sud di Israele, senza fare danni né vittime.

Insomma, i pacifici palestinesi di Gaza rinnovano il loro invito ad Israele a bombardarli e ci sarà ancora qualcuno, in Europa, che si stupirà della reazione...

Il paradiso di Allah non è ancora abbastanza pieno di anime?